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Mondiali Femminili: La Carini salva l’onore dell’Italia ma Bonatti e Severin meritavano il podio. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Mondiali Femminili: La Carini salva l’onore dell’Italia ma Bonatti e Severin meritavano il podio.

di Giuliano Orlando

Diciamo grazie ad Angela Carini, campana di 21 anni, che battendo, meglio dominando la Brown (Usa) ha conquistato la certezza del podio. Comunque vada a finire, grazie a lei, il tricolore italiano salirà sul podio dei mondiali femminili in corso a Ulan Ute nella Siberia russa. Dopo otto giorni di boxe, la rassegna ha dato il primo importante verdetto, emettendo i nomi delle 40 atlete che si sono meritate il podio. Dire meritate forse è improprio, visto che alcune di queste non avevano vinto sul ring, ma solo perché i poteri forti, con la Russia in primo piano, hanno orientato i giudici ad assegnare punti che non meritavano. In merito a questa situazione, non saprei dire quanto ci sia di incapacità o malafede, di certo l’una e l’altra. Nel corso dei quarti le altre due azzurre sul ring, la Bonatti (48) e la Severin (+81) sono state defraudate della vittoria, in modo clamoroso. Entrambe punite con il classico 3-2, che significa anche la diversa valutazione del match. Roberta Bonatti aveva battuto in modo chiaro l’inglese Resztan, avendo portato i colpi migliori, mentre la mancina argento europeo, oltre ad essere meno precisa usava molte scorrettezze che l’arbitro richiamava bonariamente. L’inglese è abituata a vincere col 3-2, agli europei di Madrid è arrivata in finale superando la bielorussa Burym  e l’ucraina Okhota con questo verdetto. Emblematici anche i cartellini: lo Sri Lanka e il tunisino segnano 29-28 per l’inglese, Canada e Ucraina stesso punteggio per l’azzurra. Il capolavoro lo compie Ri Chol con un 30-27 per l’inglese che non sta né in cielo e ne in terra. Ma conta e fa verdetto. Peccato, perché la piacentina ha fatto un salto di qualità incredibile, adesso è di livello mondiale. Colpisce veloce, si muove bene sulle gambe e rientra lateralmente. Meritava il podio. Come Flavia Severin contro la kazaka Islambekov, finita al limite dello sfinimento, contata nella terza ripresa. Eppure la tedesca, l’ungherese e guarda, guarda la bosniaca Tina Poletan, che dovrebbero cacciarla per assoluta incapacità a giudicare da anni, invece viene regolarmente convocata, avendo santi in Paradiso, ha completato i 29-28 per l’asiatica. Cinese e venezuelano segnavano 29-28 per l’azzurra. Due verdetti iniqui ai quali si aggiunge quello della Fadda, ovvero 3-2 sempre a sfavore. L’Italia ha fatto ricorso a questa fantomatica commissione, che ha respinto ogni richiesta. A sua volta il ricorso della Russia sul verdetto nei 51 kg. che aveva visto vincere la vietnamita Nguyen sulla Aetbaeva, veniva capovolto e data vincitrice la russa. Come già era avvenuto ai mondiali maschili, nei supermassimi, facendo rientrare Babanin, che aveva nettamente perduto contro l’inglese Clarke. Appare palese la sudditanza verso la Russia, che organizza e quindi ha fondi che altre nazioni non hanno e punta al vertice dell’AIBA senza nasconderlo.                  Unica azzurra a farcela la stupenda campana Angela Carini, scesa a 64 kg. con un rendimento incredibile. Prima ha battuto la quotata Bamboriya, dando un dispiacere a Lello Bergamasco, il coach dell’India, al quale faccio i complimenti, per aver portato ai mondiali una squadra fortissima, come dimostrano le quattro atlete in semifinale. Nei quarti ha dato una lezione tecnica alla Brown (Usa) che non ci ha capito nulla. Quattro giudici hanno segnato il giusto 30-27, mentre il russo Shashkov riusciva con 29-28 a vedere un round a favore della Brown! Come volete chiamarla se non malafede. Per capire quanto siano allo sbando i giudici, ecco uno score emblematico. Nei 75 kg. la canadese Thibeault vince 3-1 sulla Graham (Usa). Il kirghiso segna 30-27 per la canadese, il cinese 30-27 per l’USA. Nei 51, la turca Cakiroglu, oro europeo, vince 3-2 sulla cinese Cai. Il giudice russo, quello della Carini, vede 30-27 per la cinese, mentre quello della Korea Nord segna 30-27 per la turca. Nei 64 kg. la kazaka Safranova, avversaria della Carini domani in semifinale, ottiene il verdetto con tre *28-28, mentre gli altri due giudici segnano 28-26 per la bulgara Yonuzova. Nei 54 kg. la Kreps (Usa) batte 4-1 la kazaka Zholaman in modo chiaro. Eppure lo slovacco  Simon vede 30-27 per l’asiatica. La Shadrina (Russia) perde 3-2 contro la brasiliana Ferreira, con la signora Krejbychova         (CZ) che segna 30-27 per la russa, all’opposto del filippino che ha vinto 30-27 per la brasiliana. Infine, negli 81 kg. la vietnamita Ngyuen viene premiata forse ingiustamente contro la Graham (Usa) spirlungona di 31 anni, che la nostra Falorni dava sconfitta 27-30, mentre Pastor del Guatemala segnava pure lui 30-27 ma per l’americana. Per chiudere il siparietto, il solito russo Shashkov andava fuori verdetto nella sfida tra la Guneri (Tur) e la  tedesca Schonberger, vinto dalla prima europea in carica. Domani, saranno 21 le nazioni ancora in corsa. La Russia, che l’anno scorso in India, raccolse un solo bronzo, con la Tkacheva (+81), 20 anni, eliminata dalla Perkins (Usa), 33 anni, nei quarti, stavolta arriva a medaglia con sei atlete a conferma che l’aria di casa fa miracoli.  Vedremo fino a dove arriva il favore dei giudici. A seguire la Cina con 5, tutte destinate alla vetta, l’India 4, USA 3 come la Turchia; Kazakistan, Inghilterra e Taipei a quota 2; Thailandia, Korea Nord, Francia, Filippine, Olanda, Canada, Brasile, Marocco, Galles, Vietnam, Bielorussia, Finlandia e Italia con un’atleta. In rapporto al 2018 a New Delhi, sono uscite dal podio Giappone, Ucraina, Bulgaria, Mongolia, Irlanda, Korea Sud, e Colombia. Per contro erano assenti nel 2018. Francia, Italia, Inghilterra, Filippine, Canada, Marocco, Vietnam, Bielorussia, Finlandia e Brasile.

Ho contattato il c.t. Renzini che non ha esitato a esprimere la sua opinione: “Dopo quella della Fadda, nei quarti ci hanno fatto altre due rapine. Le nostre proteste sono state respinte, mentre quelle della Russia accettate. Ho chiesto una risposta scritta con le motivazioni e numero di colpi portati a segno. Non hanno neppure risposto. Ho tanta voglia di denunciare questa commissione fantasma, con un vecchio signore che gestisce il destino delle atlete come un dittatore. Far sapere ciò che accade nell’AIBA. Sono nauseato. Il meccanismo delle proteste è una farsa. Hanno respinto tutte le proteste esclusa la Russia. Infatti sono passate dall’unica semifinalista         2018 a ben sei sul podio. Un miracolo o una furbata collettiva?”

Franco Falcinelli che ne pensa?

“Al momento non è presente, quindi non abbiamo neppure un riferimento. Siamo veramente all’anno zero. La squadra azzurra si è presentata compatta e forte e meritava altro destino. Vista l’atmosfera è un miracolo avere la Carini sul podio. A proposito di Angela, merita un grande plauso sia per aver accettato di scendere nei 64 kg., ma soprattutto ad essere in una condizione splendida. Ha battuto l’indiana e l’americana entrambe pretendenti al podio. Angela è un talento naturale, ha compiuto 21 anni ieri 10 ottobre e sta dimostrando di essere una predestinata. E’ una tigre intelligente. Ma anche Roberta e Flavia meritavano il podio, che giudici mediocri hanno vietato”.

Oggi riposo, domani sabato le semifinali, domenica finali per l’oro.