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“Dentro i secondi” di Franco Esposito e Dario Torromeo | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

“Dentro i secondi” di Franco Esposito e Dario Torromeo

dentro-i-secondidi Adriano Cisternino

Fuori i secondi? No, stavolta i “secondi” diventano i “primi”. Stavolta i riflettori toccano a loro, ai campioni della fatica che per una volta emergono dall’ombra e vengono proiettati alla ribalta della letteratura sportiva da Franco Esposito e Dario Torromeo – sodalizio letterario ormai ampiamente collaudato – nella loro ultima fatica, e ne emerge un specie di concerto letterario-sportivo a quattro mani che celebra – appunto – i “secondi”, quelli che raramente trovano spazio nelle prime pagine o nei titoli a nove colonne, ma che senza di loro forse non sarebbero esistiti i “primi”, o non avrebbero avuto modo di emergere tanto, nel calcio come nella boxe, nell’atletica come nel canottaggio, nel nuoto, nella pallanuoto e persino nell’ippica.

“Dentro i secondi” è il titolo dell’ultimo libro del duo Esposito-Torromeo, Absolutely Free Editore, (328 pagg., 16 euro), titolo che tradisce la loro comune radice pugilistica ma che spazia su un ampio arco sportivo, dovunque c’è fatica più che gloria, alla ricerca, insomma, di personaggi scavati nell’ombra, come scrive Emanuela Audisio nella prefazione, “dove i riflettori non arrivano”, eppure preziosissimi, perché senza di loro forse tanti campioni non avrebbero avuto il piedistallo su cui montare, non avrebbero raggiunto la gloria che invece li ha generosamente baciati.

Famosa quanto significativa la battuta di Platini che, sorpreso a fumare dall’avv. Agnelli nei corridoi dello stadio di Torino, replicò: “Avvocato, l’importante è che non fumi Bonini, è lui che deve correre”.

Da Bonini a Giuanin Lodetti, il “polmone” di Gianni Rivera, “Basletta, il maratoneta”, il calciatore che ha fatto grande Rivera, l’abatino di Brera, classe, fantasia, intuito, un manuale del bel calcio, ma un fisico non particolarmente adatto alla fatica. E allora ecco al suo fianco Lodetti, l’uomo che giocava correndo per due e consentendo a Rivera di esprimere tutto il suo talento.

Anche la boxe ha avuto ed ha i suoi “secondi” che non sono solo quelli dell’angolo ma anche pugili di livello, come gli sparring, mestiere che non è per tutti. Ne sa qualcosa Mario Romersi, un duro, ragazzo della Garbatella, sparring preferito di Carlos Monzon, l’indio argentino che pose fine alla carriera di Nino Benvenuti, uno che quando allungava i pugni non faceva differenza tra allenamento e combattimento. Romersi racconta e si racconta in un ampio capitolo. In Italia si battè con i migliori, da Sarti al povero Jacopucci, ed anche all’estero, ma Tom Bogs dopo averlo visto all’opera girò alla larga.

Tra questi campioni con poca gloria c’è anche Jimmy Ellis, campione del mondo per una breve estate, che ebbe la sfortuna di crescere quasi contemporaneamente ad “un certo” Cassius Clay-Muhammad Alì, di cui peraltro era concittadino ed amico. Fu suo sparring ed anche avversario, sempre con molto rispetto reciproco. E poi Edward “Gunboat” Smith, il marine che girava scalzo perchè non trovava scarpe quarantasei per i suoi enormi piedi, ma sul ring i suoi pugni erano un’esplosione di dinamite: mise al tappeto in allenamento il mitico Jack Johnson. Jack Dempsey, che lo batté due volte, ne parlava con rispetto.

La lista dei pugili citati nel libro attraversa più o meno fugacemente anche Ray Robinson, Rocky Marciano, Carlos Ortiz, Mike Tyson, James Buster Douglas, e poi Benvenuti, Mazzinghi, Lopopolo, Mitri e tanti altri campioni del ring.

 

E fuori del ring, tante altre storie straordinarie come quelle di Andrea Carrea, “nasone”, il confidente di Coppi, di Giovannino Corrieri, fedelissimo di Bartali, di Peppeniello Di Capua, il timoniere dei mitici “fratelloni” Abbagnale, di Giorgio Damilano, il gemello di Maurizio oro nella marcia a Mosca 1980 e suo punto di riferimento costante, in allenamento come in gara, di Alessandro Bovo, pilastro del Settebello di Rudic, di Magistris, eterno secondo di Ribot. Ce n’è insomma per tutti i gusti sportivi, appassionati di varie discipline. Un percorso ricco di aneddotica che si sviluppa con uno stile agile e più che mai gustoso per una godibilissima passeggiata tra ricordi antichi e recenti dello sport mondiale.