2crtelloneservidei30020qz1.jpg Con la maestria di sempre e la solita cura dei particolari, anche a Ravenna l’organizzazione della manager Rosanna Conti Cavini ha messo in scena una grande serata di boxe internazionale al Pala De André di Ravenna, in cui si sono tenuti addirittura due titoli valevoli per l’Ebu dei pesi piuma: quello per il titolo Europeo tra Alberto Servidei e lo spagnolo Sergio Blanco, e quello per l’Unione Europea tra i compagni della boxe “Rosanna Conti Cavini-Gattopard” Domenico Urbano e David Chianella, più l’incontro tra i leggeri Valbonesi e Mantegna.


La serata è iniziata con tre incontri tra dilettanti, tutti sulle quattro riprese da due minuti. Primo incontro tra i pesi medi Alessio Dainelli (Pug. Grossetana) e Yuriy Halaychuk (Tricolore Reggio Emilia), che si è chiuso con il successo ai punti del secondo; quindi i pesi massimi Francesco Minozzi (Pug. Grossetana) e Prospero Troiano (Tricolore Reggio Emilia) con verdetto pari;  stessa soluzione per l’ultimo incontro, i leggeri Tsupilo Vadim (Pug. Grossetana) e  Andrea Rebecco (Boxe Parma). Incontri tutti piacevoli e tirati, con ovvia soddisfazione per il maestro Vincenzo Botti di Grosseto.
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La serata entrava subito nel vivo con l’incontro per il titolo dei piuma dell’Unione Europea tra due italiani, il detentore Domenico Urbano e lo sfidante, e campione italiano della categoria, David Chianella. Con il palazzetto che iniziava a farsi gremito, aveva avvio l’incontro che segnava un vero e proprio spartiacque nelle carriere dei due pugili: per Urbano si trattava della quarta difesa e del possibile lasciapassare per il titolo Europeo vero e proprio, per Chianella l’opportunità di dare uno scatto importante alla sua attività. Dopo una prima ripresa piacevole ed equilibrata, con scambio di pugni valido anche a livello tecnico, Urbano sembrava prendere l’iniziativa sfruttando il centro del ring e impegnando Chianella, che era bravo e coraggioso a recuperare anche da un fortuito colpo basso che gli tirava il campione. Incontro piacevole che scaldava anche le opposte tifoserie, abruzzesi per Urbano, umbri per Chianella, e una terza ripresa di grandissimo livello emozionale, con ottimi colpi al viso e ganci alla figura di Urbano, cui Chianella replicava con un ottimo gancio destro al volto e altre azioni importanti ma certamente meno consistenti di quelle subite. Più potente quindi Urbano, ma anche Chianella cercava di farsi rispettare. Dopo un quarto round in cui si notava la maggiore intraprendenza e precisione di Urbano, cui l’avversario rispondeva con brevi fiammate, la quinta ripresa viveva di grande intensità ed equilibrio, con pochi ma decisi interventi dell’arbitro Legland. Forse i colpi più sostanziosi erano del campione, ma anche Chianella favoriva lo spettacolo. Sul finale del round un’azione decisa a due mani di Urbano metteva in grave difficoltà Chianella, che sembrava reagire poi, portato all’angolo, abbandonava le difese e costringeva l’arbitro, a quindici secondi dalla fine del tempo, a fermare l’incontro. Nonostante un gran cuore, e le lacrime che scendevano calde, Chianella si doveva inchinare alla maggiore potenza di Urbano, che era commovente per come abbracciava immediatamente l’avversario e gli alzava il braccio in segno di rispetto. Anche nell’intervista con Mattioli e Benvenuti, il campione di Vasto, riconfermatosi al titolo che detiene da oltre tre anni, chiedeva quell’occasione importante che pensa di valere, e plaudiva alla preparazione e al coraggio dell’avversario, Chianella, che resta comunque campione italiano. Il maestro di Urbano è Eugenio Iovannelli, quello di Chianella è Gianni Burli.

Wesley Valbonesi, che è di Forlì, giocava praticamente in casa contro il ciociaro Luigi Mantegna, team De Clemente, per un incontro sulle sei riprese per i pesi leggeri. Era evidente la maggiore eleganza e pulizia nel gesto tecnico di Valbonesi, ma anche il buon impegno di Mantegna. I primi due round erano così equilibrati ma con maggiore preferenza per il giovane pupillo di Rosanna Conti Cavini. Valbonesi, seguito dal maestro Christian Graggilone, imponeva il suo ritmo a Mantegna e metteva in mostra qualche buon colpo nella terza ripresa, soprattutto con i diretti alla distanza. Mantegna pareva iniziare meglio la quarta ripresa, con Valbonesi che prendeva fiato e lasciava l’iniziativa, per poi rientrare e riequilibrare le sorti del round. Quinto round tutto per Valbonesi, che oltre la tecnica faceva vedere anche un po’ di potenza, e lo spettacolo offerto a un buon pubblico presente restava gradevole. Sesta ripresa sulla falsariga delle precedenti e meritata vittoria di Valbonesi, alla quinta affermazione da professionista, e strada che continua verso il titolo italiano.
In attesa del match valevole per il titolo Europeo, Franco Ciardi intervistava sul ring i fratelli Loris e Maurizio Stecca e Valerio Nati, glorie dello sport romagnolo che sono stati campioni italiani, europei e mondiali, con Maurizio anche medaglia d’oro olimpica. Anche Walter Cevoli, campione italiano dei mediomassimi, e Gianni Gelli dei mosca, prendevano la parola per sostenere Servidei.
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Autorità sul ring per il match clou per il titolo Europeo tra il ragazzo di Ravenna, Alberto Servidei, alla sua prima difesa dopo la vittoria di maggio sempre a Ravenna, e lo spagnolo imbattuto Sergio Blanco. Presente il segretario generale della Fpi, Riccardo De Girolami, mentre Franco Ciardi salutava i nostri militari in servizio in Libano che stavano guardando dalla Tv. Applausi anche per Antonio Lontani della società Lorenz, sponsor e promotore della serata, e per l’assessore allo sport Susanna Tassinari. Tribuna piena per gli inni nazionali e incredibile striscione per Alberto: “Servidei gonfialo, sennò ti gonfiamo noi”! Con i suoi incredibili tatuaggi in tutta la parte superiore del busto, Blanco iniziava di buona lena con continui attacchi ben amministrati dal campione europeo, alla ricerca della risposta pesante. L’arbitro inglese Vann vigilava con tranquillità e la ripresa se ne andava equilibrata. Sostenuto anche dalla bella fidanzata Mara La Neve, fresca campionessa mondiale di kickboxing, Servidei studiava la maniera per penetrare le buone difese dello sfidante, e piazzava qualche discreto colpo senza però troppa potenza e denotando qualche errore di misura e di piazzamento. All’angolo dell’italiano Gennaro Esposito e Ciro Musella, che chiedevano al ragazzo una maggiore intraprendenza e i tempi giusti per gli affondi. A metà del terzo round Servidei si accendeva e piazzava qualche buon colpo, con Blanco sempre però attento a non scoprirsi. Il match si scaldava finalmente nel quarto round, con Servidei che si faceva nettamente preferire, e con decisione si aggiudicava la ripresa. Un gran sinistro dritto del campione iniziava la quinta ripresa ma la mancanza di continuità faceva restare nel match lo spagnolo, i cui affondi non parevano però particolarmente fastidiosi. Un destro di Blanco e un colpo alla figura di Servidei terminavano un altro round forse per il ravennate. Nel sesto round testata involontaria di Blanco e ferita nel sopraciglio destro di Servidei, bravo a continuare nell’azione e a piazzare i colpi migliori. Il sangue nell’occhio di Servidei impediva al campione di fare una fine della ripresa importante, e al suo angolo si lavorava alacremente per tamponare il danno. Settima ripresa equilibrata, con Blanco che cercava di approfittare della ferita, che certamente metteva in imbarazzo il romagnolo, e in parte ci riusciva. Il pubblico capiva le difficoltà di Servidei e lo incitava a gran voce, ma il sangue gli sgorgava sul viso anche dal naso e lo infastidiva. Blanco, del resto, si confermava l’avversario temibile che si credeva alla vigilia. Alberto ci metteva coraggio ma superare un handicap come quella ferita sanguinante non era semplice. All’inizio della nona ripresa Vann chiedeva l’intervento di Mario Imeneo Sturla, medico dell’incontro, che fermava il match. Nonostante la gioia dell’angolo di Blanco, si doveva andare alla lettura dei cartellini, e i momenti si facevano drammatici, visto l’equilibrio del match. Era il supervisore Marco Giuliani che doveva fare i conti, che davano questo risultato: giudice Salzgeber 77-76 Servidei; giudice Legland 76 pari; giudice Rukavina 76-78 Blanco e verdetto quindi pari, contestatissimo dall’angolo spagnolo, che lasciava la cintura di campione Europeo ad Alberto Servidei. Entrambi i pugili mantenevano così la propria imbattibilità.
Serata interessante e vibrante, quindi, che non ha disatteso i pronostici di spettacolo della vigilia, nonostante Servidei abbia poi confessato di aver avuto problemi fisici nella notte, che però non lo hanno condizionato. Certamente rivedremo il campione ravennate in maggiore forma e brillantezza la prossima volta, dopo aver studiato attentamente ciò che non ha funzionato, nonostante l’amaro in bocca per quella ferita che ha cambiato un match che prometteva comunque spettacolo per i tifosi e una fine decisamente migliore di quella, positiva nonostante tutto, che si è avverata.

Ufficio Stampa RCC boxe
Andrea Bacci –  www.rosannaconticavini.it

Di Alfredo

2 pensiero su “Un pari salvatitolo per Servidei”
  1. Ma il match te lo hanno raccontato o lo hai visto di persona? Se hai scritto riferendoti al match Servidei-Blanco,forse hai confuso la cronaca con un altro match. E finiamola una buona volta..il nostro ha perso in modo inequivocabile.
    Saluti

  2. Non sono assolutamente d’accordo con il verdetto e con il Vs. articolo; non è stato un incontro equilibrato ma dominato dallo spagnolo che aveva nettamente vinto ai punti. Per me certi verdetti e poco coraggio da chi li commenta non fa altro che far male alla “nobile arte” che io amo appassionatamnte.

    Saluti.
    Mario Bibolini (La Spezia).

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