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Pronti a combattere Martina La Piana e Naichel Millas ai Giochi Giovanili a Buenos Aires | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Pronti a combattere Martina La Piana e Naichel Millas ai Giochi Giovanili a Buenos Aires

di Giuliano Orlando
Accompagnate dal responsabile tecnico Giulio Coletta, hanno raggiunto Buenos Aires Martina La Piana e Millas Naichel, campioni d’Europa youth dello scorso aprile a Roseto degli Abruzzi, pronti a combattere alla terza edizione dei Giochi Giovanili. Doveva esserci anche la piemontese Vittoria De Carlo, argento ai mondiali di categoria 2017 in India, fermata per un problema fisico. Peccata davvero. Il regolamento per accedere a questa manifestazione è di una complessità tale da rinunciare a capirlo. Diversamente non dovresti chiederti perché due ventenni, è il caso dell’uzbeko Kholmatov, presente ai mondiali 2016, eliminato subito, classe 1998, e dell’americano Martinez altro ventenne, pure lui presente nel 2016, eliminato negli ottavi, oltre all’indiana Jyoti iridata 2017 nei 52 kg. ora ha 19 anni, siano stati invitati ai Giochi. Che si tratta di Giochi quadriennali, non significa che gareggiano atleti che hanno superato l’età. I tre citati sono elite a tutti gli effetti. Se ci sono le Commissioni che studiano la categorie dei giornalisti, quelli AIBA e quelli da mettere in piccionaia, mi pare doveroso studiare il sistema che ci sia parità di età nelle sfide. Diversamente sono Giochi open. D’altronde non è certo un periodo facile per l’AIBA, presa di mira dal CIO che minaccia di escluderla dai Giochi, dimenticandosi di avere non pochi scheletri nel suo armadio, compreso l’ex presidente AIBA, il dottor WU, che fa ancora parte dei consiglieri CIO, nonostante sia stato esonerata dalla guida della boxe in maglietta, per comportamento scorretto e altro. In questa situazione non certo allegra, il calendario del pugilato è ricco di appuntamenti importanti. Stanno per partire gli europei jr. ad Anapa in Russia, in novembre ci sono i campionati UE in Spagna e a New Dehli (India) i mondiali femminili elite. Nel mentre a Buenos Aires partono i Giochi Giovanili che dovrebbero essere riservati ad atleti e atlete youth, anche se poi , come scritto sopra, trovi iscritti pugili di 19 e anche 20 anni. Misteri della Commissione tecnica, spesso formata da burocrati e non da tecnici. Siamo alla 3° edizione e ad occhio e croce la qualità, salvo le solite eccezioni è decisamente in discesa. Dopo la prima edizione del 2010 riservata solo ai maschi, sei per categoria, con presenze di qualità come i cubani Ribeisy Ramirez, doppio oro olimpico e recentemente fuggito dall’isola per diventare professionista negli USA, dell’australiano Hopper genio e sregolatezza, gli altri due caraibici Duvergel e Perot, oltre al francese Yoka oro a Rio, nella successiva edizione nel 2014, con l’inserimento femminile nelle tre categorie ammesse ai Giochi, partecipazione più ridotta, ma di buon qualità, con le nazioni più forti, dove il nostro Arecchia trovò la strada dell’oro, mentre Irma Testa colse l’argento, Monica Floridia e Vincenzo Lizzi il bronzo. L’edizione odierna, ha confermato la difficoltà e la nebulosità di un regolamento che definirlo eccentrico è un complimento. Unico segnale importante, se il pugilato in maglietta uscirà indenne dalla bufera attuale, è l’indicazione che a Tokyo 2020 dovrebbero avere spazio nove categorie maschili contro le 10 attuali e quattro femminili, invece delle cinque auspicate. Così a Buenos Aires tra le donne si sfidano i 51, 57, 60 e 75, unica novità i 57 kg. bocciati i 69. Dicevo degli squilibri delle scelte. Non ha senso la presenza di atleti e atlete provenienti da nazioni dell’Oceania come Asa, Nau, Samoa, o africane come Nigeria, Nuova Zelanda o asiatiche come l’Afganistan, che si confronteranno con colossi come Russia, Kazakistan, Uzbekistan, USA e altre ben più quotate. I programmatori risponderanno che queste sono le regole. Sbagliate e quindi rivedibili. Già questa rassegna è stata disertata da Cuba e Cina, oltre a Giappone, Bielorussia, Armenia e molte altre. Personalmente ritengo la manifestazione quadriennale inutile e costosa, con scarso riscontro mediatico. Anche se buona parte dei vincitori dei mondiali di Budapest di settembre sono presenti a Buenos Aires, cinque maschi su nove e tre atlete su quattro titolate. Fin qui tutto bene, Quello che non riesco a capire come sia possibile che abbiano ottenuto il placet per non citare emeriti sconosciuti provenienti da Samoa e dai ministati dell’Oceania come l’Asa e la Nau, oltre alla Nigeria come l’Afganistan che vengono invitate come promozione a sostegno di nazioni indigenti. Kazakistan e Thailandia hanno 5 atleti, la Russia 4 come Usa e Uzbekistan, 3 il Brasile, l’Argentina, l’Algeria, il Marocco, l’Irlanda, l’Egitto e le isole Samoa! L’Italia presenta Martina La Piana nei 51 kg,, dove è iscritto il meglio del mondo, con l’indiana Jyoti, la bulgara Stoeva finalista europea, il bronzo mondiale Abdraimova del Kazakistan e la nigeriana Gbadamosi, l’unica senza quotazione. Tutto dipende dal sorteggio, evitando il match in più per entrare in semifinale senza combattere. In teoria, meno arcigni i rivali di Millas Naichel nei 75 kg. dove risultano 6 iscritti, l’algerino Douibi, il brasiliano Machado, il samoano Poutoa e il venzolano Jimenez oltre all’azzurro. Questo il comunicato, ma nel contempo è iscritto anche il kazko Oralbay oro a Budapest, che diverrebbe il favorito. Conosceremo domani la situazione. Debbo ringraziare il c.t. Giulio Coletta che mi ha inviato la star list dei presenti. Visto che da altre fonti il silenzio è d’oro.