di Giuliano Orlando

L’ultimo appuntamento della nazionale risale al marzo scorso, preolimpica europea a Londra, fermata tardivamente e colpevolmente dalla task force, inventata dal CIO, con improvvisazione e scarso senso della realtà, dopo tre giorni, in pieno covid 19, in Inghilterra. L’Italia per la verità con i maschi era andata decisamente male, perdendo in avvio ben sei degli otto presenti e i due rimasti in gara, Fiori e Mouhiidine, hanno avversari sulla carta favoriti.  Mentre Cappai, Maietta, Di Lernia, Mangiacapre, Cavallaro e Russo avevano concluso in fretta il percorso.

Dopo sette mesi, alcuni degli azzurri, sono tornati sul ring, divisi in due gruppi. La scelta dei tornei è stata di grande prudenza. A Castellon de la Plana in Spagna, si è svolto il Boxam, torneo storico giunto alla 34° edizione, quest’anno ridotto al minimo di nazioni e atleti. Solo 43 atleti maschi in rappresentanza di Spagna, Italia, Galles, Francia e una squadra denominata EUBC. L’Italia accompagnata da Kalambay e Stifani, si è presentata con Federico Serra e il più giovane Patrick Cappai, campione in carica, ovvero i due migliori italiani tra i 52 kg. Idem nei 57 con Simone Spada e Giuseppe Canonico, ovvero i primi due agli ultimi assoluti. Nei 69 kg. il campione italiano Gianluigi Malanga, nei 75 l’esperto Giovanni Sarchioto, già tricolore, oltre a Alessio Di Fiore negli 81 kg. e Gabriele Casella, 25 anni, romano proveniente dalla MuayThai, campione italiano nei 91, le speranze della categoria. Alla resa dei conti Serra, dopo aver battuto Molina, ha nettamente perduto in finale da Escobar che a sua volta si era imposto su Cappai. Canonico ha perso all’esordio dal gallese Unswoth (3-2), 18 anni ancora youth, solo vice campione di categoria battuto in finale da Evans, mentre Spada dopo il successo iniziale sul modesto Walizaec (KOT1), cedeva in semifinale contro il locale Quilles. Incredibilmente subito fuori Malanga contro l’altro gallese Croft (4-1), youth di 18 anni! Stesso destino per il medio Sarchioto di fronte al francese Fendero (3-2), già avversario di altri italiani con alterni risultati. Di Fiore superava il primo turno ai danni di Alamo (Spa) ma si fermava di fronte a Gazigomed in finale. Come il massimo romano Casella, arrivato in finale senza combattere (tre iscritti), battuto nettamente dal locale Reyes. Qualcuno ha detto che non si poteva pretendere di più, considerando la situazione e il covid. Evidentemente le altre nazioni non hanno pagato il prezzo dello stop. In realtà il nostro rendimento continua ad essere mestamente modesto, visto che il Galles è un tabù con due youth  e la Spagna insuperabile. Quando dovremo affrontare le vere potenze cosa faremo?

L’altro impegno a Zagabria in Croazia, per un Gran Premio, con presenze ridotte al minimo. Tre azzurri guidati da Eugenio Agnuzzi e Max Alota, il medio Remo Salvati, 22 anni, titolare agli europei youth 2016 ad Anapa in Russia, subito eliminato. Nel torneo debutto facile contro il modesto siriano Alsafadi, in semifinale stop contro Veocic  (2-1) campione di Croazia, dopo un combattimento assai equilibrato, Stesso destino per il massimo toscano Davide Brito, di origine dominicana, argento agli ultimi assoluti. Vince al debutto superando il vice campione croato Bebolj, ma contro Marton deve cedere alla maggiore consistenza atletica del rude ucraino. Mirko Carbotti, poker tricolore (2015-18) delle Fiamme Azzurre, subito in semifinale, soccombe nettamente contro l’esperto locale Milun, campione nazionale da parecchi anni, che ha letteralmente travolto il romano come indicano i punteggi: 30-26 per due giudici, 30-27 per il terzo. Piuttosto triste, considerato che è il nostro miglior +91. Se chi bene inizia è a metà dell’opera, l’Italia maschile deve ripartire dalle fondamenta. Il punto dolente è che mentre gli altri crescono, i nostri sono desolatamente fermi. Come possono perdere Canonico e Malanga, che hanno esperienza a campionati europei e mondiali di categoria, contro due youth gallesi!  Mi chiedo anche se gli accompagnatori sapevano chi erano i loro avversari e cosa hanno detto agli azzurri prima e dopo sconfitte tanto umilianti. Chiaro che sono dispiaciuto, ma anche preoccupato perché sembra che tutto vada bene. Invece non è così.

Di Alfredo

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