di Adriano Cisternino

articles-55790.jpg Dicono che la boxe sia uno sport in via di estinzione. Almeno in Italia. Il tempo ci dirà la verità. Per ora possiamo solo constatare (con piacere) che scrittori, pubblicitari, cineasti continuano ad occuparsi di pugilato offrendoci a ritmo continuo esempi concreti di come uomini d’arte e di cultura scelgano questa disciplina per esprimere il loro talento, spesso con successo.

  L’ultimo esempio arriva da Andrea Di Cesare, giovane giornalista-scrittore, il quale ammette candidamente che di boxe ne sapeva poco quando – spinto da circostanze fortuite – ha deciso di esplorare questo mondo attraverso una serie di interviste a personaggi del ring di ieri e di oggi. Ne è venuta fuori un saggio su questo tanto discusso sport la cui vera essenza emerge dalla capacità dell’autore di tirar fuori dai personaggi intervistati non solo i ricordi ed i retroscena delle loro avventure sul ring, ma i sentimenti, le motivazioni, e insomma l’anima di tanti campioni di ieri e di oggi. Da Benvenuti a Lopopolo, da Mazzinghi a Zanon, da Oliva (che ne firma anche la prefazione) a Raininger, da D’Agata a Garbelli e tanti altri, il volume ci offre numerose storie del ring, ognuna delle quali ci descrive in qualche modo la vera filosofia di questo sport che è tra i più antichi e tuttavia sempre attuale, uno sport che più di tanti altri è una metafora della vita, perché è lotta, è sfida nel coraggio e nel dolore, ma in piena lealtà e rispetto dell’avversario, come sancisce l’abbraccio finale, quella specie di “terzo tempo” che il rugby ha contagiato al calcio, ma che nel pugilato esiste da sempre. E l’esempio più clamoroso di questo gesto spontaneo e sincero emerge con nobile limpidezza dal racconto che Benvenuti fa del suo incontro con Monzon in carcere.
Ma c’è un’altra pagina del libro da cui emerge che chi conosce veramente il pugilato non si lascia suggestionare dalle apparenze. E’ l’ultima pagina. A conclusione del colloquio fra l’autore e Fausto Narducci, redattore capo della Gazzetta dello sport e gran conoscitore della boxe, Andrea Di Cesare domanda a Narducci: “diresti a tuo figlio di fare pugilato? non avresti paura?” E Fausto risponde: “lo indirizzerei da un buon maestro”. E’ la sintesi di tanti discorsi sulla boxe: se la conosci, la ami.
(Andrea di Cesare – Vite da ring – edizioni libreria Croce, roma – pag.158 euro 15,00)

 

Di Alfredo

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