De CarolisGiovanni De Carolis (+ 24, – 6, =1) si appresta alla sua quarta puntata in Germania dove ha numerosi fans a cominciare dalla colonia italiana. Stasera 5 novembre dentro la MBS Arena di Potsdam farà molto caldo per vari motivi oltre al prevedibile pienone. E’ la quinta volta che insieme ai suoi maestri di sempre, Italo Mattioli e Luigi Ascani, si presenta davanti al pubblico teutonico che già ha avuto modo di apprezzarlo prima contro Arthur Abraham, poi con Vincent Feigenbutz 2 volte, e adesso se la dovrà rivedere con Tyron Zeuge (+ 18, = 1) che nel precedente match lo aveva costretto al pari dopo 12 accese riprese, anche se il verdetto aveva penalizzato l’italiano. Una trasferta insidiosa che il romano sembra affrontare con il piglio giusto, consapevole di non concedere niente al suo avversario magari accarezzando una soluzione prima del limite, anche se non facile da attuare. Sauerland, l’organizzatore, confida che il suo pupillo stavolta riporterà a casa quel titolo Wba dei supermedi senza tentennamenti. Non sembra sfiorargli minimamente l’idea che “l’ architetto” romano gli costruisca in casa un altro dispiacere. Zeuge è preparatissimo e scalpitante, ma la stessa cosa vale anche per De Carolis, atleta serio e intelligente. Gli esperti tedeschi fanno leva sul fatto che il giovane Tyron ha combattuto per sei riprese con un braccio in disordine, la cosa lascia un po’ perplessi visto che le ultime due riprese sono state le migliori disputate dal tedesco. Logicamente si gioca una partita a scacchi dialettica come fa il rappresentante per vendere il suo prodotto. Resta comunque il fatto che Zeuge è un ottimo elemento, molto veloce e bene impostato. Ha appena 24 anni e ha tutto il tempo per migliorare, mentre da parte del romano i 32 anni segnano la maturità raggiunta, ma pure qui siamo in zona congetture, perchè il nostro ha messo in evidenza miglioramenti non indifferenti di cui ne ha fatto le spese Feigenbutz maltrattato nel 10mo e 11mo round quando l’arbitro Padilla ha detto basta, liberando il tedesco da un incubo. Dicono che Feigenbutz ha più potenza di Zeuge, ma è meno veloce. Sauerland crede molto in questi due ragazzi, peccato che mister “spaghetti” gli ha rovinato le uova nel paniere. Dal canto suo De Carolis ha accettato di buon grado la trasferta. Una saga Italia-Germania dove ci si potrebbe infilare Arthur Abraham vincitore di Giovanni tre anni fa, solo che da allora molta acqua è passata tra il Tevere e il Reno. E a Roma che si fa? Praticamente tutto tace con la stampa che ha aspettato la vigilia per mettere nero sul bianco dei giornali in una sorta di dovere giornalistico, mentre avrebbe dovuto essere un onore come avviene in altre parti. La boxe è in crisi da noi, ma è una crisi fittizia visto che De Carolis, che tra l’altro non è stato mai campione d’Italia e d’Europa, ha rimescolato le carte con una scala reale fatta tutta di bravura. Tutto si può con i nostri atleti, basterebbe il guadagno mensile di un giocatore medio per poter imbastire una o più riunioni con i fiocchi e soprattutto con il mondiale in palio. E’ utopia, ma non impossibile. Ricordo una riunione di carattere mondiale, organizzata in quattro e quattr’otto dai soci di un club romano sul Tevere. Purtroppo parliamo di una ventina d’anni fa.

Intanto rimaniamo aggrappati al carro di Giovanni De Carolis, ma soprattutto alla sua tranquillità, segno inconfondibile di temperamento da primattore.

Il programma

WBA World Super Middleweight Championship:

Tyron Zeuge: 76 kg

Giovanni De Carolis: 75.6 kg

Super Middleweight – 10 Rounds:

Stefan Haertel: 76 kg

Adasat Rodriguez: 75.8 kg

Cruiserweight – 8 Rounds:

Artur Mann: 90.9 kg

Adam Gadajew: TBC*

Heavyweight – 8 Rounds:

Burak Sahin: 102.3 kg

Ferenc Zsalek: 101.1 kg

Vacant GBU World Welterweight Championship:

Deniz Ilbay: 66 kg

Anzor Gamgebeli: TBC*

Cruiserweight – 6 Rounds:

Kai Robin Havnaa: 89.5 kg

Ihar Karavaeu: TBC*

Middleweight – 6 Rounds:

Patrick Wojcicki: 72.2 kg

Frane Radnic: 71.8 kg

Middleweight – 6 Rounds:

Arman Torosyan: 71.5 kg

Attlia Koros: 72.4 kg
(al. br.)

Di Alfredo

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