di Giuliano Orlando
Inizia male l’avventura azzurra ai Giochi Giovanili di Buenos Aires. Il campione d’Europa Naichel Millas nei 75 kg. finisce battuto 4-1 contro il thailandese Weerapon Jongjoho, che ai mondiali era stato battuto dall’algerino Douibi all’esordio. A confermare la confusione dei giudici, va segnalato che quello che ha visto l’italiano vincitore ha segnato 30-27 ovvero tutti i round per Millas, mentre altri tre hanno segnato 30-27 per l’asiatico e uno 29-28. Il c.t. Giulio Coletta era chiaramente deluso, anche se non condivideva del tutto il verdetto. L’azzurro ha lasciato l’iniziativa all’asiatico più rapido e mobile. Solo nel terzo tempo si è svegliato ma troppo tardi almeno per quattro giudici che hanno visto Jongjoho superiore. A Millas resta un’ultima possibilità, stanotte per l’Italia, incontra il brasiliano Machado e chi vince entra in semifinale. Che il thailandese si è già assicurata. Nell’altro girone, il venezolano Giodanny Jimenez, battuto nettamente dal samoano Jancen Poutoa, scarsa tecnica ma molto temperamento, avrà una seconda opportunità sfidando . il quotato Douibi (Alg), per accedere in semifinale. Un meccanismo complicatissimo. Perché il regolamento prevede le sfide per assegnare sia il bronzo che il quinto posto. Per cui il 17 ottobre, mercoledì, combatteranno tutti e sei i pugili presenti. Da segnalare che dei medagliati ai mondiali di Budapest nessuno è presente! Stanotte (6 ore indietro tra Italia e Argentina) è la volta di Martina La Piana contro l’indiana Jyoti, campionessa del mondo 2017, 19 anni, due anni più anziana dell’azzurra. Jyoti è favorita, e qualora dovesse vincere l’azzurra, troverà quasi certamente la Garcia, iridata a Budapest lo scorso agosto, per andare in finale, dove saranno in lotta la bulgara Stoeva, argento europeo, eliminata subito a Budapest e l’uzbeka Kholmatova, assente ai mondiali 2018 eliminata agli ottavi nel 2017. Sorteggio scombinato con le migliori quattro in un girone e le altre tre meno brave nell’altro. Ci chiediamo quale sia il criterio delle scelte e se non viene in mente a questi cervelloni dell’AIBA che esistono le teste di serie? Leggendo il messaggio del direttore esecutivo di AIBA, Tom Virgets, ho lì impressione che stia parlando di una favola e non della realtà in guantoni. Scrive l’emerito inesperto: “All’Oceania Pavilion di Buenos Aires, 82 nomi provenienti da 38 paesi sono entrati nel sorteggio dei Giochi olimpici giovanili del 2018, con tutti i pugili nati nel 2000 o nel 2001. Il torneo di cinque giorni, in programma dal 14 al 18 ottobre, non solo fornisce il trampolino di lancio al livello Elite, ma una visione straordinaria della nuova generazione di campioni di boxe. Le competizioni giovanili sono sempre speciali per AIBA poiché lo sviluppo delle nostre basi è una parte centrale del nostro DNA. E i Giochi olimpici giovanili sono ancora più unici perché rappresentano anche una meravigliosa opportunità per i nostri pugili giovani donne e uomini di apprendere e mostrare i valori olimpici e dell’AIBA “. Fosse vero andremmo tutti a festeggiare. Partiamo dall’età. Nei 51 kg. l’avversaria della nostra Martina La Piana, 17 anni ancora da compiere, l’indiana Jyoti, iridata 2017, è nata nel 1999 e ha 19 anni compiuti. Quindi una fuori quota. Tra gli iscritti figuravano l’uzbeko Kholmatov e Martinez (Usa) nei 52 kg. addirittura ventenni! Altro capolavoro alla rovescia, non ci sono le teste di serie, il che vede scontri eliminatori tra i migliori. L’ineffabile mister Virgets parla di trampolino al livello elite. Dimenticando che a Buenos Aires sono presenti 54 maschi e 28 donne, con una percentuale del 20% dei medagliati ai mondiali 2018 di Budapest. Sul numero delle categorie, annuncia una novità inesistente: semplicemente sono quelle presumibilmente presenti a Tokyo 2020, quattro femminili, contro le cinque richieste e nove maschili, una meno del passato. Mi chiedo perché non la smettono di usare toni trionfalistici, nel momento in cui la boxe rischia di essere esclusa dai Giochi. D’altronde l’AIBA alle bugie è abituata. Che questi Giochi abbiano bisogno di un restauro profondo viene anche dalle altre discipline. In particolare dall’atletica leggera, dove tutte le gare hanno avuto problematiche a non finire. Il gigantismo per una rassegna giovanile non fa bene a nessuno. Il pugilato al momento è allestito nel segno dell’incompetenza di chi dovrebbe dare ordine. Le innumerevoli Commissioni Aiba sono uno dei guai dell’ente, la cui burocrazia è degna di un ministero. Purtroppo l’incompetenza prevale su tutto. Il fatto di non aver pensato alle teste di serie, allestendo gironi privi di logica nel merito dei migliori è l’esempio. In quasi tutte le 13 categorie si scontrano subito i migliori. Quindi esclusioni dei più forti prima di arrivare al podio. Purtroppo l’AIBA è in pieno caos. Quando viene sospeso il presidente dell’Europa, Franco Falcinelli, per non precisate responsabilità, significa che le idee sono poche e molto confuse.

Di Alfredo

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