di Giuliano Orlando
Impresa quasi storica da parte di Luca Rigoldi (19-1-1), il giovane veneto di Thiene, è andato a Hyères, comune francese dalla vocazione balneare nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nota per le 7.000 palme ospitate nei giardini, per sfidare il cosfidante europeo per la cintura vacante supergallo. Vincere in Francia è terribilmente difficile, come dimostrano i pochissimi successi italiani negli ultimi decenni. Alla vigilia della partenza per Heyeres, il maestro Gino Freo, che aveva preparato mi aveva chiamato per avvisarmi che il suo allievo era in condizioni di forma perfetta. “Luca è pronto per disputare 12 round a mille. Andiamo in Francia per riportare a casa l’europeo supergallo che manca all’Italia dal 1996, quando il pavese Belcastro inaugurò la categoria in Europa”. Presi atto e seguii l’evento con grande attenzione, su un’emittente privata, sperando che Rigoldi disputasse un incontro capolavoro. Promessa mantenuta alla grande. Per 12 round ha tenuto l’iniziativa pressando l’antagonista Jeremy Parodi (42-5-1) antiche origini ligure, con una grande seguito a Tolone dove è nato 31 anni fa. Parodi era al quarto tentativo, stavolta non poteva fallire, dopo le sconfitte subite dagli inglesi Frampton e McDonell in Inghilterra e da Medina in Spagna, tra il 2013 e il 2016. Era la prima volta che giocava in casa, opportunità imperdibile, con i pronostici a lui favorevoli. Ma non aveva fatto i conti col giovane veneto di Thiene dove è nato nel 1993, alla prima occasione europea, dopo aver vinto il titolo italiano nel 2016 a spese di Iuliano Gallo ed essersi preso la rivincita con Parrinello, che lo aveva battuto nel primo tentativo tricolore, conquistando la cintura dell’Unione Europea. Alla fine del 2017, era stato fermato dalla FPI, per alcune anomalie riscontrate nella visita medica per il rinnovo dell’iscrizione. Una volta risolta la situazione, aveva ripreso l’attività vincendo gli ultimi match per KO. Test importanti per la prova in Francia che valeva l’europeo maggiore. Miglior esito non poteva rivelarsi. Questo il suo commento: “Sapevo di avere una condizione atletica notevole. Ho disputato i guanti con Boschiero, un grande campione e capivo di stare molto bene. Mi sembra un sogno. Adesso dovrei difendere la cintura contro il campione italiano Iuliano Gallo. Il suo manager Brognera ha fatto una buona offerta al mio procuratore Mario Loreni ed io non ho nessun problema a riaffrontarlo. Convinto di poterlo battere come ho fatto nel 2016 per il titolo italiano”.
Loreni conferma la trattativa, ma vuole sottolineare la grande impresa di Luca, oltretutto all’estero: “I francesi erano convinti di affrontare un pugile destinato alla sconfitta. Si erano sbagliati e di grosso. Una vittoria importante, perché in Francia non ti fanno vincere facilmente, come è successo tempo addietro a Fiordigiglio, che meritava la vittoria. Stavolta il dominio è stato devastante. Sono orgoglioso della sua prova”.
Il dottor Giuseppe Macchiarola, attuale consigliere federale mi raccontava di essere rimasto colpito dalla preparazione del pugile per la sua professionalità, nel curare anche gli aspetti medici: “Ho avuto occasione di visitarlo in occasione di due suoi combattimenti e ogni volta si è presentato con tutta la documentazione delle visite precedenti e quanto serve per l’evento. Spesso i pugili arrivano senza alcun documento e lui è stato l’esempio positivo a conferma di essere preparato anche su questo aspetto”.
Torna quindi in Italia il titolo continentale dei supergallo dopo 22 anni. In precedenza, oltre allo stesso Belcastro, ci avevano provato Gigliotti (2204), Trotta e Maludrottu (2009) inutilmente. Grazie a questo giovane veneto, l’Italia ritrova un titolo europeo che al momento mancava in assoluto. L’ultimo a detenerlo era stato il medio Blandamura, che l’aveva lasciato vacante per tentare il mondiale col giapponese Murata. A disputarselo il 23 febbraio scorso a St. Vincent il polacco Kamel Szeremeta il nostro Alex Goddi, che purtroppo venne battuto prima del limite. Ora grazie a Rigoldi l’Italia possiede almeno una cintura continentale. Per la cronaca i giudici hanno assegnato all’italiano questi punteggi Bela Florian: 119- 110;
Victor Loughlin: 117-111; Zvonko Rukavina: 116-113. Senza commenti, considerando che si combatteva in Francia.

Di Alfredo

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