di Giuliano Orlando

MILANO. Maledetto Covid 19, capace di rovinare anche la serata del 24 ottobre all’Allianz di Milano. La Matchroom Boxing Italy dei Cherchi ha dovuto letteralmente fare i salti mortali per salvaguardare la riunione, anche se il torneo dei welter, fiore all’occhiello della riunione, purtroppo è saltato. Maxim Prodan è risultato positivo, sia pure asintomatico e al successivo esame negativo, purtroppo la quarantena superava la data del match. Per Andrea Scarpa, invece si è trattato della dimenticanza di fare le dovute pratiche e visite dopo una sconfitta prima del limite. Scarpa, impegnato nel campo musicale ha dimenticato che la boxe comporta il rispetto delle regole e quando gli è stato fatto notare è caduto dalle nuvole e anche per lui niente incontro. Per fortuna non è venuto meno il clou che tutto sommato si è rivelato di buona qualità. Il gigante fiorentino Fabio Turchi (18-1) che rientrava a combattere dopo la sosta di un anno, ha dominato il lettone Nikolajas Grisunins (12-2-1) anticipandolo sistematicamente col destro per doppiare col gancio sinistro. Sorprende che il papà di Fabio, ritenesse avversario troppo impegnativo il lettone, che ha subito per dieci round, portando a bersaglio non più di sei-sette colpi, e una testata al settimo tempo che ha ferito l’italiano all’attaccatura esterna del sopracciglio destro. Per il resto è stato un match a senso unico, anche se Turchi non ha mai spinto al massimo, valutando utile disputare 10 round, dopo tanta astinenza dal ring. Grisunins, che ha militato a lungo del team italiano Dolce & Gabbana al tempo delle WSB, non è cambiato molto. Non punge, ha coraggio ma la rigidità sul tronco ne fa bersaglio facile e Turchi infatti gli ha gonfiato la faccia e procurato anche qualche ferita. Insistendo avrebbe potuto chiudere prima dei dieci round. I giudici non hanno avuto dubbi. Il 100-90 era lo specchio del match, il 98-92 faceva sorridere, il 99-91 probabilmente intendeva dare il round della bandiera al lettone. Turchi conquista l’Internazionale IBF cruiser, dopo aver perduto quello del WBC. Lasciato dal toscano all’inglese Tommy McCarty (16-2) la sera dell’11 ottobre a Trento con un verdetto di split decision, determinato dal giudice italiano Barrovecchio, da quest’anno in pensione, molto pesante e ingiusto, favorendo l’inglese. Che grazie a questa vittoria, sabato prossimo a Wembley, si batterà col belga Bilal Laggune (25-1-2) per il vacante europeo cruiser.  Da parte di Turchi, il suo commento sul rientro conferma quanto visto sul ring: “Era importante valutare la condizione generale dopo tanto tempo. Stavo bene anche se la difficoltà di trovare sparring adeguati si è fatta sentire. Mi mancava un po’ la giusta distanza, per colpire con determinazione. Nel contempo, aver disputato dieci round è stato un bene. Certo la sconfitta di Trento mi è costata parecchio, se penso che potevo esserci io a disputare l’europeo sabato prossimo. Pazienza”.

La ferita ti preoccupa?

“Se non arrivava era meglio. Più che profonda è lunga, il medico ha messo le graffette evitando i punti. Spero guarisca presto. Non farò un lungo riposo perché ho voglia di combattere, sempre che questo Covid smetta di assediarci. Christian mi ha indicato come febbraio la data del prossimo incontro. Io sono prontissimo. La boxe è la mia professione il mio futuro. Capisco anche che per crescere debbo allenarmi con sparring di qualità. Disposto ad andare anche all’estero per fare esperienza utile”.

Il resto della serata, orbata del torneo riservato ai welter ha avuto pochi lampi. Il superwelter romano Natalizi (8) senza faticare ha costretto alla resa il modestissimo croato Frane Radnic (11-19) che si è fermato all’avvio del quarto round, adducendo un problema alla spalla destra. In realtà per evitare altri conteggi (uno per round) e chiudere prima del limite. Giudicare Natalizi da questa prova non è possibile vista l’inconsistenza del rivale. Vale per il record che arriva all’ottavo successo, non oltre.  Stesso verdetto anche per il supermedio verbanese Ivan Zucco (12) ai danni del moldovo Pavel Zgurean (7-5), 25 anni, di stanza a Bologna, guidato dal maestro Pesci.  Incontro molto intenso e spettacolare, con Zucco decisamente superiore in tutti i temi, ma l’avversario pur subendo a volte anche in modo pesante, ha sempre cercato di replicare. Il coraggio non gli è servito ad evitare un pesante destro alla mascella alla fine del terzo round che gli ha procurato la frattura scomposta della mandibola e il successivo ricovero a Bologna per l’intervento necessario. Zucco ha denotato una buona condizione e la potenza che se ancora non riesce ad esprimere in pieno, mancando del completamento tecnico sullo sviluppo dei colpi. Anche per lui la mancanza di sparring rappresenta un problema primario per la crescita. Il piuma torinese Grandelli (14-1-1), in attesa della sfida contro Tommasone, ha scaldato i guantoni disputando 8 round frenetici contro Cristian Narvaez (16-23-5), 25 anni, ennesimo collaudatore nicaraguense di stanza a Venezia e dintorni. Grandelli lo ha inseguito per tutto il ring, ma Narvaez è stato abilissimo a sfuggire agli assalti. Usando ogni mezzo, compresi i calzoncini ascellari alla Fantozzi, che arrivavano sotto il seno. Ragion per cui molti montanti del torinese finivano sotto la cintura. Forse l’arbitro avrebbe dovuto ovviare alla situazione. Incontro a senso unico, discretamente piacevole.

Unico sopravvissuto al previsto torneo dei welter, il calabrese Dario Morello (16-1) di stanza a Bergamo, dove conduce un’avviata palestra cittadina. Per il mancino orobico è stato trovato Nestor Maradiaga (8-9-1), 19 anni con residenza a Venezia, nel curriculum figurano sconfitte contro Valentino, El Hadri e Piccardi per ricordare le ultime. Anche lui collaudatore, ha già firmato per un confronto il 9 gennaio 2021 a Grivenìgnee in Belgio contro Quentin Gomez (6) 21 anni speranza belga dei welter. La sfida tra i due a Milano, è stata di pura accademia, non possedendo nessuno dei due colpi pesanti. Morello ha comandato con grande facilità, avendo un tasso tecnico superiore, ma nel contempo costretto a portare ogni sfida al limite delle riprese previste. Morello boxa come faceva nei dilettanti, che può essere anche piacevole, ma nei pro e lo ha capito contro Luther Clay, senza quel pizzico di potenza fai poca strada. Non sono certo io a indicargli la terapia per provarci. Diversamente i limiti sono già definiti. Ed è un peccato perché Dario è un giovane molto intelligente e con un certo talento.

Alex Cherchi, tutto sommato si è detto soddisfatto della serata, nonostante gli imprevisti della vigilia: “E’ andata ancora bene, considerato l’andamento pazzesco del Covid in questo momento. Intanto abbiamo rotto il silenzio e questo conta. Il prossimo appuntamento è previsto a fine novembre primi di dicembre, puntando sulla sfida mondiale leggeri IBO tra Patera cha ha lasciato il titolo europeo e Devis Boschiero. Match da scintille. Pensiamo ad una sede veneta. Con la speranza che la pandemia finisca di tormentarci”.

Di Alfredo

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