81Q6H78UtxLDalla Pampa alla vecchia Signora, con qualche spruzzo azzurro. Qualità e personalità con la comune passione per la musica.

Tango bianconero, dai fratelli Boglietti a Dybala e Higuain. Storie e prodezze dei 26 argentini  – Salvatore Lo Presti – Bradipolibri editore – Pag. 264 – Euro 15.00.

A cominciare sono stati i fratelli Ernesto e Romulo Boglietti, approdati dall’Argentina alla Juventus. Era il 1913, epoca dei pionieri del calcio. In realtà la famiglia Boglietti a Torino ci era arrivata anni prima e i figli iniziarono in club minori. L’esordio ufficiale nel campionato 1913-14 e alla fine dello stesso anno, con l’Italia in guerra, ricevono la cartolina per la chiamata alle armi. Al termine del conflitto riprendono a giocare, vestendo la casacca dei cugini granata. Con loro, in bianconero gioca un altro italo argentino, certo Marchisio di cui i ricercatori hanno scoperto poco o nulla, anche perché dopo aver giocato alcune partite e segnato 6 gol, torna in Argentina, dove se ne perdono le tracce. In tutto sono 26, quasi tutti di origine italiana i calciatori giunti dall’Argentina per vestire la maglia bianconera. Edmondo Della Valle, che giocò nella Juve dal 1928 al 1930, passando ad altre squadre, per finire nel 1933 nel team di Nizza. A seguire Castellucci e Maglio meteore negli anni ’30. E’ la volta di Mumo Orsi, una delle stelle assolute, talento purissimo, ala sinistra deliziosa, gioca anche in azzurro e suona bene il violino. A seguire Renato Cesarini, quello della Zona, Luisito Monti, un centromediano con i controfiocchi.  Una sola stagione per Rinaldo Martino, che aveva piedi di velluto e la passione per il tango. Negli anni ’50, c’è anche un Conti, si chiama Raul, funambolo a corrente alternata, dura quattro stagioni. Lo segue Juan Vairo. La leggenda Omar Sivori, el gran Zurdo è troppo nota per essere raccontata per l’ennesima volta. Tanto genio e  qualche sregolatezza, ma un super assoluto. Humberto Rosa dura un nulla, come Salvador Calvanese. Non tutti lo sanno, ma David Trezeguet, nato in Francia è argentino a tutti gli effetti e nella Juve è stato il realizzatore più prolifico. Mauro Camoranesi arriva nel 2002, con la gestione Moggi, gioca in nazionale e lascia un gran bel ricordo. Passano Sorin e Esnaider, il rissoso Osvaldo e il più sereno Almiron e Roberto Pereyra, quindi il bisbetico domato Carlitos Tevez. Adesso è il tempo di Paulo Dybala e Gonzalo Higuain, il presente assoluto.

Giuliano Orlando

Di Alfredo

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