di Giuliano Orlando

A distanza di poco più di un mese, la Matchroom Boxing Italy dei Cherchi, con la diretta DAZN e in pieno accordo con Eddie Hearn, che ha rinnovato il contratto anche per la prossima stagione, torna all’Allianz Cloud (ex Palalido) di Milano, con un cartellone di alto livello, sempre a porte chiuse, come è stato per il primo evento del 23 ottobre scorso, imperniato sul ritorno del gigante fiorentino Fabio Turchi (18-1), fermo dalla sconfitta subita a Trento l’11 ottobre 2019, contro l’inglese Tommy McCarty (16-2) che grazie a quel successo, venne scelto successivamente dall’EBU a disputare e vincere l’europeo cruiser. Una beffa per Turchi che in quell’occasione avrebbe meritato almeno il pari. Purtroppo fu determinante il giudizio dell’italiano Barrovecchio, che assegnò all’inglese un sorprendente 115-113, contro il 112-116 di Cavallari e il 116-112 dell’inglese Loughlin. Turchi dopo il rientro a Milano, dove ha dominato sui 10 round il lettone Nikolajs Grisonins (12-2-1), conquistando l’Internazionale IBF, è stato designato cosfidante dell’UE assieme al biondo francese Dylan Bregeon (11-0-1), 26 anni di Nantes, già campione di Francia, titolo lasciato vacante a metà del 2020. Il confronto si svolgerà in Italia, a Milano o Firenze a marzo. Per il francese sarà la prima trasferta. Più alto del mancino di Firenze, sfrutta bene l’allungo ed è molto mobile. Turchi dovrà impostare la tattica sulla corta distanza, facendo leva sulla maggiore potenza, anche se nelle prime riprese non avrà un compito facile. In caso di successo la OPI farà il possibile per offrire al pugile di Firenze la rivincita con l’inglese McCarty, stavolta con l’europeo in palio. La riunione del 17 dicembre è caratterizzata dal mondiale WBC leggeri ad interim tra due ex campioni d’Europa: Francesco Patera (23-3), 27 anni, belga di origini italiane e Devis Boschiero (48-6-2), 39 anni, che sembra aver dimenticato la data di nascita, visto il rendimento delle ultime stagioni. Anche se Patera parte favorito, non è da escludere che il veneto possa capovolgere il pronostico, considerata la pressione che impone agli avversari, tattica poco gradita a Patera, pugile lineare dalle lunghe leve. Il secondo mondiale riguarda la francese Malva Hamadouche (21-1), 31 anni, regina IBF superpiuma dal 2016, battendo il 10 novembre a Parigi, la boliviana Jennifer Solinas (20-4) per la cintura vacante. Sei mesi prima, sempre a Parigi, si era impossessata della cintura WBC Silver leggeri, ai danni della colombiana Emis Pacheco (17-5-2) messa KO al secondo round. La poliziotta di Clinchy, dove risiede, è tra le poche atlete a possedere il pugno esplosivo, come confermano i 17 ko sulle 21 vittorie. Pesantezza che dovette subire anche la nostra Anita Torti a Milano il 21 marzo 2015, per il vacante europeo. A nulla valse il coraggio dell’avvocato milanese, una delle pochissime donne laureate giunte alla sfida continentale. Pure la rivincita, disputata a Clinchy finì a favore della transalpina, anche se dovette accontentarsi del successo ai punti.  Alla sesta difesa, trova la giovane serba Nina Pavlovic (6-3-1), 23 anni, che nella sua pur breve esperienza da pro, ha combattuto in Svezia, Danimarca, Francia, Belgio e al secondo incontro nei pro, il 28 aprile 2018 anche in Italia, a Gambolò nelle vicinanze di Milano, pareggiando con Lorena Mascolo. Dotata di grande temperamento, farà l’impossibile per non venire travolta dalla transalpina. Tocca quindi a Luca Rigoldi (22-1-2), 27 anni, residente a Caldogno nel Veneto, che si allena a Piove di Sacco, nel padovano col maestro Gino Freo, assieme a Boschiero. Il mancino di Thiene, è alla terza difesa dell’europeo supergallo che ha conquistato in Francia il 17 novembre 2018 a Hyeres, dominando Jeremy Parodi. Prima difesa a Brescia il 25 aprile 2019 e vittoria netta sul transalpino Settoul, la seconda a Schio il 20 settembre 2019 battendo il pericoloso ucraino Yegorov. La terza è decisamente tutta in salita. Lo sfidante ufficiale è l’inglese Gamal Yafai (17-1), 29 anni, figlio e fratello d’arte, già ai vertici da dilettante, argento mondiale jr. nel 2007 a Baku in Azerbajan, bronzo agli europei senior 2010 a Mosca, battendo nei quarti il nostro Parrinello, nessun podio nel 2013 (europei e mondiali) battuto in entrambi i casi dall’armeno Aram Avagyan, Professionista dal 2014, ottiene una striscia vincente di 14 vittorie, conquistando il Commonwealth nel 2016. Lo stoppa a sorpresa il connazionale Gavin McDonnell (22-2) il 3 marzo 2018 a Sheffield, per l’Intercontinentale WBC supergallo. Cinque mesi dopo l’unica sconfitta, torna sul ring conquistando tre vittorie, tutte per KO. I pronostici sono orientati per un cambio di titolare, considerato il maggior tasso tecnico dell’inglese. Starà al mancino veneto offrire una prova superlativa e capovolgere il parere degli esperti. Può farcela? A giudizio di Alessandro Cherchi, la sfida sarà molto equilibrata, ma alla fine dovrebbe spuntarla Rigoldi: “Anche se mancherà il pubblico il campione combatte in Italia e questo è uno stimolo importante. Yafai è bravo ma non imbattibile. Personalmente lo ritengo meno bravo del fratello Khalid, che ha tentato il mondiale. Pensavo che battesse McDonnell, invece ha perduto nettamente, subendo gli attacchi dell’avversario. Rigoldi senza essere un fenomeno è uno che attacca dal primo all’ultimo minuto del match e questo alla lunga potrebbe fare la differenza”.

 

Sul ring anche un altro campione europeo, lo spagnolo Sandor Martin (36-2), 27 anni,  entrato a far parte della scuderia dei Cherchi, titolare superleggeri, al debutto in Italia, affronta il giovane Nestor Madiagra (8-9-1), 19 anni, nato in Nicaragua, residente a Venezia, attivo in Italia dove ha incontrato Morello, Valentino e Gianluca Picardi perdendo ai punti. Un test facile, utile alla prossima sfida titolata ai primi del 2021, che potrebbe vedere il mancino catalano, impegnato in Danimarca nella difesa del titolo contro il locale Enoch Poulsen (11), nativo dello Zambia, ma residente ad Aarhus dal 2002, svolgendo intensa attività dilettantistica dal 2010 al 2016, anno in cui è passato professionista. Imbattuto, ha sempre combattuto in Danimarca, nell’ultimo match contro il polacco Michal Syrowatka (22-5) ha conquistato il vacante titolo dell’Unione Europea superleggeri. E’ gestito da Bettina Palle, che ha sostituito nell’organizzazione il padre Mogen, che resta comunque il consigliere dell’organizzazione. Sempre che la OPI non abbia intenzione per Martin, di percorrere una strada extra europea, utile a salire nelle classifiche di sigla.  A completamento, il superwelter romano Mirko Natalizi (8) trova in rotta di collisione Manuel Largada (9-9-6), 26 anni di Panama, residente in Spagna dal 2012, che i milanesi ricordano molto bene, quando nel 2017 costrinse al pari Maxim Prodan dopo 6 round di fuoco e nella rivincita nel 2018, dove venne messo KO alla sesta ripresa dall’ucraino, fino a quel momento indietro nel punteggio. Per Mirko Natalizi è un match rischioso, che dovrebbe segnare il salto di qualità in caso di vittoria convincente. Ma, ripetiamo, non sarà facile. Mancato il previsto e atteso confronto per il vacante tricolore supermedi tra il verbanese Ivan Zucco (12), riscontrato positivo al Covid e il pugliese residente a Milano, Luca Capuano (11) entrambi mancini, divisi da una sentita rivalità, è stato aggiunto un altro match comunque interessante. Debutta a Milano il superleggero venezolano Samuel Gonzales (22-7), 32 anni, in Italia dal 2017, dopo aver svolto lunga attività (2013-2017) in Messico. Ottima tecnica, il 9 ottobre scorso ha combattuto a Dubai negli Emirati Arabi, contro l’armeno Havhannes Bachkov, ex campione europeo dilettanti e sul podio ai mondiali, all’esordio da pro. Gonzales ha disputando otto round dignitosi, perdendo ai punti. Avversario sarà il toscano Nicola Henchiri (8-3-2), 30 anni, uno dei pochi vincitori di Mohamed Khalladi. Nell’ultimo match del 28 giugno 2019, ha pareggiato con Giuseppe Carafa, nella sfida per il titolo superpiuma. Una riunione con i controfiocchi, alla quale seguirà due giorni dopo a Rozzano (Mi) il Memorial Saverio Parente, grande dirigente negli anni ’70 e ’80, presidente dell’Unione Lombarda e della Boxe Rozzano, un appassionato e un mecenate di cui sembrava essersi persi la memoria. In questo caso, Salvatore Cherchi che lo conobbe in quegli anni, ha voluto ricordarlo, presente la figlia Carla, con una grande riunione di cui parlerò dettagliatamente in un prossimo articolo.

 

Di Alfredo

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