Il più eloquente risultato ottenuto dall’italo-americano Danny Nardico porta la data del 31 dicembre 1952, nella quale affrontò l’avversario più eminente della sua carriera, l’ex campione del mondo dei pesi medi Jake LaMotta, altro statunitense figlio di immigrati italiani. Sul ring allestito nel Coliseum di Coral Gables, in Florida, il match durò 7 riprese e si concluse alla fine di quel round quando “Bronx Bull” venne fermato dai suoi secondi. Un potente destro di Nardico obbligò al tappeto l’avversario, che superò il conteggio dell’arbitro ma venne fermato dai suoi secondi durante l’intervallo, prima dell’ottavo round. Nardico debuttò a torso nudo in California, nell’agosto 1949, e si trasferì in Florida una anno dopo, alimentando la sua fama di combattente spettacolare con prestazioni significative. I continui successi calamitarono le attenzioni di organizzatori di Chicago, New York, Cleveland, Louisville, Milwaukee ed altre città statunitensi per incontri equilibrati, dai risultati aperti a qualsiasi soluzione. In quelle trasferte affrontò sia i pesi medi Robert Villemain, Joe Blackwood e Cecil Hudson che i pesi massimi Nick Barone, Harry Matthews, Bill Wilson, Dan Bucceroni, Larry Watson e Charley Norkus. Tra i mediomassimi perse dall’ex campione mondiale Joey Maxim e sconfisse Reuben Jones, Dick Wagner e Lalu Sabotin, tra gli altri. Nardico sostenne l’ultimo incontro nell’ottobre 1956, dopo un anno d’inattività, e lasciò la boxe con il record di 68 combattimenti: 51-13-4.

Fonte www.sportenote.com

Di Alfredo

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