Perdere vincendo – Chalid Arrab VS Glaube Feitosa
Terzo approfondimento sulla fase eliminatoria finale del K-1 WGP 2007 tenutasi lo scorso 29 settembre a Seul, in Corea.

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Negli articoli precedenti abbiamo ammirato la potenza dell’immenso (213cm!) campione in carica Semmy Schilt, l’intelligenza tecnica del giovane Badr Hari, l’eleganza atletica di Remy Bonjasky fomentata dall’arroganza agonistica di Stefan Leko. Quello che analizzeremo oggi è un incontro assolutamente in linea con quelli appena elencati:Chalid “Die Faust” Arrab VS Glaube Feitosa

Die Faust ha origini tedesco-marocchine, ed è conosciuto per le sue efficaci doti pugilistiche e per la sua tenacia. Nel 2006 è stato campione del K-1 WGP USA, battendo un durissimo Gary Goodridge con uno dei suoi famosi colpi di braccia. La sua avventura nel K-1 fu interrotta da un determinato Ernesto Hoost (il profilo di Hoost è stato pubblicato nell’ultimo numero del magazine 2OUT- ndr) proprio nella finale del dicembre di quell’anno.

k-1-usa-champion-2005-glaube-feitosa-brazil.jpgGlaube Feitosa, trentaquattrenne brasiliano, è uno dei maggiori esperti agonisti di Kyokushin, disciplina nella quale ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere tra il 1995 e il 2005. Il Kyokushin è uno degli stili di karate full-contact più interessanti, in quanto utilizza la metodica delle “3 K”: Kihon, Kata e Kumite. In breve, associa all’insegnamento delle tecniche (kihon) e delle forme (kata) anche lo sparring (kumite), rendendo utile e “pratico” il lavoro fatto in palestra. Feitosa ha inoltre associato agli imprevedibili colpi di gamba tipici del Kyokushin e ad una buona guardia, la sua imponente mole: 193cm x 103 Kg. Queste caratteristiche gli hanno permesso nel 2005 di vincere il titolo di Campione del K-1 WGP di Las Vegas e di accedere alla finalissima dello stesso anno, persa contro Semmy Schilt. Il pubblico attendeva molto questo incontro, proprio perché si andavano a scontrare due atleti simili dal punto di vista della correttezza e dell’agonismo, ma differenti nelle tecniche: si trattava sostanzialmente di una sfida tra Chalid “il Pugno” contro Glaube “Il Calcio”. Die faust ha subito fasi alterne durante il match, infatti è Feitosa ad avere la meglio per primo, controllando il tedesco dalla distanza con front kick, e colpendolo in seguito con una ginocchiata che è costa all’avversario il primo conteggio, seguito da un secondo dovuto ad un jab a fine round. Ma la folla era indecisa su chi tifare dato che Die Faust non si è minimamente lasciato andare, anzi ha inaspettatamente accorciato le distanze nonostante i colpi subiti. Feitosa, per tenergli testa, ha scomodato il suo repertorio di serpentini calci kyokushin. Entrambi i combattenti, durante il secondo e terzo round, si son scambiati uppercuts, calci frontali e pugni. Die Faust ha subito una ginocchiata e altri problemi nel terzo, ma ha dimostrato una mandibola d’acciaio e Feitosa non è riuscito a finirlo, facendo scadere il tempo senza ulteriore perdita di punti da parte del tedesco. E se volete una definizione di agonismo, di carisma, di K-1, non potete perdervi Die Faust ad 1:40 dalla fine del terzo round: urlare e battersi i pugni sul capo in quella maniera, come per svegliarsi, per darsi la carica, per dire “non fa male”, farebbe venire voglia di allenarsi e di combattere (concedetemelo) anche a mia nonna. Davvero un grande incontro, con la mano di Feitosa alzata dall’arbitro, ma il merito e la standing ovation è andata ad entrambi i combattenti.

Nelle interviste post-fight, Feitosa ha parlato della preparazione per la fase finale di dicembre: “Ho subito un po’ i colpi di Chalid nel secondo round, quasi non me li aspettavo. Mi devo allenare per diventare piu’ potente, ma non è detto che ce la faccia… questo richiede molto lavoro per poter migliorare. Anziché focalizzarmi su una sola cosa, so già che dovrò lavorare su tutto.” Die Faust, d’altro canto, ha riconosciuto la vittoria del brasiliano: “Durante il match ha dimostrato un po’ troppa sicurezza, ma di sicuro l’ho messo in difficoltà. Comunque per me lui ha vinto e basta.” Chalid ha inoltre giustificato la sua sconfitta “Le mie tecniche erano semplici, è vero, ma il problema è stato il ritmo. Ero fermo da un anno, quando normalmente in questo sport in quel lasso di tempo si sostengono 4 incontri. Purtroppo la mano rotta dopo il match contro Hoost (finale K-1 WGP 2006) e un altro infortunio conseguente mi hanno fatto spezzare la preparazione… ma che fare, questo sport è fatto così”. Nei prossimi articoli parleremo di Jerome Le Banner che si è visto cambiare avversario all’ultimo momento, di Peter Aerst, di Ray Sefo e di altri campioni che accederanno alla finalissima dell’8 dicembre 2007 a Tokyo che incoronerà il campione definitivo del K-1 WGP 2007, quindi continuate a seguirci e tornate a trovarci in numerosi!

Di Massimo

2 pensiero su “K1: World Grand Prix 2007…. (3)”
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