di Adriano Cisternino

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Da Patrizio Oliva ci arriva un invito, ma stavolta non a bordo ring, anche se il locale si chiama “Guantone d’oro”. Non è una palestra ma un ristorante che il vulcanico Pat ha battezzato così perchè, per quanti sforzi faccia, non riesce proprio a troncare il cordone ombelicale con il pugilato. Se dunque uscite dalla Napoli-Roma a Cassino e sulla statale Ausonia vi imbattete in quest’insegna, sappiate che lì non si coltivano pugni, ma si cucinano prelibatezze gastronomiche preparate dalla signora Nilia con maestria e passione già collaudate (garantiamo di persona) in un recente passato nel ristorante di Formia.

 

 

Nel piano sottostante si ascolta buona musica dal vivo e, per chi gradisce, c’è anche l’ormai insopprimibile smania del karaoke.
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Insomma, dal ring alla buona tavola, in piena allegria, il salto di Patrizio Oliva sembra ormai consolidato, magari fra una trasmissione televisiva e l’altra. La verità è che, liberato dall’incubo della bilancia, dopo decenni di sacrifici che lo hanno torturato nell’ottica ferrea della sua gloriosa attività di pugile, prima dilettante e poi professionista, all’oro di Mosca ’80 e campione del mondo del 63 chili non pare vero adesso di dedicarsi finalmente alla buona tavola per sè, per gli amici e per quanti vogliono avvicinarsi alla sua cucina. Naturalmente sempre nel nome del guantone che, nel suo caso, non può che essere d’oro. Il vernissage è per domenica 2 dicembre alle 19. ma poi ce ne sarà per tutti.

Di Alfredo

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