di Giuliano Orlando

Il 2020 passerà alla storia come l’anno del Covid 19, il più allucinante della storia in assoluto. Il mondo del dilettantismo, ha spezzato in due il calendario, annullando tra marzo e agosto l’attività, salvo qualche episodio, peraltro deprecabile, avvenuto in Nicaragua, Cile e Peru. Stop avvenuto in pratica dalle qualificazioni europee per Tokyo, allestite a Londra dalla Task Force in sostituzione dell’AIBA, interrotte con colpevole ritardo il 18 marzo, con un comunicato che grondava bugie e impreparazione, tanto che diversi atleti e tecnici sono tornati a casa, infettati dal Covid e messi in quarantena, compresi alcuni azzurri. Per fortuna senza conseguenze. Il torneo londinese dovrebbe riprendere e concludersi sulla carta, dal 22 al 26 aprile, ma la situazione in Inghilterra non sembra delle migliori, anche se il vaccino è già in distribuzione. L’Italia ha ancora in lizza Fiori (81) e Mouhaiidine (91), mentre Cappai, Maietta, Di Lernia, Cavallaro, Mangiacapre e Russo sono stati eliminati subito. Il settore femminile ha tutte le cinque azzurre ancora presenti, Cosentino e Carini nei quarti, ad un match dalla promozione, mentre Testa, Nicoli e Severin debbono partire dai quarti e i sorteggi scriteriati della Task Force le ha penalizzate niente male. Tra l’altro la Nicoli è stata operata recentemente, nel silenzio generale, e non sarà facile possa tornare al meglio per aprile. Grazie alle aperture cervellotiche di Kim e Wu, i due ex responsabili AIBA, tra cui l’apertura al professionismo, a Tokyo vedremo sul ring pugili passati professionisti che si sono allenati negli USA e hanno fatto esperienza e allenamenti con i migliori top-ten. Per fare un esempio, il massimo uzbeko Jalalov, campione del mondo in carica (2019 a Ekaterinburg) battendo in finale il kazako Kunkabayev che lo aveva nettamente sconfitto ai mondiali di Amburgo 2017 nei quarti.  Un esempio, non certo l’unico che si ripete anche nel settore femminile. Nella recente serata tenutasi a Milano, ha combattuto la professionista francese Maiva Hamadouche, 31 anni, campionessa del mondo superpiuma IBF con un record di 22 vittorie e una sola sconfitta, presente agli europei dilettanti 2019 a Madrid, dove perse in finale dalla finlandese Potkonen la sua bestia nera, a sua volta veterana di 39 anni, due martelli nei guantoni, presente alla selezione di Londra, come la francese. Che senso ha la presenza di una professionista con tanto di titolo mondiale, in una rassegna che fino a ieri era il simbolo del dilettantismo. Mi chiedo quando questo sconcio verrà eliminato. E mi sorprende non poco, che il tecnico italiano Emanuele Renzini sia favorevole a questa situazione. Quale equilibrio può esserci tra la nostra Nicoli, la russa Dynnik, la bulgara Mehmedova e la kosovara Sadiku classe 1999, contro la francese che ha 10 anni di più e l’esperienza da oltre sette stagioni di professionismo, nel cui record figurano campionesse del calibro della belga Delfine Persoon (44-3) capace di tenere testa a Katie Taylor? Anche il CIO dovrebbe porsi questo interrogativo. Stiamo parlando di pugilato, disciplina di confronto diretto, che non ha attinenza con altre, dove lo scontro fisico non esiste. Dopo questo preambolo che sentivo doveroso, torno all’attività del dopo Covid 19. Tra settembre e dicembre si sono svolti tornei e campionati in diverse nazioni, sia asiatiche che europee. L’EUBC presieduto da Franco Falcinelli, è riuscito a far svolgere gli europei jr. e youth, in Montenegro e a Sofia in Bulgaria, sia pure a ranghi ridotti. Tornei e campionati nazionali, se ne sono svolti in Ungheria, Olanda, Ucraina, Bulgaria, Moldovia, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Serbia, Polonia e a Macao in Cina. L’Italia ha preso parte al Boxam in Spagna, con risultati decisamente mediocri a conferma che purtroppo il settore maschile è decisamente in crisi. Gli ultimi successi datano al gennaio 2020, al “9 Nazioni” a Sombor in Serbia, dove Irma Testa e Rebecca Nicoli raccolsero l’oro, battendo tra le altre anche le russe. Praticamente un anno fa. A settembre nella città di Luoyang, si sono svolti gli assoluti cinesi maschili. Molte le conferme, come le novità, tenendo conto che nelle ultime stagioni il passaggio al professionismo sta arrivando a numeri importanti e presto anche la Cina diverrà una potenza tra i prize-fighter. Faccio i nomi dei campioni 2020, come riferimento per i Giochi 2024 a Parigi e anche 2028, dove il CIO ha annunciato che le donne saranno presenti in sei categorie (64 kg.), mentre gli uomini scenderanno a 7, eliminando i 91 kg. Questi i campioni 2020. Kg. 49: Lin Hongfei; 52: Hu Jianguan; 57: Wan Long; 60: Pu Shaoyao; 63: Shan Jun; 69: Wan Gang; 75: Tuohetaerbieke Tanglatihan; 81: Chen Daxiang; 91: Fengkai Shandong; +91: Ahmati Memmati.                             Anche l’Ungheria ha i campioni 2020, allestiti a Gyor. Ecco l’esito delle finali femminili.  48 kg. Balogh Zsanett b. Makula Vanda 4-0; 51 Kg: Dudek Beáta b. Beri Krisztina Ute 5-0 – 54 Kg: Szabó Szabina b. Lakotár Hanna 5-0 – 57 Kg: Szűcs Szabina b.  Benke Sára  5-0 – 60 Kg:  Mezővári Kinga b. Pribojszki Kata 5-0 – 64 Kg: Halász Nóra  b. Vetró Gabriella 3-2 – 69 Kg: Hámori Luca b. Ambrus Viktória 5-0 – 75 Kg: Nagy Tímea b.Tóth Nikolett 5-0;  81 Kg: Oláh Eszter b. Szintai-Major Barbara Rsc2 – +81 Kg Fekete Bernadett b. Hoffmann Réka Rsc1. Maschile. 52 Kg:  Virbán Martin b. Csóka Nándor 4-1 – 56 Kg. Virbán Gábor b. Zuró Zsolt 5-0; 60 Kg Danyi Dániel b. Bundovics István  4-1 – 64 Kg Kovács Richárd b. Fodor Milán.4-1 – 69 Kg Kozák László  b.Gerzsenyi István 5-0 – 75 Kg Benkő László   b. Mester Soma Rsc2 – 81 Kg Tallósi Péter b. Kovács Pá 5-0 – 91 Kg Hámori Ádám b. Vincze István 5-0 – +91 Kg Kiss Levenl b. Nagy Bence 4-1.

Nel settore femminile, molti nomi nuovi nelle categorie più leggere. Assente la Toth, dopo i deludenti europei di Madrid 2019, la Herczeg conquista il titolo, dopo l’argento 2018, ma non lo conferma nel 2020, vinto dalla Balogh a spese della giovane Makula, classe 2001, titolare youth 2019. La veterana Kristina Bere, classe 1981, sulla soglia dei 40 anni, dopo aver vinto gli assoluti 2016, 2017 e 2018, pur titolare agli europei 2019 a Madrid, viene sconfitta in finale dalla Tarnoczy e nel 2020 dalla Dudek, che le vietano il poker. Superato alla grande da Sabrina Szucs, campionessa magiara dal 2016 ad oggi, tra i 54 e i 57 kg.  Nei 60 kg. la Pribojszki, dopo i titoli del 2016, 2017 2018 e 2019, si ferma all’argento nel 2020, battuta dalla Mezovar che si è presa la rivincita dopo la doppia sconfitta in finale del 2018 e 2019. Quasi incredibile il salto di categoria di Ester Olah, giunta al quarto alloro, il primo nel 2016 nei 69 kg. il secondo nel 2017 tra i 64 kg. nel 2019 ancora nei 69 kg, mentre quest’anno è salita negli 81 kg. battendo per rcs2 la Szintal in finale. Nei +81, Bernadett Fekete dopo l’argento 2018, battuta prima del limite da Adrienn Juhasz, titolare agli europei 2019, ha centrato il titolo sia nel 2019 che nel 2020. Tra gli uomini, Martin Virban, il fratellino minore di Gabor che ha trovato il terzo oro dopo il 2016 e 2019, a sua volta ha centrato il titolo del 2020 tra i 52 kg. dopo essere giunto terzo nel 2019, battuto da Attila Bernath (argento 2017 e oro 2018 agli europei youth), che ha fatto come il gambero: oro 2018 nei 49 kg. battendo Erik Szabo, argento 2019, sconfitto in finale da Szaka, terzo quest’anno a Gyor, confermando la difficoltà tra i senior a ripetere i successi tra gli youth. Cambio della guardia nei +91, Bence Nagy dopo l’oro del 2019, deve accontentarsi dell’argento, come era accaduto nel 2018 nei 91, battuto da Adam Hamori, che ha centrato il quinto oro dopo i trionfi del 2014-2015-2016-2017 e 2019. Laszlo Kozak nei 69 kg. centra il tris, come Richard Kovacs (64 kg.) entrambi vincitori nelle ultime tre edizioni. Negli 81 kg. Bence Lukacsi dopo aver colto l’oro nel 2018 e 2019, ha dovuto lasciare spazio a Peter Tallosi, già campione nel 2016, argento nel 2019 e oro quest’anno. Daniel Dandy (60) è tornato a vincere dopo il successo nel 2018, come ha fatto Laszlo Benko, che dopo l’oro nel 2014, ha dovuto attendere sei anni per il bis. La prima volta solo per Kiss Levenl (+91). Nel complesso edizione senza la scoperta di elementi nuovi. Dal 17 al 19 dicembre a Colonia in Germania si è svolto un torneo internazionale presenti pugili di Francia, India, Olanda, Ucraina, Croazia, Moldovia e Belgio. La nazionale indiana guidata dall’ex c.t. azzurro Raffaele Bergamasco, che ha svolto un stage in Lombardia, ospite del Comitato Lombardo presieduto da Massimo Bugada, ha vinto l’oro con Amit (52) tra gli uomini, e con Manisha (57) e Simranjeet  (60) nelle donne, oltre all’argento con la Sakshi (57) e Kumar (+91), mentre il bronzo lo hanno raccolto, Sonia (57), Pooja 75), Solanki e Hussamuddin (57). La Francia ha portato dieci pugili, praticamente i migliori. Tre hanno ottenuto il primo posto: il piuma Kistohurry, il leggero Oumiha (argento a Rio 2016, oro ai mondiali 2017) e il massimo Florentin, mentre altri pur quotati, quali il mosca Bilall Bennam, battuto in finale dall’indiano Amit, il medio Fendero giunto terzo come i supermassimi Mourad Aliev (argento ai Giochi europei 2019 superato dal tedesco Nelvie Tiafack  e Dijamil Aboudou. Deludenti Victor Yoka (75), Sohed Bouafia (91) e Rayane Berroouiguet (69).  L’Olanda ha vinto negli 81 kg. con Artjom Kasparian (25 anni) al primo successo internazionale, battendo in finale il giovane locale Ibragim Bazuev. Tra le donne, tre veterane sul podio più alto. Nei mosca l’ucraina Tetiana Kob, 33 anni, da oltre un decennio sul ring, si è imposta sulla non più verde tedesca Ursula Gottlob, nei welter Nadine Apetz, classe 1986, ha regolato la connazionale Leonie Muller, dieci anni meno, mentre nei medi, l’olandese Nouchka Fontijn (33 anni) in attività di quindici stagioni, con titoli europei e mondial (nel 2019 a Ulan Ude in Russia venne derubata del titolo, da una Commissione d’appello spregevole, dopo la premiazione ufficiale,  a favore della gallese Price, che aveva nettamente perso)  stavolta si è imposta sull’ucraina Chernokolenko, disputando un buon allenamento per puntare a Tokyo. La Germania ha fatto incetta di medaglie, ben 16 tra maschi e femmine. L’oro oltre a Tiafack, classe 1999, con buoni numeri, ha vinto con Deniel Trotter (69) salito di categoria dal 2018, Kevin Boyake (75) battendo in finale un valido van de Pas, olandese. Nel complesso un torneo di qualità, forse il migliore della seconda parte del 2020. A fine dicembre all’Havana, si sono svolte le selezioni per formare la squadra cubana che andrà a Buenos Aire per la qualificazione verso Tokyo, mentre a fine ottobre la Russia ha disputato gli assoluti femminili a Ulyanovsk, con diverse conferme ma anche parecchie sorprese. Di questo e altro ne parlerò in un prossimo servizio. Per quanto riguarda l’Italia, la nazione più prudente per difendersi dalla pandemia, assente dalle competizioni dallo scorso marzo, ha posticipato gli assoluti 2020 a fine gennaio 2021 in una località vicino ad Avellino, in Campania zona irpina, territorio collinare all’interno della regione, confinante con la provincia di Foggia nelle Puglie. Una cinquantina di km. da Napoli. Le elezioni per il nuovo quadriennio (2021-2024), sono state fissate a Roma, il 27 febbraio 2021.

 

Di Alfredo

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