di Alfredo Bruno
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Sul ring del Palazzetto dello Sport di Nuvolera ieri sera Brunet Zamora (14-0) ha difeso il titolo italiano dei superleggeri con un perentorio kot in soli tre round inflitto allo sfidante Emanuele De Prophetis (11-3). Tre riprese intense e drammatiche dove un tremendo gancio destro pescava il mento sguarnito dell’avversario, che cadeva malamente al tappeto e quando si rialzava dava subito l’impressione di non aver assorbito bene il colpo, per cui una serie prolungata di Zamora richiedeva l’intervento dell’arbitro che decretava la sospensione.

De Prophetis prima di cadere sotto il destro capolavoro aveva dato filo da torcere al suo compagno di scuderia, ma contro un Zamora che si è fatto ricrescere i capelli, a mo’ di Sansone, ieri sera c’era ben poco da fare.
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Emanuele “Ruspa” Della Rosa (+ 14) ha fatto il suo esordio fuori dal ring di casa superando agevolmente in 6 riprese Eugen Stan (+4, -29, = 1) peso welter di grande esperienza internazionale che lo ha costretto a dar fondo a tutte le energie. In sostanza l’allievo di Luciano Sordini ha mostrato pregi e difetti di sempre, pur cercando di dare maggior disciplina alla sua foga. Emanuele Blandamura (+ 4), nato a Udine,  è romano d’adozione e si sta imponendo all’attenzione dei tecnici per la sua boxe. Aveva di fronte Bogdan Florin, campione romeno tra i dilettanti. Il match si è dipanato con intensità per tutte le riprese. Per Emanuele un’altra bella prestazione sotto l’insegna del suo soprannome di “Sioux”, che denota la sua ammirazione per il popolo degli indiani, ma soprattutto che mette in risalto le sue doti di guerriero del ring.
Negli altri incontri il piuma cileno Rodrigo Bracco ha ottenuto la sua quarta vittoria per ko da quando sta in Italia annichilendo Adrian Sandu, romeno di turno, nel terzo round. Infine il 24enne tunisino Sofiane Ben Slimane (8+ 2) si è fatto irretire dalla grande esperienza di Marius Petre Sorin e pur vincendo ai punti non ha entusiasmato come ha fatto nel math precedente con Ben Lally.

Di Alfredo

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