di Alfredo Bruno
Sono in molti a indicare Sonja Mirabelli (+ 6, – 2), 33 anni, come la grande sorpresa degli Assoluti di boxe femminile, che quest’anno si sono disputati a Terni, dove ha strapazzato la pur  brava Rosanna Cottone e ha battuto in finale la speranza toscana Giulia Giacomelli. Due successi inequivocabili dove la romana ha messo in luce una boxe essenziale, incisiva, per linee interne, che ha frastornato le sue avversarie. Parliamo di una ragazza che fino a quel momento aveva disputato solo 6 match dove campeggiavano due sconfitte con un’ atleta del calibro di Emanuela Pantani, ora tra le migliori professioniste d’Europa.
Sonja divide la sua base di allenamento per la boxe alla Laima Team e per le arti marziali alla ProFighting, palestra romana dove insegna il marito Alessio Smeriglio. La intervistiamo alla Laima durante una pausa dopo aver fatto i guanti con Noemi Conti.

Da quanto tempo fai il pugilato?
“Ufficialmente dal 2004. In realtà avevo già iniziato qualche anno prima, diciamo per gioco”.

Hai fatto kick?
“Faccio tutt’ora Kick e Thai”

Quali titoli hai conquistato negli sport da combattimento?
“In primo luogo gli Assoluti di boxe; nella kick ho vinto il titolo europeo da dilettante e il titolo italiano da professionista”.

Parliamo della vittoria agli Assoluti, molti ancora non ti conoscevano. Vincere che cosa ti ha portato?
“A me ha emozionato molto. Però si è fermato lì”.

Qual è il motivo?
“Probabilmente non c’è molta attività per noi donne, soprattutto le I serie. Non ci sono abbastanza soldi per lanciare il pugilato femminile. E in Nazionale nella mia categoria c’è un’altra ragazza”.

Interviene il maestro Agnuzzi spiegando che i tecnici federali puntano sulle giovani, e certo questo toglie a Sonja la possibilità di combattere soprattutto all’estero. Per lei forse si potrebbe giocare la carta del professionismo…
“Sono un po’ indecisa anche perché non vedo grosse prospettive. Sono poche ad avere un’attività accettabile”.

Perché il pugilato femminile da noi non decolla ancora, nonostante le affiliazioni siano in aumento? Eppure i match tra donne hanno dimostrato di essere più che validi.
“ Credo che ci sia ancora una sorta di perbenismo nei riguardi della boxe femminile. Io adoro fare il pugilato. Mi piace l’espressione della forza, della tecnica, della potenza. Mi piace tutto il pensiero che ci sta dietro. Devo anche essere sincera, se vedo un match di pugilato maschile mi emoziona molto di più di quello femminile. Sicuramente la boxe femminile può migliorare tantissimo e devo dire che rispetto agli inizi ha già fatto progressi. Forse a ben vedere al centro di tutto rimane sempre una questione economica”.

Potrebbe essere anche un fatto di burocrazia?
“Può darsi. Per esempio in molti paesi europei passare professionista è molto più semplice. E quindi poi ci si mette a confronto con ragazze che sono molto più brave. Nelle mie trasferte all’estero ho visto spesso una situazione capovolta rispetto alla nostra”.

A che età hai cominciato e perché?
“Ho cominciato tardi verso i 24 anni: forse perché entrare in una palestra di sport da combattimento costava di meno e io mi dovevo rimettere in forma dopo un infortunio. Poi è scattata la passione per questo sport, parlo del pugilato, che ho tutt’ora nonostante siano passati quasi dieci anni”.

Hai degli hobbies?
“ La musica, mi piace tutta, logicamente che sia bella. Amo anche leggere, soprattutto romanzi noir. Il mio autore preferito è lo svedese Stieg Larsson di cui ho letto i primi due romanzi e sto aspettando con impazienza l’uscita del terzo”.

La foto è tratta dal sito http://www.profightingroma.com/

Di Alfredo

2 pensiero su “Identikit di una campionessa: Sonja Mirabelli”

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