Molti hanno potuto seguire in televisione il match che ha visto il ritorno di Vitali Klitschko contro l’africano Samuel Peter avvenuto l’11 ottobre in un’ Arena berlinese, gremita di gente. In quell’occasione il pugile ukraino ha riconquistato, dopo 4 anni di assenza, il titolo mondiale per la WBC della massima categoria. L’arbitro di questo match, che senz’altro passerà alla storia, era il nostro Massimo Barrovecchio, romano di 53 anni, che fece la sua bella figura dirigendo alla perfezione. Domani Barrovecchio volerà per raggiungere il Palazzetto dello Sport di Cagliari per arbitrare Luciano Abis – Yacine Chouaou, ma partirà con un grosso riconoscimento, ricevuto in giornata con una comunicazione, avuto dalla W.B.C. che lo ha designato come arbitro dell’anno per il 2008.

Da tenere presente che durante quest’anno Barrovecchio ha diretto in precedenza un altro mondiale importante: quello che ha visto la vittoria di Timothy Bradley su Junior Witter tra i superleggeri. Una carriera quella del nostro arbitro che ha avuto inizio nel 1980, entrando nel novero dell’ EBU dal 1995 e della WBC dal 2001.
I complimenti e gli auguri giungono da tutto il pugilato italiano per questo importante riconoscimento a testimonianza della grande tradizione e della validità della nostra classe arbitrale.

Di Alfredo

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