Il 30 dicembre 1981 a Loano, in provincia di Savona, il peso piuma Giuseppe La Vite prese parte alla riunione imperniata sul campionato italiano superpiuma tra il titolare Raininger e lo sfidante Paciullo, ed affrontò sulla distanza delle 8 riprese il tunisino con licenza svizzera Larbi Houidi, vincendo il confronto con decisione ai punti. Il siciliano, originario di Camporeale, in provincia di Palermo, si affacciò al professionismo nel marzo 1980, dopo aver indossato per due anni consecutivi la fascia tricolore agli assoluti: nel 1977 a Napoli, tra i pesi gallo, e nel 1978 a Castelfranco Veneto, nei pesi piuma. Cresciuto a torso nudo senza accelerazioni precipitose, arrivò con il record intatto al primo campionato italiano, vacante, sostenuto nel luglio 1983 a Siracusa, con il locale Salvatore Melluzzo, contro il quale perse nell’ottavo tempo quando l’arbitro lo squalificò. La Vite tornò ai successi militando tra i superpiuma, nella cui categoria giunse a competere per il titolo italiano nell’aprile 1985 a Chiavari, in provincia di Genova, sfidando il campione Marco Gallo, sconfitto sulle 8 riprese nel settembre di tre anni prima. Nel confronto titolato il risultato fu decisamente diverso per il siciliano che venne fermato nella quinta sessione. In settembre La Vite ottenne una nuova chance da Gallo e si giocò la carta tricolore a Lucca, dove una ferita lo eliminò nella decima frazione. Il siciliano salì sul ring ancora una volta, nel maggio 1986, e dopo quella vittoria lasciò il pugilato con il record di 28 incontri: 25-3-0.

Fonte www.sportenote.com

 

Di Alfredo

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