di Alfredo Bruno

Ricordate i nostri mediomassimi prima dell’avvento delle macchinette, che hanno stravolto il modo di interpretare il combattimento sul ring? Era gente robusta che aveva mani pesanti, che ti metteva ko ma rischiava anche di finire ko. Al sottoscritto vengono in mente i vari Rinaldi, Amonti, Calzavara, Adinolfi, Del Papa tanto per fare dei nomi. Sul ring tra gli 81 kg. si alternavano anche personaggi dal fisico scarno con scarse doti da incassatore ma con pugno al fulmicotone e qui mi vengono in mente Panunzi, Rocci e Vittorio Saraudi, pugili che hanno raccolto poco in carriera.
Tutto questo preambolo serve per definire meglio il pugile che andiamo ad intervistare mentre si allena nella palestra della Boxe Casalbruciato: si tratta di Alessandro Vergara, 25 anni, croce e delizia dei maestri Rossi e Ceccardi.

 

Il giovane, fisico possente e muscoloso, è uno stakanovista della palestra e della ginnastica. Non ha certo un record esaltante se si considera che su venti match disputati, a partire dal 2004, ne ha persi 9 controbilanciati da 7 vittorie. E’ comunque un’ impresa trovargli un avversario perché quando arriva a segno lascia il marchio indelebile del groggy. Quest’ anno Vergara gioca la sua carta per gli Assoluti, logicamente se supererà prima lo scoglio rappresentato dal Campionato Regionale dei I e II serie organizzato dal duo Paciucci-Petrecca, che si disputerà dal 3 al 6 novembre al Palafijlkam di Ostia.

Riusciamo a distoglierlo dal maltrattare il sacco chiedendogli se lavora.
“Attualmente sono impiegato al Comune di Roma al dipartimento Lavori Pubblici con un contratto a progetto fino a dicembre”.

Come e perché è entrato nel mondo della boxe…
“Ho cominciato a 16 anni con la Muay Thai. Poi ho lasciato stare per 3-4 anni, pensando più al divertimento e a frequentare la discoteca. Quando avevo circa venti anni sono tornato in palestra qui a Casalbruciato; avevo rotto con quella spirale casa e discoteca”.

Quanti match hai disputato?
“Per la precisione 20. Ma un anno sono stato fermo per un infortunio”.

Tu per le tue caratteristiche hai subito incontrato gente forte…
“ Diciamo che ho avuto questa sfortuna e fortuna. Non ho avuto la fortuna di una carriera pilotata, ma sono ugualmente contento perché mi sono confrontato sempre con gente più esperta e più brava di me. Si può dire che quando ero III serie incontravo i II e adesso che sono II serie affronto i I. Diciamo che non ci sono stati occhi di riguardo per me”.

E’ stata una scelta tua?
“ Dovevo fare così perché altrimenti rischiavo di non combattere in una categoria difficile come quella dei mediomassimi. Io mi alleno tutti i giorni ma riesco a disputare un match ogni 4-5 mesi. C’è anche il discorso di gente che sceglie altri avversari piuttosto che battersi con me”.

Tu segui il pugilato in generale e hai preferenze per qualche pugile?
“Io amo questo sport. Mi piace la boxe alla Tyson, che è un concentrato di forza e potenza. Ci provo. Non sono certo un tecnico”.

Hai intenzione di passare professionista?
“L’ intenzione c’è, vediamo se va tutto bene. Per me è meglio il professionismo, perché io porto pochi colpi rispetto all’avversario e vengo per questo penalizzato dalle macchinette. Tutti quelli che mi vedono in palestra dicono che ho una boxe adatta al professionismo”.

Hai qualche hobbies?
“Per quanto riguarda le discoteche ho smesso da quando ho iniziato il pugilato. Il mio unico hobby, logicamente non contando il lavoro, è stare con gli amici e il pugilato. Mi piace leggere di tutto, soprattutto giornali e riviste. Non mi soffermo sui libri, non mi piacciono le cose che vanno per le lunghe. Vado anche al cinema. Mi piacciono i film d’azione, ma anche le commedie, dipende dagli stati d’animo”.

Tu hai ottenuto vittorie prima del limite, ma anche sconfitte. Quando vinci prima del limite cosa succede dentro di te?
“Sono contento per me, ma non per il mio avversario. Noi sul ring siamo nemici e amici. Una sconfitta che imponi all’avversario prima del limite è sempre una cosa spiacevole, che non si augura a nessuno, anche se questo fa parte del pugilato. Puoi vincere o perdere prima del limite. Ci sono delle sconfitte che ti meriti e sconfitte che non ti meriti”.

Come giudichi tra i dilettanti il ripristino delle tre riprese da 3’?
“Sono contentissimo, perché io mi sono sempre allenato coi professionisti, quindi mi sono dovuto adattare alle riprese da 3’. Io carburo in ritardo, esco sempre alla distanza”.

Di Alfredo

3 pensiero su “Identikit di un dilettante: Alessandro Vergara”
  1. Caro Ciro capisco bene il tuo sfogo e ne hai tutte le ragioni. Devi considerare che la nostra sede, da dove facciamo sacrifici a nostre spese, per mandare avanti questo sito, si trova a Roma e quindi cerchiamo di farlo nei limiti del nostro tempo a disposizione, considera che il nostro lavoro è ben altro.Io quando ho l’opportunità do spazio a tutti, anche a non campioni come hai potuto vedere in questo articolo.Noi siamo sempre alla ricerca di collaboratori. Qualcuno ha capito la necessità e si cominciano a vedere da parte di società e pugili qualche comunicato, che provvediamo subito a mettere.Più collaboratori, da tutta Italia, ci sono e più funziona il sito.
    ti saluto
    alfredo

  2. sono contento per questo ragazzo ma non dite che non e’ stato forzato da nessuno ci sono altrettanti dilettanti che su 20 match ne hanno vinti 17 e tutti disputati con personaggi di spicco della boxe dilettante o meglio adesso professionisti e non ne parlate mai… non vi preoccupate ci siamo abbituati alle forzature.

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