copia-di-depiccoli.jpg Il noto peso massimo di Mestre festeggerà il suo compleanno e sarà ospite del Centro culturale Candiani che organizza nella giornata con inizio alle 17,30 un convegno dal titolo “Roma 1960: il trionfo del pugilato azzurro”. Saranno presenti anche Nino Benvenuti e Franco Musso, le altre due medaglie d’oro, ai quali si aggregheranno le medaglie d’argento  Carmelo Bossi, Sandro Lopopolo e Primo Zamparini.

Interverranno l’ assessore allo sport Sandro Simionato, il presidente della Federazione Pugilistica Italiana Franco Falcinelli, Renzo D’Antonia (presidente Coni Provinciale) e logicamente Roberto Ellero, direttore del Candiani. Coordinatore e organizzatore dell’evento è il giornalista Valter  Esposito, che ha scritto un libro su De Piccoli. In serata al Palasport “Ancilotto” con inizio alle 20,30 si effettuerà una riunione mista organizzata dall’Union Boxe Mestre. Come si vede Venezia non dimentica il suo grande campione che fu il primo e unico peso massimo italiano a conquistare la medaglia d’Oro alle Olimpiadi.
Franco De Piccoli, che da dilettante militò nella Union Boxe Mestre, prima di partecipare alle Olimpiadi romane, oltre al titolo italiano aveva anche conquistato l’oro ai Mondiali Militari. Nel 1960 fu preferito al suo eterno rivale Giorgio Masteghin e mai scelta risultò più azzeccata dai due tecnici Natale Rea e Armando Poggi. De Piccoli annientò nella prima giornata romana il belga Venneman, poi superò agevolmente il russo Abramov, altro grande favorito, il ceco Nemec e in finale mise ko il sudafricano Daan Bekker. Nella categoria inferiore si ammirò il trionfo dell’astro nascente Muhammad Alì ( allora conosciuto come Cassius Clay).
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A Roma c’era come organizzatore Rino Tommasi che subito fece un contratto a De Piccoli e Benvenuti passati al professionismo, entrambi avevano come manager Bruno Amaduzzi. Alla vigilia del match con l’americano Wayne Bethea, datato il 22  marzo 1963, erano in molti a sognare. Il mancino di Mestre imbattuto aveva messo ko 21 dei suoi 25 avversari: avevano resistito ai punti solo Maurice Mols, Alain Cherville, Frankie Daniels e Neal Welch. Le vittore per ko su Howard King e Tony Hughes, pugili esperti avevano convinto Rino Tommasi a effettuare il grande salto. De Piccoli avrebbe dovuto affrontare Wayne Bethea, un massimo che aveva incontrato i migliori ed era andato ko solo con Sonny Liston. Se il veneto avesse vinto si sarebbero buttate le basi per un match con Cassius Clay. Si parlava per questo bigmatch addirittura dello stadio San Siro, che pochi anni prima aveva ospitato 61.000 spettatori per il titolo mondiale tra Duilio Loi e Carlos Ortiz. La sera del 22 marzo i sogni s’infransero nella dura realtà dei colpi di Bethea. De Piccoli cominciò a tambur battente, ma qualcosa si smosse in lui a livello psicologico quando si accorse che il suo avversario incassava pure le cannonate. Oltrettutto la sua mascella non era a prova di bomba come aveva dimostrato in precedenza di fronte agli americani Sawyer e Butler che lo costrinsero al tappeto, anche se dopo aver subito il conteggio si ripagò con gli interessi mettendoli ko. Il richiamo di De Piccoli a Roma era secondo solo a Rinaldi ed era superiore a Benvenuti. Quella sera erano presenti più di 15.000 persone al Palasport. Nella quarta ripresa incassò dall’americano un destro preciso, ci fu un duro scambio e poco dopo un destro tremendo centrò la mascella di De Piccoli che tra la costernazione generale andò al tappeto, cercò disperatamente di rialzarsi ma i 10” scanditi dall’arbitro decretarono inesorabilmente il ko.
Tra i pesi massimi un incidente di percorso può anche accadere. Tommasi preparò il rientro con il nero Joe Bygraves, avversario, in precedenza, di molti pugili italiani e che tra l’altro l’anno prima era stato battuto ai punti proprio da Wayne Bethea. Se il match con Bethea fu duro quello con Bygraves per certi versi fu peggiore. Il 7 giugno 1963 il pubblico romano assistè alla debacle di questo colosso che tanto aveva fatto sognare dopo il trionfo alle Olimpiadi. Bygraves era un mancino come lui e il suo sinistro fu un incubo per De Piccoli e per gli spettatori, il nostro pugile dopo tre conteggi fu messo ko alla seconda ripresa, per rialzarsi dopo qualche angoscioso minuto. Quella sera in pratica Franco De Piccoli passò definitivamente il testimone a Nino Benvenuti netto vincitore di Tony Montano.
E’ rimasto sempre il dubbio che la sua conduzione si sarebbe dovuta svolgere in maniera differente, con più prudenza. Unico peso massimo italiano a vincere le Olimpiadi avrebbe potuto essere anche il più grande tra i professionisti: erede dichiarato di Primo Carnera ed Erminio Spalla, ma qualcosa in lui s’incrinò dopo il match con Bethea soprattutto dal lato psicologico, componente importantissima per un peso massimo che aveva un sinistro devastante, ma la mascella di vetro. 

Di Alfredo

10 pensiero su “Franco De Piccoli compie 70 anni: grande festa a Venezia”
  1. Ciao Sono la moglie di Armando Pellarin e leggo con dispiacere che è stato dimenticato eppure fu un Grande campione sia nello sport che nella vita privata

  2. anchE dal paese della ROYAL THAY BOXING DELL’ISOLA DI phuket,PIENA DI PALESTRA CON TANTISSIMI GIOVANI ED ANCHE STRANIERI ,TROVO FORTEMENTE CONFORTANTE ED ILLUMINANTE LE NOTE ED E-MAIL DELLO STIMATO gIAMPAOLO CAZZARO E ANCH DEL SIG ALFREDO DI2OUT…..CREDIamo FERMAMENTE CHE SIA aMADUZZI CHE rINO TOMMASI ABBIANOGESTITO MALE IL REALE FENOMENO OLIMPICO DEI MASSIMO dEpICCOLI E SIA PER BIASIMEVOLE SPECULAZIONE ED INTERESSE ECONOMICO CON TOTALE MANCANZA DI OCULATEZZA E LUNGIMIRANZA …SE FOSSERO STATI PIù ACUTI CI AVREBBERO REGALATO E DONATO PIù INCISIVE EMOZIONI E RICORDI E SENSAZIONI…..PECCATO CHE L’UOMI ALLA LUNGA SI DIMOSTRI MESCHINO E CRITICABILE E LIMITATO!POSSIAMO RIBADIRE E SOSTENERE CHE SIA RINO TOMMASI CHE AMADUZZI CI HAN RUBATO DEI SICURI VALORI PER UN LORO MAI ABBASTANZA ARRICCHIMENTO SPYCULATIVO..CHE SCHIFO E LILLERS DEL TIFO

  3. Caro alfredo ti ringrazio della tua sensibilita’alla nobile arte, apena possibile scrivero’ le mie testimonianze cosi’ protrai avere una visione ancora piu’ aperta della storia pugilistica mestrina (((((((((( a volte i racconti sui libri pendono da una parte xche’ sono scritti dai vincitori)))))))))
    con stima Cazzaro Giampaolo
    gpcazzaro@tin.it

  4. Caro Giampaolo sono molto interessanti le tue testimonianze. Sono convinto anch’io che qualcosa non è andato per il verso giusto nei riguardi di De Piccoli. Impossibile che il dominatore delle Olimpiadi finisse così presto la carriera da primattore, alla quale sembrava predestinato.Senz’altro il De Piccoli visto contro Bethea non era il miglior De Piccoli. Sono d’accordo pure io che fargli affrontare subito il nero Bygraves era un grosso rischio, come poi si è rivelato.Penso che sia questione di inesperienza da parte di Tommasi.Io ho vissuto bene quei tempi del Palasport romano e ti posso garantire sia l’organizzatore che la gente credeva molto più in De Piccoli che in Benvenuti. Penso comunque anch’io che sono stati fatti errori sia pure in buona fede. Sai col senno del poi… Conoscevo bene anche Gino Campagna che era un ottimo dedio. Perchè non provi a scrivermi dei pezzi su De Piccoli e Campagna in base alle tue conoscenze e alla tua testimonianza. A presto…
    alfredo bruno(Caporedattore di 2out)

  5. DOPO TRE MESI DALLA SCONFITTA CON BETHEA, ANCORA DEBOLE PSCICOLOGICAMENTE. SENZA SCRUPOLO X IL GIGANTE MESTRINO, RINO TOMMASI NON ESPRIMEVA MOLTA SIMPATIA X DE PICCOLI, INVITAVA L’AMERICANO JOE BYRAVES, CHE IN PASSATO AVEVA BATTUTTO TUTTI I PESI MASSIMI ITALIANI AD INCONTRARE FRANCO DE PICCOLI! QUESTO INCONTRO DOVEVA ESSERE X DARE UN DIGNITOSO RIENTRO DOPO UN KO. ANCHE RINO TOMMASI ESPERTO DI BOX HA COLLABORATO AD ANTICIPARE LA FINE CARRIERA DI FRANCO DE PICCOLI BY CAZZARO GIAMPAOLO

  6. NESSUN GIORNALISTA SPORTIVO AVEVA SCRITTO RIGUARDANTE LO STATO DI SALUTE CHE FRANCO DE PICCOLI. QUANDO IL 22 MARZO 1963 HA DOVUTO SALIRE SUL RING DI ROMA CON FEBBRE A 38 DA UNA SETTIMANA, IMMAGINATE IN CHE CONDIZIONI FISICHE, ED INCONTRARE L’AMERICANO WAYNE BEHTE.HA DOVUTO SALIRE SUL RING PER ARRICCHIRE GLI ORGANIZZATORI, IO NE ERO TESTIMINE DELLA SUA SALUTE. BY CAZZARO GIAMPAOLO

  7. COME EX PUGILE DILETTANTE DELL’UNION BOX MESTRE, SENTO IL DOVERE DI ESPRIMERE IL MIO RAMMARICO PER LA MORTE DI GINO CAMPAGNA MAESTRO E INSEGNANTE DI TANTI GIOVANI PUGILI COMPRESO LO SCRIVENTE,AMICO DI TUTTI.NEL MONDO PUGILISTICO DEGLI ANNI 50 GINO CAMPAGNA VENIVA DEFINITO “”” IL CALCIO DEL MULO””” PER LA SUA POTENZA STREPITOSA,PUO’ CONFERMARLO FRANCO DE PICCOLI,ARMANDO PELLARIN ,ENRICO SIMONI,RENATO MORAES E ALTRI NEI SUOI NUMEROSI ALLENAMENTI Grazie Gino By Cazzaro Giampaolo

  8. HO VISTO AL RITORNO DELLE OLIMPIADI DI ROMA ,
    MESTRE E VENEZIA ERA IN FESTA FOLLA IN DELIRIO
    NON BISOGNA DIMENTICARE IL GRANDE FRANCO DE PICCOLI CHE LO CONOSCO PERSONALMENTE , NE SIAMO ORGOGLIOSI NOI MESTRINI, BY CAZZARO GIAMPAOLO

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