di Alfredo Bruno

Alessio Domarin ( + 17, – 17, = 3), 22 anni, è nato in Germania a Freiburg Breisgau e tradisce dal colorito della pelle le sue origini paterne della Martinica, ma fin da piccolo la sua residenza è diventata Roma. Il giovane si allena con intensità nella Laima Team anche perché dal 4 al 6 novembre si disputa a Ostia, organizzato dalla Unicorner – Boxe Champion Club degli scatenati Marcello Paciucci e Lamberto Petrecca, il Torneo, che poi è un vero e proprio campionato laziale, dei I e II serie, lasciapassare necessario per accedere agli Assoluti di dicembre a Milano. Domarin combatte in una categoria di fuoco come è considerata quella dei superwelter e avrà avversari di tutto riguardo, molto forti a livello nazionale. Non si spaventa l’allievo di Agnuzzi che negli ultimi match oltre al fioretto ha messo in luce una maggiore efficacia, cosa che lo rende una sorta di mina vagante nella scelta di un pronostico.

Alessio si concede ancora sudato alla nostra intervista, non è un tipo loquace e per dirla in letteratura ha il dono della sintesi. Come è avvenuto il suo impatto con la boxe?
“Ho cominciato una decina d’anni fa. Io non facevo sport e un amico m’invitò a venire con lui nella palestra della Laima Team per provare. Col passare del tempo mi è piaciuto ed eccomi qua”.

Tu hai una boxe classica che sfrutta bene la tua altezza e il maggiore allungo…
“Questa impostazione mi è stata insegnata dal maestro che ha tenuto bene in considerazione la mia altezza. Io sono uno che ascolta e immagazzina gli insegnamenti e penso che si comincino a vedere i frutti”.

Qual è l’avversario che ti ha messo più in difficoltà finora?
“Tutti!”. Non male come battuta. Il seguito è più serio: “Le maggiori difficoltà le ho incontrate affrontando Federico Ranalli. L’ ho incontrato due volte. Nel primo match non ho boxato come dovevo, mi sono messo a scazzottare. Diciamo che quello è stato il match che mi è rimasto più indigesto. Poi nella rivincita ho seguito le indicazioni del maestro e ho imposto la mia boxe. Purtroppo il verdetto finale non mi ha premiato come doveva”.

Hai qualche hobbies?
“Mi piace viaggiare. Quest’anno mi sono iscritto all’ Università e frequento Scienze Motorie allo IUSM. Tra una decina di giorni devo dare il primo esame”.

Per Alessio Domarin “in bocca al lupo” (crepi) diventa doppio per lo sport e lo studio. Il giovane si ispira a qualche campione?
“Mi piacciono alcuni grandi campioni del passato che rispecchiano la boxe che dovrei attuare io: Thomas Hearns e Ray Leonard sono i miei preferiti”.

Di Alfredo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi