di Alfredo Bruno
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Torna la boxe al Palazzetto dello Sport e stavolta con l’etichetta organizzatrice della Unicorner di Marcello Paciucci e Lamberto Petrecca. Una serata, perfettamente organizzata, che è servita a mantenere intatta la bella svolta romana che da un paio d’anni circa sembra aver preso la leadership tra i professionisti. Quello di eri sera non è stato il pubblico delle grandi occasioni, ma ha dato l’impressione che ci sia in giro uno zoccolo duro che tende sempre ad aumentare, diventando una vera e propria garanzia per il buon proseguimento di questo sport.

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C’è inoltre in giro aria di interesse e curiosità come dimostra la presenza di vari e noti anchorman della radio e della televisione. La serata sotto la supervisione di Antonio Del Greco, vicepresidente e coordinatore-responsabile del settore dei professionisti, prende il via con i dilettanti. Sono proprio le donne ad iniziare. Prisca Pannone, proviene dalla Valle dell’Inferno, niente paura è la società di Marcello Testasecca e Bruno Mei, che si trova in una zona così chiamata vicino all’ Aurelia. Per Ligaya Bennett, che aveva all’angolo un inossidabile e vivace Nando Onori, sono state tre riprese d’inferno, per rimanere in tema, sopportando coraggiosamente i pesanti ganci che la Pannone le depositava sul viso con una certa frequenza, facendo subire all’avversaria anche un conteggio nel secondo round. Tonucci, bene in linea, faticava un bel po’ a contenere l’ardore combattivo di Falconetti.

Le riprese procedevano caotiche con frequenti corpo a corpo e con un risultato finale di parità. Con Sinacore e Ramos la musica cambiava trattandosi di un Campione d’Italia ed un esperto I serie. Sinacore piazza subito il suo terrificante sinistro che l’avversario assorbe bene. Nella seconda ripresa Ramos conquista il centro del ring, ma dopo aver chiuso all’angolo Sinacore viene pescato da un insidioso sinistro. Negli altri round si susseguono scambi violenti in cui l’ultima parola sembra sempre appartenere al pugile di “Roma Tricolore”. Ramos incassa tutto: oltre alle pesanti bordate anche il giusto verdetto sfavorevole, alleggerito dagli applausi del pubblico che ha gradito lo spettacolo.
Alessandro Allocca introduce la parte dedicata ai professionisti. Prima dei match Lamberto Petrecca fa salire sul ring l’on. Michele Baldi e lo sponsor premiandoli con una targa ricordo.

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C’è quindi l’esordio romano di Stefano Loriga, fratello di Tobia. Il giovane si muove bene con disinvoltura e non sembra affatto emozionato. Robert Bodi, 34 anni, è un tipo curioso: si da arie da protagonista ma in uno scambio sente subito come “sa di sale lo pane altrui” sotto forma di un perfetto gancio destro da media distanza. L’ungherese crolla al tappeto e si rialza dopo gli 8”. La scena si ripete altre due volte e ogni volta Bodi batte il pugno per terra in segno di stizza. L’arbitro Rega ferma l’incontro decretando il kot. L’impressione di questo nuovo acquisto della Unicorner è buona inversamente proporzionale a quella del suo avversario, che ha lasciato perplesso il pubblico.

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E’ la volta quindi di Angelo Palma, più volte campione di Kick, a salire sul ring. Palma, 34 anni, ha al suo seguito un bel numero di tifosi che il rumeno Bogdan gela subito con un pesante gancio destro a freddo. Palma va al tappeto e riprende dopo il fatidico conteggio. E’ un match tutto in salita per l’allievo di Zonfrillo e Federici. Bogdan ha un maggiore allungo e i suoi colpi non sono carezze. Per riprendere le fila bisogna usare il cervello senza avventurarsi. Appena prende confidenza Palma viene castigato nuovamente, stavolta da un destro d’incontro nella terza ripresa con relativo conteggio. Il lavoro del pugile romano non è appariscente, ma pian piano dà i suoi frutti attaccando senza scoprirsi. Nel quinto round Palma arriva a segno con una bella serie di tre colpi che scalfiscono il volto imperturbabile di Bogdan. Nell’ultimo round il romano prende decisamente in mano le redini dell’incontro ma l’avversario è sempre pericoloso nelle sue repliche. La parità assegnata dai giudici diventa quindi il punto di partenza per l’avventura professionistica di Angelo Palma al quale non fanno certo difetto coraggio e sangue freddo.

Arriva la svolta di una piacevole serata con il Titolo Internazionale IBF vacante in palio: salgono sul ring Tobia Loriga e Marcelo Gonzalo Saucedo. Loriga, più alto, prende subito in mano le redini del match. Il pugile della Unicorner porta colpi in quantità per scalfire la resistenza di Saucedo. Si capisce subito di non assistere ad un match esaltante. La superiorità di Loriga appare evidente e le sventole di Saucedo non sembrano in grado d’impensierirlo. L’italiano alterna il suo lavoro al corpo e al volto dell’argentino, che dimostra buone doti d’incassatore. I pugili sotto i riflettori caldi sembrano produrre litri di sudore che rende il ring una sorta di sciovia, dove non è facile mantenere l’equilibrio. Nel sesto round Loriga ottiene un buon effetto con due destri, precisi e potenti, che hanno il solo difetto di essere isolati. Nel settimo round il match si ravviva: Loriga carica i suoi colpi e l’argentino replica in maniera efficace. Nell’ottavo e nono round stesso refrain: i pugili sembrano stanchi, ma il finale di questi due round è sempre di Loriga con una bella serie. Nel decimo round Saucedo indirizza i suoi colpi al fegato di Loriga, ma senza successo. Nell’ultimo round Loriga mette più pepe nella sua pietanza di colpi costringendo l’avversario ad un’affannosa difesa. Per il verdetto non ci sono dubbi come conferma la lettura dei cartellini: Montella jr. assegna 120-108, Fratini 118-109 e Rega 116-111, tutti a favore del pugile italiano che conquista il Titolo. Dopo il verdetto Loriga prende il microfono e si scusa con il pubblico per la sua prova non esaltante. Il pubblico non ha bisogno delle sue scuse perché lo ha preso in simpatia. D’altronde ogni match è storia a se e con questo Saucedo non è facile far bella figura.

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Toccava a Pasquale Di Silvio, finalista della I Coppa Italia, chiudere la serata. L’allievo di Agnuzzi e D’Elia conferma i suoi non indifferenti progressi scaricando belle combinazioni su Daniel Chitu, che cerca nella bagarre la soluzione ai suoi problemi. Il romeno per evitare la furia del “Puma” sembra quasi, abbassandosi, volersi confondere con la stuoia del ring. Dopo due riprese a senso unico Chitu preferisce ammainare bandiera senza presentarsi. Per Di Silvio è il quinto successo.

RISULTATI:

Dilettanti

Gallo:Prisca Pannone (Valle dell’ Inferno) b. Ligaya Bennett (Nettunese). Welter: Tonucci (Costantini) e Falconetti ( Nettunese) pari. Mediomassimi: Sinacore (Roma Tricolore) b. Ramos (Toscana).
Professionisti
Medi: Stefano Loriga (Unicorner) b. Robert Bodi (Ungheria) kot 1.
Welter: Angelo Palma (Unicorner) e Florin Bogdan (Romania) pari 6r.
Superwelter: Tobia Loriga (Unicorner) b. Marcelo Gonzalo Saucedo (Argentina) 12. Titolo Internazionale IBF.
Superleggeri: Pasquale Di Silvio (Unicorner) b. Daniel Chitu (Romania) abb. 3.

Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Barrovecchio M., Lamusta, Montanini, Rega.
Medico: dott. Francesco Leonelli, dott. Emiliano Bonanni.

Di Alfredo

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