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Nel mondo: Beterbiev re dei mediomassimi IBF, Mohoumadi conferma europea. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Nel mondo: Beterbiev re dei mediomassimi IBF, Mohoumadi conferma europea.

Artur-Beterbiev-v-Enrico-Koellingdi Giuliano Orlando

A Fresno in California, il russo Artur Beterbiev (12) uno dei pilastri della nazionale tra il 2006 e il 2010: mondiale 2009 a Milano, due europei 2006 e 2010, fuori dal podio a Pechino 2008 e Londra, come ai mondiali 2011, aggiunge agli allori in maglietta il titolo mediomassimi IBF, distruggendo a fuoco lento il tedesco Enrico Koelling (23-2), sfidante i cui meriti erano tutti da scoprire e sul ring ha mostrato solo la ferma volontà di arrivare alla distanza. Ci è andato vicino, fino a quando nell’ultimo round le forze gli sono mancate e i colpi di Beterbiev lo hanno costretto alla resa. Per una nuova conquista, in Messico a Guanajuato, l’inossidabile Mariana Juarez (47-9-4), 37 primavere alla grande, costringe a miti consigli

Alesia Graf (29-7), bielorussa di nascita, coetanea della campionessa che ha retto per sei round. La messicana attiva dal 1998, mantiene l’iride gallo WBC con più facilità del previsto e i suoi mentori, pensano di offrirle l’opportunità nei supergallo per uno storico tris. La Juarez nel 2011 a Polanco la sua città, scalzò la nostra Simona Galassi dal titolo mosca, dopo aspra lotta.

Al Nassau di New York era di scena l’ercolino del momento, parliamo di Jarrel Miller, nato a Brooklyn 29 anni fa. Non più giovanissimo, con un passato negli sport da combattimento, attivo nella World Combat League ha attraversato i binari delle Kick e della Muay Thai. La boxe lo ha visto sul ring nel 2007, a vent’anni incamera Golden Gloves e nel 2008 passa tra i prize fight. Pochi centimetri sopra l’1,90, ha una muscolatura impressionante. L’omino Michelin è un disossato al suo confronto. Pesa 128 kg., senza un etto di grasso. Nonostante questo ingombro di fibre ha buona velocità e sta migliorando ad ogni incontro. L’ultima fatica lo ha visto affrontare il polacco Mariusz Wach (33-3) che nonostante i 37 anni, resta un test valido, avendo alla spalle una carriera più che dignitosa. Nel 2012 ha retto i 12 tempi contro Vladimir Klitschko, che metteva in palio quattro cinture (IBF-IBO-WBO-WBA), prima di Miller, l’unico che lo aveva messo al tappeto era stato il russo Alex Povetkin nel 2015. Il secondo è stato questo americano di belle speranze, al sesto tempo dimostrando di avere qualità notevoli. La Matchroome che lo gestisce ha in mente di allestire la sfida contro l’inglese Dillian Whyte (22-1) recente vincitore di Robert Helenius (25-2) il pallido svedese apparso rinunciatario. Chiaro che entrambi puntano ad Anthony Joshua la gallina nera dalle uova d’oro.

In Francia a Montigny-Le-Bretogne, il campione europeo supermedi Hadillah Mohoumadi (23-4-1) 37 anni ha domato a fatica lo sfidante Christopher Rebrasse (25-5-3) 32 anni, che nel 2012 superò in Italia il nostro Andrea Di Luisa per l’UE. Match intenso di ottimo livello a conferma della salute ottima di cui sta godendo la Francia, che ha ritrovato Canal Plus e si riscopre ricca di campioni. In Italia stiamo a guardare. Si riprende 24 novembre a Roma con Kolaj, De Carolis, Ranaldi, Di Luisa e Falcinelli, ad Avezzano con tricolore massimi tra Cardillo e Di Bernardino in rivincita: In programma Valentino e Di Russo. In precedenza il 18 boxe a Pescantina (Verona) con Boschiero e a Cento (Ferrara) col rientro di Caccia ex tricolore, Bruzzese, Nik Esposito e l’esordio in Italia di Samuel Gonzales del Venezuela. Il 25 a Cinisello Balsamo (Mi) per la OPI82 dei Cherchi sul ring Maxim Prodan, Donatello Perrulli, Samuel Nmomah, Matteo Rondena e Vadim Gurau, Niente male.

Il 18 novembre a Belfast nell’Irlanda del Nord, doppia sfida iridata. Nei supermosca, Jamie Conlan (19), fratello maggiore di Michael, professionista a sua volta, le cui vittorie in maglietta, (europeo e mondiale 2015, bronzo a Londra 2012) intendono essere ripetute nei pro. Jaime prova a scalzare il tosto filippino Jerwin Ancajas (27-1) titolare IBF più esperto e favorito. A seguire gallo WBO, col derby sudafricano tra lo sfidante Siboniso Gonya (11-1) e il campione Zolani Tete (25-3), 29 anni, un curriculum su ring iniziato a 12 anni. Pro dal 2006, il longilineo mancino, già iridato supermosca IBF (2014) ai danni di Teiru Kinoshita, battuto a Kobe (Gia), salito nei gallo nel 2016, promosso campione d’ufficio, dopo aver conquistato l’interim lo scorso aprile a Leicester superando Arthur Villanueva (Fil). Tra le note personali, oltre ai 400 incontri da dilettante, con sole 3 sconfitte, ricorda la prima contro il fratello maggiore al limite dei 26 kg.