di Giuliano Orlando

LUCCA. Per la città capoluogo della Toscana, dalla storia millenaria, un Santo Stefano in guantoni che segna il ritorno di una cintura tricolore, assente da ben 69 anni. Era il primo maggio 1952, allorchè nel vecchio impianto si confrontarono i mediomassimi Ivano Fontana, teramano di nascita ma lucchese a pieno titolo e il mestrino di nascita, ma spezzino di residenza dove arrivò in età scolare, Gino Campagna, detto “calcio di mulo” per la potenza del destro. I due si erano già affrontati l’anno prima a La Spezia nei medi e il pugile di casa ebbe la meglio ai punti. L’anno successivo il primo maggio, stavolta a Lucca, si ritrovarono di fronte per una rivincita molto sentita e stavolta il ragazzo di casa costringe Gino Campagna alla resa alla nona ripresa, tra la gioia del pubblico lucchese. Fontana, negli anni successivi salì nei mediomassimi e conquistò la cintura tricolore a spese di Giambattista Alfonsetti. Lasciò il ring nel gennaio 1958 a 32 anni, con un record di 26+ 13- e 8 pareggi. Fontana fu anche ottimo dilettante, titolare ai Giochi di Londra 1948 dove conquista il bronzo, lo stesso piazzamento agli europei di Oslo nel 1949 e in entrambe lo occasioni a fermarlo fu l’ungherese Lazlo Papp, che vinse per tre volte i Giochi olimpici, considerato il più grande campione dei dilettanti.

Il digiuno lo hanno interrotto la Pugilistica Lucchese giunta al secolo di vita e il promoter romano Davide Buccioni. La prima organizzando l’evento col supporto del comune al Palatagliate, il secondo facendo riconoscere al pugile della sua colonia, Marvin Demollari (9-2), la qualifica di cosfidante, assieme al milanese Fateh Benkorichi (10-1-1) per la cintura dei leggeri vacante, dopo l’abbandono da parte del toscano Vario Lenti.

Si affrontano due pugili dalle caratteristiche opposte. Demollari, allievo del maestro Giulio Monselesan è un fighter per scuola e temperamento, quindi portato all’attacco, mentre Benkorichi, che nasce pugilisticamente alla Domino di Milano, del maestro Pino Caputo, dove ha disputato un centinaio di incontri, vincendone la gran parte, compreso il titolo assoluto in maglietta nel 2014, il Guanto d’Oro e la convocazione in nazionale. Nell’aprile 2017, passa pro e debutta a Londra, battendo il croato Antonio Horvatic, rientra in Italia proseguendo la striscia positiva con sei vittorie e un pari. Lo ferma il lettone Marcis Grundulis, sul ring di casa a Riga, verdetto a maggioranza, in realtà l’italiano aveva vinto netto. Da quelle parti ti danno una buona borsa col pedaggio del risultato. Il Covid 19 lo costringe ad una sosta forzata di quasi due anni. Tornando sul ring solo quest’anno, ottenendo tre vittorie, l’ultima delle quali lo scorso novembre a Bekescsaba in Ungheria, ai danni del locale David Kanales (16-22), ultimo test prima della sfida tricolore.

Il suo avversario, nasce in Albania nell’ottobre 1994 e due anni dopo arriva in Italia fermandosi a Lucca, dove frequenta le scuole. Il primo approccio agonistico sui campi di calcio, ma lo sport di squadra non lo soddisfa. Il suo temperamento da agonista predilige il confronto diretto. Quando a 17 anni, entra nel gym diretto dal maestro Giulio Monselesan – nato casualmente a Roma il 10 ottobre 1970, da settimino, tornato subito a Borgo a Mozzano, nella media Valle del Serchio, dove si trova il famoso Ponte del Diavolo a 20 km. da Lucca. Nel 1987, si trasferisce definitivamente nel capoluogo, dove inizia l’attività pugilistica da dilettante. Nel 1997 debutta nei pro, fino al 1999, con 4 vittorie, due pari e altrettante sconfitte contro Offreda e Jommarini, entrambi giunti al titolo italiano. Pochi anni dopo inizia l’insegnamento – capisce che quello è lo sport giusto. Marvin da dilettante disputa quasi 80 incontri, con l’argento al Guanto d’Oro nel 2917, superato in finale dall’abruzzese Di Tonto, dopo tre round molto equilibrati. Passa professionista il 3 marzo 2018 e inanella nove vittorie contro due sconfitte, peraltro di stretta misura, contro Nicola Henrichi e Charlemagne Metonyekpon. In questo 2021 è già salito sul ring tre volte, riportando altrettanti successi. “Marvin è motivatissimo – conferma il maestro – quindi darà il massimo per dare a Lucca la sua città adottiva il tricolore. Anche se non ci sono precedenti, conosciamo bene Benkorichi e sappiamo che è un ottimo tecnico. Lo dovremo attaccare senza dargli respiro, stancarlo e limitarne la velocità delle gambe in particolare”. Demollari ricorda un episodio: “Nel 2015 in una trasferta con la nazionale, siamo stati compagni di stanza a Nova Gorica in Slovenia. Un tipo ciarliero, abbastanza divertente, mentre io sono più riservato. Non ci siamo mai allenati assieme e tantomeno incontrati. Farò in modo che la prima volta sia positiva per me. Non posso tradire il pubblico che mi verrà a vedere e incitarmi”.

Per l’occasione il pugile milanese si è preparato alla Pugilistica APOT 1928 Ottavio Tazzi, operativa a San Donato nella zona sud Milano, dove operano i fratelli Pasqualetti che hanno voluto intestare la palestra nel ricordo del grande maestro. Una preparazione come mai in passato: “Per trovare sparring adeguati all’impegno siamo andati a Reggio Emilia facendo i guanti con De Bianchi, l’ex campione italiano a in Piemonte nel gym di Dino Orso. Non ho mai visto Fateh così in forma”. A Lucca, saranno un centinaio i tifosi al seguito di Benkorichi, che si sono mossi dal quartiere Gratosoglio di Milano, guidati da Daniele Scardina, il campione Intercontinentale protagonista all’Allianz di Milano, negli ultimi anni. Che ha rimandato il ritorno a Miami in Florida (Usa) per il Capodanno, seguendo l’amico di palestra.

Di Alfredo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi