di Giuliano Orlando

Saverio Parente è stato per oltre un ventennio uno dei dirigenti più attivi e positivi sul territorio lombardo. Fondatore nel 1975 della Boxe Rozzano dove risiedeva, presidente della gloriosa Unione Sportiva Lombarda succedendo a Enrico Oldani, a sua volta eletto presidente del Comitato lombardo, allestendo numerose riunioni, facendo combattere i fratelli Laserra e altri allievi della società. Attivo nel mondo del pugilato fino alla fine degli anni ’90. Scomparso nel 2005, lasciando la moglie Anna e le cinque figlie: Loredana, Imma, Giuseppina, Antonella e Carla, l’ultima della numerosa nidiata, speaker, ex arbitro e oggi consigliere nel comitato regionale presieduto da Massimo Bugada, a conferma che certe radici non si dimenticano mai.  Il lungo silenzio nei riguardi di Saverio, di cui sono sempre stato in grande amicizia, è stato interrotto grazie a Salvatore Cherchi, il patriarca della OPI ’82, oggi supportato dai figli Christian e Alex, che dietro l’apparenza burbera, nasconde grandi sentimenti e, vista la lunga esperienza, non dimentica chi tanto ha dato al pugilato, e poco ha ricevuto, una volta scomparso. Saverio Parente è l’esempio classico, come Salvatore è l’eccezione alla regola. Ha chiamato la figlia Carla proponendole di allestire un Memorial a nome del papà, trovando l’adesione entusiastica del Comune. Non solo, la serata si svolgerà al Palazzetto dello Sport di Rozzano, che il 14 ottobre scorso la giunta ha dedicato alla memoria di Salvatore Laserra, il giovane pugile scomparso nel 1984. Nell’occasione del riconoscimento, il sindaco Gianni Ferretti ebbe parole importanti: “Crediamo che il palazzetto debba essere intitolato ad un atleta che abbia rappresentato per la città un punto di riferimento per le qualità sportive e morali espresse nel corso della propria vita, la passione per lo sport svolto con impegno e dedizione è un esempio per tanti giovani che possono credere nelle loro capacità lavorando duro e impegnandosi fino infondo come ha fatto Salvatore”.  Domenico Anselmi, assessore allo sport, aggiunse: “Era un impegno preso da tempo che finalmente si concretizza, un gesto doveroso per onorare la scomparsa di un giovane talento di Rozzano. La storia di Salvatore Laserra è rimasta nel nostro cuore e, a distanza di tanti anni, il palazzetto dello sport che si chiamerà PalaLaSerra contribuirà a ricordarci sempre di lui”. Il palazzetto dello sport di Rozzano ospita numerose attività sportive, dal volley al calcio a cinque, dalla ginnastica artistica alla danza, oltre ad attività rivolte alla ginnastica per la terza età e viene regolarmente utilizzato come palestra dagli studenti della scuola Luini Falcone. Nell’occasione, la sera del 19 dicembre ospiterà una grande riunione di pugilato, organizzata dalla OPI ’82 della famiglia Cherchi.

Alex Cherchi, traccia il canovaccio, che intende dare spazio a pugili in ascesa ma anche a nomi nuovi, col fermo proposito di ricostruire una base di professionisti, mancata per troppi anni. “Puntiamo sull’imbattuto welter Nicholas Esposito (12), di 26 anni, un guerriero molto spettacolare, già beniamino al Principe che troverà un avversario di tutto rispetto come Giovanni D’Antoni (11-9-3), al quale viene offerta una grande opportunità, in quanto questa sfida questa può rappresentare una semifinale ufficiosa per puntare al tricolore della categoria. Proponiamo anche un altro giovane imbattuto come il superwelter Samuel Nmomah (13), a sua volta molto potente e il debutto di tre pugili tra i quali il ventenne romano Armando Casamonica, campione italiano dilettanti in carica nei superleggeri, sul quale puntiamo in prospettiva futura. Ci auguriamo che questo appuntamento possa essere il primo di una lunga serie e non resti un evento isolato”. 

Augurio al quale mi associo, considerato lo sforzo organizzativo in una situazione di grande difficoltà a causa della pandemia. Importante l’apporto del Comune, sensibile allo sport e al pugilato in particolare. Come detto da Alex Cherchi, i due incontri principali assicurano emozioni, in considerazione delle qualità di Esposito e Nmomah. Il cremonese Nicholas, allenato dal papà, dopo una carriera in maglietta non priva di soddisfazioni, nel 2016 ha debuttato nei pro, ottenendo una striscia di dodici vittorie senza alcun inciampo, facendo della continuità offensiva, la caratteristica principale. L’ultimo successo il 19 settembre scorso a Cernusco sul Naviglio a spese dell’esperto collaudatore Giuseppe Rauseo. La sfida contro il siciliano Giovanni D’Antoni, pugile con la valigia sempre pronta, ma ostico alla resa, assume un aspetto importante, perché potrebbe aprirgli le porte al tricolore dei welter. Samuel Nmomah è un superwelter di 23 anni, dalla struttura atletica notevole, originario della Nigeria, vive da tempo a Novara dove ha iniziato a praticare la boxe assieme al gemello Joshua, professionista a sua volta, sotto la guida del maestro Marco Crestani, che gli ha fatto non solo da insegnante ma anche da genitore. Professionista dal 2016, ha sempre vinto, ma non sempre convinto. Con i mezzi atletici e tecnici che possiede dovrebbe aver già compiuto il salto di qualità. I Cherchi sono fiduciosi e per questo lo ripropongono sul ring. Nell’ultima prova a Milano del 22 dicembre 2019 ha steso al primo round il ceco Jan Marsalek (8-2), che era giunto a Milano non certo per fare la vittima, considerato che aveva vinto per KO sei dei sette match vinti. Samuel lo ha centrato al mento al primo scambio e per Jan si è spenta la luce. Ora trova Ognjen Roukovic (6-17), 26 anni che arriva dalla Serbia, ha 25 anni, abituato alla sconfitta sempre ai punti, come ha dimostrato nelle precedenti esibizioni in Italia, contro i vari Roncon, Manco, Guttà, Sabau, Morello, Lazzareto, Esposito e Papasidero, vincitori ma sempre ai punti. Vedremo se le bombe di Samuel faranno breccia nella resistenza di Roukovic.  

Da seguire con simpatia e curiosità i tre debuttanti. Il superleggero Nicolò Amore, 26 anni, allievo della Ring Side di Rimini dove si allena anche Manfredonia (Nicolò è il compagno di Diletta Cipollone, già campionessa italiana e grande promessa europea, azzurra nei pesi gallo), affronta il non più verde Antonio Casali (3-4-1) anche lui emiliano, pro dal 2016, 41 anni, da non prendere sottogamba, per non fare la fine di Marco Massignan, che al debutto a Schio il 20 settembre 2019, finì KO al primo round. Comunque, un derby emiliano. Il leggero Luca Grusuvin è un ventenne, nato nel bellunese e allievo di Angelo Valente che ha una folta scuderia di atleti negli sport da combattimento. Luca debutta contro il coetaneo serbo Marko Rodenovic (0-2) anche lui alle prime armi, già visto a Trento l’11 novembre 2019, sconfitto da Dalton Smith (6), una delle speranze inglesi della categoria. Il terzo debuttante è anche il più atteso, si tratta del superleggero romano Armando Casamonica, classe 2000, campione italiano in carica, che ha preferito la carriera odierna del professionismo al futuro in azzurro. Dopo un cammino di vertice nei tornei giovanili, pur ostacolato dal talentuoso siciliano Cangelosi, lo scorso dicembre a Roma, conquista il titolo assoluto, conquistando anche la prestigiosa Coppa, assegnata al miglior pugile del torneo tricolore. Già formato atleticamente, ha buona visione tattica, pugno abbastanza pesante e tanta ambizione. I Cherchi gli offrono la possibilità di percorrere un cammino importante da “prize-fighter”. La prima tappa contro Milovan Dragojavic (0-21-3) di 23 anni, altro serbo, spesso sconfitto ma una sola volta prima del limite. Per Rozzano un ritorno al pugilato di qualità, assente da molti anni. Con i famigliari di Saverio Parente presenti e partecipi nel ricordare un grande uomo e un grande sportivo.

Di Alfredo

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