di Simone Di Giulio

foto-di-gruppo.JPGDue giornate piene zeppe di pugili, di tecnici, di addetti ai lavori, di belle speranze. Ma la due giorni organizzata dalla Parisi Boxe Latina è stata caratterizzata dalla presenza di due importanti esponenti della boxe, uno in attività che raccoglie successi e prestigiose affermazioni, uno che ha smesso da qualche anno ma che viene ancora considerato tra i migliori in Italia e nel mondo. Domenico Spada e Giovanni Parisi arrivano in momenti diversi della manifestazione.

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 Il primo a raggiungere la palestra del Marconi è il campione intercontinentale dei medi, che inizia parlando del suo soprannome, Vulcano: “E’ un soprannome che mi ha dato un grande pugile del passato, rispecchia bene la mia indole. Non potevo averne uno più bello”. Ancora arrabbiato per la sconfitta con Mahir Oral? “Mi hanno rubato l’incontro e non lo dico io, ma lo ha dichiarato anche l’emittente tedesca che seguì l’incontro. Ma Domenico Spada non si ferma. Ho saputo con piacere di aver raggiunto l’ottavo posto nella classifica internazionale WBC, il che mi riempie d’orgoglio. Con il mio manager stiamo pensando di rimettere in palio il titolo e comunque punto anche agli Europei del 2008”. Un campione dentro e fuori dal ring, con un motto: “Chi si ferma è perduto. Lo dico sempre ai più giovani”. Un commento Spada lo fa anche sull’associazione sportiva Parisi Boxe Latina, parlando soprattutto del presidente: “Mirko Parisi ha organizzato una bellissima due giorni, sono stato fiero di partecipare. E’ grazie a società come queste che il pugilato potrebbe tornare ad essere con regolarità un appuntamento del fine settimana, come il calcio. Mi rammarica il fatto che per avere seguito sono costretto a combattere all’estero, dove i match si svolgono di fronte a 10000 spettatori, mentre in Italia i ring vengono allestiti in semplici palestre. Spero  cambi in breve tempo questa concezione così distorta”.

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Nella giornata di sabato l’arrivo di Giovanni Parisi. L’olimpionico di Seoul 1988 e due volte campione mondiale arriva ed è bagarre per farsi fare una foto e per strappare un autografo. Lui mantiene una calma serafica e distribuisce strette di mano e sorrisi, dimostrandosi uomo vero e leale, oltre che indiscusso campione dell’arte nobile: “Sono fiero – ammette – di essere presidente onorario di questa società. Mirko ha la passione necessaria per migliorare il pugilato. Consigli? Deve saper trasmettere ai ragazzi valori come lo spirito di sacrificio, la volontà, la continuità, il rispetto  e la fiducia. E poi è necessario affiancare loro dei professionisti per il salto di qualità”. Una domanda sul suo possibile rientro sul ring è quasi d’obbligo: “Sto per compiere 40 anni, pugilisticamente sono vecchio, ma farò comunque un esibizione per l’addio ufficiale al mondo della boxe, che mi ha dato tanto”. Un mondo ricco di soddisfazioni e di vittorie prestigiose. Giovanni Parisi ne tiene nel cuore tante, ma una in particolare: “Di successi ne ho avuti tanti in 20 anni di carriera. Ma l’Olimpiade di Seoul 1988 rimane il ricordo più bello. Più bello ancora dei mondiali, perché un mondiale passa, mentre l’oro olimpico di rimane per tutta la vita. L’unica cosa che mi dispiace è che le Olimpiadi, edizione dopo edizione, stanno perdendo valore. Ci sono troppe discipline che sinceramente non dovrebbero far parte dei Giochi Olimpici”.

 

Di Alfredo

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