di Giuliano Orlando

Queste guide per conoscere l’Italia meno nota, vengono realizzate da persone che fanno dell’entusiasmo l’arma vincente. E’ il caso della pubblicazione “Alla scoperta delle Langhe”, scritto da Roberta Ferraris, biellese con studi ed esperienze fin negli USA. Da innamorata della sua terra, ha finito per vivere in una cascina in Alta Langhe. Scrivendo con cognizione di causa del territorio in cui risiede: “Per rendere più semplice la vita ai viandanti in cerca di itinerari, ho a lungo camminato, esplorato, infangandomi, perdendomi a volte, mandando a quel paese, col pensiero, diversi amministratori locali. Ma alla fine ne siamo venuti a capo”. Impresa titanica, visto che la ragnatela dei sentieri sulle colline dei nobili vini, delle nocciole tondi e gentili (patria della Nutella), delle tome e dei tartufi, spesso muore in un campo, si perde tra i rovi o si butta nell’imbuto di un rittano, da cui uscirne è un’impresa. Langhe, un territorio dal legame stretto col mare che ti trovi sotto i piedi. Lo dice la storia, visto che il bacino si forma nel terziario Piemontese 30 milioni di anni fa. Quando il Mediterraneo era diventato una laguna salmastra. Col ritorno del mare nel Mediterraneo, diciamo solo 5 milioni di anni addietro, le Langhe restarono emerse e grazie al clima tropicale riuscì a sopravvivere e prosperare fino ai giorni nostri. Passando da occupazioni diverse, la chiesa e i nobili, la città nel periodo medioevale, la rivalità infinita tra Alba e Asti, fino alle mire dei Savoia che se lo annesse creando un ducato.  Si arriva agli anni ‘20, quelli della grande emigrazione verso l’America e poi la rinascita dopo il grande conflitto mondiale. Oggi Alba è la vetrina di un miracolo partito dal basso, insanguato dai produttori di vini che hanno conquistato il mondo: Barolo e Barbaresco e dall’intuizione di Michele Ferrero l’imprenditore che ha creato un impero al cioccolato, ovvero la Nutella. Giustamente la città gli ha dedicato la piazza principale e il libro ne illustra ogni dettaglio, come ti porta a conoscere un territorio di rara bellezza, lungo ben 160 km. di percorsi “Bar to Bar”, passando da Alba, Barbaresco, Neive, Treiso, San Bovo di Castino, Castino, Cravanzana, Feisoglio, Niella Belbo, Bossolasco, Serravalle Langhe, Roddino, Sinio, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, La Morra, Verduno, Roddi, Grinzane Cavour e Diano d’Alba dove l’itinerario si conclude. Diviso in sette tappe, attraversando i due comprensori vitivinicoli più importanti delle Langhe, le zone del Barolo e del Barbaresco. Ma c’è molto altro, in particolare tante e golose proposte enogastronomiche, lungo ogni tappa da non perdere. Sicuri che non verrete sottoposti alla prova del palloncino. Ogni tappa è riccamente illustrata, con foto e informazioni storiche e culturali, dove soggiornare e gli indirizzi utili, i monumenti e le chiese. Ogni borgo ha le sue caratteristiche. Dal palio degli asini ad Alba, alla Fiera internazionale del tartufo all’antico mulino a vento di Murazzano, al castello dei Del Carretto a Saliceto, la festa della bagna caoda a Paroldo, i buoi monumentali di color bianco. Sia pure nascoste dalla vegetazione, si possono intravvedere le trincee che utilizzarono i partigiani nella battaglia delle Langhe tra marzo e novembre del 1944. Infine a Santo Stefano, la casa natale di Cesare Pavese e brindare col moscato locale. A questo punto doveroso andare a sincerarsi di persona quanto siano belle le Langhe.

Di Alfredo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi