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Alle origini dell’arte marziale | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Alle origini dell’arte marziale

IL “TESORO” DI SHAOLIN

fsl_seminariLa prestigiosa Fondazione Santa Lucia e l’ Asd Shaolin Quan Fa lanciano da Roma una prima serie di iniziative espressione di un concreto confronto e sinergia tra medicina occidentale ed orientale per la prevenzione ed il benessere psicofisico.

Leandro Spadari

Il futuro del karate è ormai segnato dalla strada a senso unico di uno spinto “olimpismo”? Bene, anzi benissimo: se ciò accade è nella logica evolutiva delle cose. E se non si condivide, perché non dedicarsi al karate “tradizionale” o, addirittura, al karate “antico”? Altrettanto bene, anzi benissimo: scriveva il grande maestro Gichin Funakoshi nella sua fondamentale opera Karatedo Kyohan che conoscere il presente è comprendere il passato…ma in entrambi i due diversi casi vengono ad essere considerate solo alcune parziali dimensioni della pratica. Non si deve dimenticare infatti che l’arte marziale germoglia da un substrato filosofico, culturale, meditativo, terapeutico di cui essa stessa è espressione e senza considerare il quale il modo stesso di approcciarla è limitato e limitante. Già nel 1971 usciva in Italia per la Mondadori un pregevolissimo testo, vero e proprio antesignano per il grande pubblico, Tecniche del corpo in Cina Giappone India di Pierre Huard professore alla facoltà di medicina di Parigi, e Ming Wong, consigliere scientifico degli istituti di medicina tradizionale dell’estremo oriente, perchè “mai come in questi tempi – si leggeva nella prefazione – “tanto viva è stata l’esigenza dell’uomo di ricorrere a un’antica saggezza che gli arrechi sollievo e gli permetta, grazie a pratiche ampiamente collaudate nei secoli, di curare il corpo e rasserenare la mente”.

Ed ecco che oggi il ponte ideale di collegamento tra due culture così lontane e diverse, quella occidentale e quella orientale, viene a realizzarsi grazie alle sinergie tra due organismi di assoluto prestigio. Da una parte l’ autorevole Fondazione Santa Lucia, ente con competenze di prim’ordine sin dai primi anni di attività nel campo delle neuroscienze, riconosciuta nel 1992 Ente di Ricovero e Cura a carattere neuro scientifico (IRCCS), con un proprio ospedale fornito di sei reparti di degenza, ambulatori e laboratori nonché sede dal 2005 del Centro europeo di ricerche sul cervello. Dall’altra la Asd Shaolin Quan Fa, con 20 centri sul territorio italiano, che ha come suo presidente il maestro Shi Yan Hui, monaco del famoso tempio di Shaolin di 34ma generazione.E’ in questo tempio, fondato nel 495 d.c. dall’imperatore Xiao Wendi, proprio in mezzo alla foresta (lin) della montagna Shao shi, o meglio nei suoi pressi che giunse il mitico Bodhidarma (in cinese Tamo) cui per primo la leggenda attribuisce l’aver compreso “l’ importanza di possedere un corpo sano per poter sviluppare un forte spirito interiore” (Jou Tsung Hwa, Il Tao del Tai-chi chuan, Ubaldini). Negli anni il tempio di Shaolin è diventato la sede di una cultura dal contenuto vastissimo comprensiva in un tutt’uno armonioso di religione, etica, medicina, salute, filosofia, scienza fisica, oltre ad essere designato come il “luogo sacro del Kung fu”, l’arte marziale che dalla Cina sarebbe poi giunta in tutto il resto dell’estremo oriente, permeando di se per uno o più aspetti le arti marziali sviluppatesi poi nei diversi paesi e territori con caratteristiche peculiari.

Sabato 29 ottobre u.s., ospitato nella bella sede del MAXXI di via Guido Reni a Roma, si è svolto un primo evento grazie alla più che promettente collaborazione tra la Fondazione Santa Lucia e l’ Asd Shaolin Quan Fa. Il professor Carlo Caltagirone, neurologo medico e direttore scientifico della Fondazione, ha aperto i lavori e dinnanzi ad un numeroso ed attento pubblico ha richiamato tra gli altri spunti l’importanza dell’integrazione mente-corpo, forse dimenticata dalla medicina occidentale ma così importante a livello sia di prevenzione primaria, sia secondaria (quest’ultima tesa a evitare l’aggravarsi di problemi già insorti) ed alla base di risultati tangibili nel campo di patologie Anche importanti quali il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla. Il professor Vincenzo Saraceni, docente di fisiatria presso la Fondazione, ha parlato della rilevanza di una nuova e convinta cultura della salute, e non della malattia, mettendo l’accento su concetti quali il benessere, l’attività motoria, la meditazione, che trovano in un cervello “allenato” un vero baluardo utile a contrastare l’insorgenza e l’aggravarsi degli stati morbosi. Il maestro Shi Yan Hui ha toccato anch’egli diversi punti: partendo dalle interazioni tra corpo, mente, società, attraverso aspetti quali l’alimentazione, lo sport, il riposo, ed ha posto il tema della staticità/dinamismo del sistema corpo-mente e del come equilibrarlo. Contro i tre “veleni” – l’avidità, la rabbia, l’illusione – attraverso la medicina tradizionale Chan Yi di Shaolin, strettamente connessa a quella tradizionale cinese, è possibile sviluppare jing, l’energia delle sostanze fluide del corpo umano, dei tendini e dei legamenti; qi che è l’ energia eterea primordiale che deve liberamente scorrere nell’organismo, mantenendolo in buona salute, e shen l’attività vitale: la pratica delle arti marziali tende a sviluppare per l’appunto lo shen qi. Terminata la relazione, e data risposta ad alcuni quesiti del pubblico, si è assistito ad una bella dimostrazione con tecniche fondamentali e sequenze di forme, da quelle di base ad alcune delle più complesse, ben eseguite da un gruppo di allievi della scuola Shaolin Quan Fa.

Quali le prossime iniziative? Nelle giornate di sabato 5, 12 e 19 novembre p.v., sempre presso il MAXXI, tre training dalle ore 11.00 per lo sviluppo dell’energia jing, qi e shen lungo i meridiani di tutto il corpo e la spina dorsale, con un’attenzione particolare allo Yi jing jing per migliorare la mobilità articolare, la flessibilità e l’allungamento dei tendini, nonché per rendere fluida la circolazione dell’energia regolando lo Yin e lo Yang con bilanciamento dei due elementi nell’alternanza tra dinamismo e staticità. E’ interessante notare che secondo la tradizione fu lo stesso Bodhidarma a creare questi set di esercizi, incoraggiando i monaci suoi allievi a praticarli di prima mattina per la loro salute. Si avrà così la possibilità di attingere e rivivere un insegnamento antichissimo, agli albori di tutte le arti marziali. Nel mese di gennaio 2017 e con durata fino al mese di dicembre, prenderà il via presso la Fondazione Santa Lucia il Corso di medicina tradizionale cinese, come tramandato dall’esperienza Shaolin, articolato in una giornata mensile con moduli teorici al mattino ed esercitazioni pratiche il pomeriggio, per un totale di nove moduli ed 11 lezioni e docenze assicurate sia da professori della Fondazione che dallo stesso maestro Shi Yan Hui.

(info: Fondazione Santa Lucia Irccs, via Ardeatina 354, 00179 Roma, tel. 06.5150.1500, www.fondazionesantalucia.it/shaolin; Associazione Shaolin Quan Fa Italia, tel. 329.0460898, www.shaolinquanfa.eu).