di Alfredo Bruno

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 Una cosa è certa: Davide Buccioni migliora di riunione in riunione. Gli elogi a lui rivolti stanno diventando un luogo comune come un abito ben messo e ben portato. Ancora una volta il pubblico ha straripato gli argini di un Palazzetto festante. Fare la solita battaglia di cifre non ci piace e preferiamo cavarcela con il classico pienone. L’organizzazione è stata perfetta e ha avuto il suo culmine, logicamente prima del suono del gong d’inizio, con una bellissima mostra fotografica intitolata “La BBT si racconta” ideata e curata da Michela Pellegrini, una ragazza (ci piace identificarla così per l’entusiasmo) che non si ringrazierà mai abbastanza per quello che sta facendo per la boxe.

 

 La mostra è rappresentata da foto in bianco e nero scattate da Sergio Albelli e Andrea Cecchettini, che mettono in evidenza, oltre alla loro indubbia bravura e professionalità, passione e trasporto per questo sport. Il numero dei giornalisti presenti aumenta a macchia d’olio e i fotografi si accalcano attorno al ring alla ricerca dello spazio “perduto” per immortalare i nuovi eroi dello sport. La boxe sgomita e acquista nuove location come dimostra Rai2 che l’ha messa in onda dopo la mezzanotte. Ci sono anche personaggi dello spettacolo, dello sport e della politica. Sono in ordine sparso, per cui diventa impresa titanica stanarli. Ci piace segnalare tra gli altri Max Tortora, diventato ormai uno degli habituè, che stavolta ha coinvolto Antonello Moroni, protagonista della serie “I Cesaroni” e Daniele Costantini. Vedere salire sul ring Roberto Morassut, Assessore all’Urbanistica, per ricevere una targa ricordo fa un certo effetto, ma pian piano ci stiamo abituando godendo di questa rinascita, targata BBT, della boxe romana e poter dire un giorno come nei mitici anni ’60 “Io c’ero”.

20071124-palazzetto-con-marinelli-e-petrucci-153.jpgLa riunione comincia cronometrica alle 20,30 alla presenza di Enza Jacoponi, Segretario EBU, e Antonio Del Greco, Vicepresidente Vicario della Federazione, e di Gualtiero Becchetti, che consegnerà sul ring per la WBA la Cintura di Campione Intercontinentale. I primi a salire sul quadrato sono i dilettanti. Buccheri, beniamino di Casalbruciato, e l’abruzzese Di Monte. L’allievo di Rossi e Ceccardi ha il professionismo nel sangue, sembra imminente il suo passaggio nelle fila della BBT, e lo dimostra muovendosi con agilità e con perfetta scelta di tempo. Di Monte, più alto, per due round è soggiogato dall’abilità del suo avversario,che negli altri due round cala di ritmo, soprattutto per un peso abbondante che non è il suo. Per assegnare il verdetto a Buccheri non ci sono problemi.

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Il ringannouncer Valerio scandisce il primo match tra professionisti. “Chico” Califano ha ormai innumerevoli ammiratori. Ragazzo, di poche parole, sul ring è spietato. La boxe è il suo pane quotidiano e il suo mestiere. Lo dimostra facendo spiovere al corpo e al volto di Wladimir Borov mazzate paurose. Il gancio sinistro fa subito bingo e il bulgaro si adagia al tappeto come uno straccio. Si rialza a fatica Borov ma Califano manca della freddezza necessaria per finirlo. Borov fa di saggezza virtù e pedala all’indietro girando attorno al ring. Il bulgaro forse capisce che terminare sconfitto ai punti con questo Califano è già un successo. L’allievo di Piatti pian piano aumenta il suo repertorio: oltre al gancio, sia con il destro che con il sinistro, abbiamo intravisto un montante con traiettoria corta niente male. Borov “viaggia” e lega, è evidente che la sua meta è arrivare al termine e lo fa subendo anche un richiamo.

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Una riunione con 5 romani( considerando anche i dilettanti) è un richiamo di abbondanza per la capitale del ring. Tocca quindi ad Adriano Cardarello, il cucciolo di San Basilio coi suoi 21 anni, anche se ormai si sta abituando al titolo di Wonder Boy. Il ragazzo ha di fronte un francesino, Benjamin Carlier, niente male. L’allievo di Carlo Maggi prova a scardinarne la difesa a riccio con colpi chirurgici al corpo. Il transalpino si muove bene sul ring e prova a reagire passando sotto il jab di Cardarello, il quale capisce che forse è meglio non avventurarsi in scambi pericolosi e portarsi a casa la quinta vittoria.
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E’ la volta quindi del primo dei due match clou. Giorgio Marinelli affronta Peter Semo, pugile dell’ Uganda, con tessera svedese. Si dice un gran bene di questo Semo e il ring diventa un libro aperto appena inizia il match. Il negro si muove bene accompagna i colpi con il movimento della spalla, porta un ottimo sinistro di rottura, mentre il destro lo veste con un abito da sera in attesa del momento opportuno. Giorgio prende il centro del ring e lo pressa sparando colpi isolati alla ricerca del punto debole. Nel secondo round il pugile di Torre Angela parte con il montante sinistro e prova a forzare l’andatura. Nel quarto round Marinelli carica i suoi colpi concentrandosi al corpo dell’avversario. Intanto emerge la prima verità: Peter Semo incassa molto bene e lo dimostra con l’imperturbabilità del proprio volto. Marinelli inizia il quinto round facendosi il segno della croce. Un suo destro sorprende Semo e c’è uno scambio mozzafiato che fa scattare in piedi il pubblico. Il pugile ugandese impone maggiore continuità ai suoi colpi e guadagna un po’ di terreno perduto. Il match è equilibrato, non sfugge il fatto che i due si rispettino per cui diventa una partita dove l’errore può essere fatale. Nel decimo round il gancio corto di Marinelli trova la traiettoria giusta e Semo dà un piccolo segno di insofferenza. Nell’ultimo round  Marinelli spezza l’iniziativa di Semo con una raffica di jabs. Sul verdetto, anche se il match è stato equilibrato, sono in pochi a dubitare. La lettura dello speaker Valerio è inequivocabile:  Poppi 115 a 113 per Marinelli, Carrozza 116 a 113 per il nostro, mentre Jan Teleki spara un 119 a 111 per Marinelli che sinceramente non ha né capo né coda. Quello di ieri sera senz’altro non è stato il miglior Marinelli, ma forse ciò è proporzionato alla pericolosità di questo Semo, che ha lasciato una buona impressione. Oltrettutto a fine match il giovane ha confessato di aver avuto a partire del 5 round la spalla in disordine. Dopo la lettura Gualtiero Becchetti consegna la bella Cintura WBA, il campione Intercontinentale dei superleggeri è Giorgio Marinelli, che viene issato e portato in trionfo dai suoi fans di Torre Angela.

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La chiusura è affidata al match tra Daniele Petrucci e Toni Lauri. Accompagnano il pugile di San Basilio l’inossidabile Carlo Maggi e l’onnipresente Sergio Calì; Lauri è invece accompagnato dal fratello Giuseppe, dal padre e dal procuratore Salvatore Cherchi. Il pugile di Tradate ha nel Palazzetto un bel numero di tifosi che si fanno sentire. In palio è il titolo dei welter per l’Unione Europea, ma soprattutto quello che conta è la sfida tra italiani che tanto piace alla gente. Inizia bene Petrucci: i suoi colpi corti sorprendono con una traiettoria precisa l’avversario che però nel finale risponde per le rime. Il match mantiene tutte le aspettative un montante e un gancio sinistro del romano vanno a segno. Segue un violento scambio a cui fa da cornice il gancio destro di Lauri, ripagato con identico colpo da Petrucci. I colpi sono pesanti e c’è la sensazione che il match non veda il termine delle 12 riprese. Sic est…Nel terzo round in uno scambio feroce le due teste s’incrociano accidentalmente. I due pugili sono segnati, ma dall’occhio sinistro di Lauri il sangue scorre come da una fontanella. L’arbitro Barrovecchio fa intervenire il dottor Ricagni, la cui mimica facciale è inequivocabile per designare la fine del match. Non c’ è attesa spasmodica per il verdetto che è un pari tecnico. La poltrona UE dei welter è ancora vuota. La macchina organizzativa si dovrà rimettere in moto per un altro match tra Petrucci e Lauri.
RISULTATI
Dilettanti
Mediomassimi: Buccheri (Casalbruciato) b. Di Monte (Abruzzo).
Professionisti
Superwelter: Adriano Cardarello (BBT – kg. 69,900) b. Benjamin Carlier (Francia – kg. 67, 600) a.p. 4. Leggeri: Simone Califano (BBT – kg. 60,400) b. Wladimir Borov (Bulgaria – kg. 60,600) a.p. 6. Intercontinentale WBA superleggeri: Giorgio Marinelli (BBT – kg. 63,240) b. Peter Semo ( Uganda – kg. 63,460) a.p. 12 (Arbitro Quartarone). Titolo UE welter: Daniele Petrucci (BBT – kg. 66,300) e Antonio Lauri (OPI 2000 – kg. 66,140) pari tecnico 3 (Arbitro Barrovecchio M.).
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Lamusta, Marzuoli, Quartarone, Barrovecchio M., Poppi, Carozza, Teleki, Cavalleri.
Medici: dott. Italo Guido Ricagni, dott. Emiliano Bonanni.
                  

Di Alfredo

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