Francesco Patera torna sul ring: combatterà contro Giuseppe Carafa, questo sabato 26 novembre presso l’impianto sportivo “La Préalle” di Herstal, Liegi, in Belgio. I due pugili si sfideranno sulla distanza delle dieci riprese con in palio il titolo WBO Global detenuto da Patera.

Un incontro che promette spettacolo, ricco di sfumature e significato per entrambi i fighter. Il campione di casa, Francesco Patera (26-3-0, 9KO), tecnicamente dotato, classificato nono nel ranking WBO e quindicesimo in quello WBC, già campione Europeo al limite dei 61 chilogrammi, che non nasconde le ambizioni di affrontare nuovi incontri su grandi palcoscenici internazionali. All’angolo opposto un pressure fighter come Giuseppe Carafa (16-5-2, 3KO), ex-campione italiano dei superpiuma e campione IBO continentale, abituato a combattere all’estero, che ha davanti a sé la chance più importante della sua carriera.

Intervistiamo Francesco Patera nel cuore della Fight Week che lo porterà a difendere il titolo WBO Global contro Giuseppe Carafa.

Come stai? Come è andata la preparazione per questo match?

“Sto bene. La preparazione è stata dura, come sempre, ma molto lunga. Mi alleno da fine agosto perché dovevo combattere qualche settimana prima. Mi sento veramente bene. Mi sono allenato bene e ho davvero tanta voglia di combattere. Questo camp mi ha permesso di trovare una forma perfetta. Inoltre non ho infortuni, non ho dolori muscolari né ferite da sparring. Sono prontissimo!”

Tu svolgi sempre la preparazione a Liegi o ogni tanto, per lo sparring, vai in trasferta?

“Non sono andato in altre nazioni ma a Bruxelles sì. Per lo sparring mi sposto perché serve trovare pugili sempre diversi e migliori per ogni training camp. Ho fatto dei round solidi con Mohamed El Markouchi, un pugile da 28 vittorie, molto tecnico, bravo a cambiare pressione. Ho potuto lavorare su diversi aspetti con lui”

Come ti senti, fisicamente e mentalmente, rispetto al match di aprile?

“Mi sento anche meglio forse. Anche ad aprile ero in forma, ma con questo training camp sono migliorato ancora di più”

Ti piace combattere in casa tua, in Belgio? Ambisci a costruire ancora di più la tua carriera in Belgio?

“Sicuramente è cresciuto il supporto nei miei confronti ed è stato bello, ad aprile c’è stata una bella atmosfera e anche in questo match ci saranno tanti amici, la famiglia. Difendo il titolo WBO Global per continuare a salire nei ranking ma onestamente voglio combattere di nuovo fuori, su ring internazionali”.

9 nella WBO. 15 nella WBC. Come ti senti a competere da pugile classificato in ben due ranking delle sigle mondiali più importanti del pugilato mondiale? Senti una responsabilità addosso?

“Sono molto motivato a fare bene, non la vivo come una pressione. Io sogno il titolo mondiale e quindi è importante vincere, allenarsi forte, essere costante. Spero di avere presto una possibilità importante, se non è un titolo mondiale allora vorrei affrontare un pugile forte che mi dia la chance poi di diventare uno degli sfidanti ufficiali. Nella mia categoria ce ne sono tanti, tutti fortissimi. In America, in Europa. Isaac Cruz, Zepeda: anche se non combattessi per una cintura, contro avversari così sarebbe comunque un salto di qualità”.

Conosci Carafa? Che match ti aspetti da un pugile come lui, già campione IBO continentale e campione italiano nei superpiuma? Avete alcuni avversari in comune (Henchiri, Molina), non ha mai perso per KO in tutta la sua carriera.

“Mi aspetto un avversario tosto. Non ha mai perso per KO. Mi attaccherà sicuramente perché alla corta distanza ha più chance di farmi male. Io sono pronto per tutte le situazioni, vedremo come combatterà lui. Ho visto qualche estratto con Henchiri, lo stile e i movimenti. Poi c’è l’aspetto mentale: per Carafa gli cambia la vita se mi batte. Non posso sottovalutarlo assolutamente, viene per vincere. Io sto qua solo per la vittoria, questo è quello che conta!”

Quali sono le tue ambizioni nel 2023?

“Voglio arrivare più alto possibile. Non nel 2023 e basta, ma sempre! Ho fiducia nella famiglia Cherchi, i miei manager e promoter, affinché riescano a trovare le strade migliori per il mio futuro”.

Di Alfredo

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