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Sabato doppio tricolore: Picardi-Nettuno (gallo) a Cardito (Na) e Suat-Parrinello (gallo) ad Alzate Brianza (Co). | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Sabato doppio tricolore: Picardi-Nettuno (gallo) a Cardito (Na) e Suat-Parrinello (gallo) ad Alzate Brianza (Co).

di Giuliano Orlando

Due tricolori a fine settimana tra veterani a conferma di una situazione nel professionismo italiano che denuncia un vuoto generazionale nel ricambio da almeno un decennio. Il drappello dei giovani è ancora troppo inesperto per bussare al titolo, per cui ci provano atleti di antico conio, arrivati al professionismo in età avanzata, oppure di modesta caratura tecnica che hanno raggiunto l’opportunità nazionale per mancanza di sfidanti meno datati. E’ il caso dei due appuntamenti di sabato. Il primo a Cardito (Org. Rosanna Conti Cavini), dove entrano in rotta di collisione per il tricolore dei gallo, Vincenzo Picardi (1) 36 anni e Pio Antonio Nettuno (7-13-1) 34 anni, l’altro ad Alzate Brianza nel comasco, esattamente al Palazzetto dello Sport in Brianza (diretta su Italia 84 in digitale terrestre dalle 22.30) per l’organizzazione del team dei Loreni, dove si troveranno di fronte per la cintura dei piuma, Suat Laze (24-6-1) 39 anni, contro Vittorio Parrinello (11-4) 36 anni.  Quattro pugili datati e quattro storie diverse.

In Campania, precisamente al Nemea Energy Village di Cardito nei dintorni di Napoli, domani Vincenzo Picardi (1) nato a Napoli 20-10-1983, residente a Casoria,  dopo le tante medaglie ottenute nei dilettanti (bronzo olimpico, mondiale ed europeo) detto appunto il soldatino di piombo, esperienza nella WSB sui 5 round, cinque titoli italiani, una bandiera azzurra per la generosità e i risultati, dopo un solo match da professionista, si batte per mettere in bacheca il tricolore dei gallo. Non abbiamo riscontri precisi ma se non è record poco ci manca. D’altronde Vincenzo ha 36 anni e non può attendere troppo. L’avversario Pio Nettuno (7-13-1) 34 anni nativo di Cerignola nel foggiano, residente a Cesenatico in Romagna, è ai vertici per i tentativi tricolori falliti, ben sei; nettamente sfavorito, sulla carta ha solo il vantaggio degli incontri disputati, ma anche quello piuttosto inconsueto di aver ottenuto il ruolo di cosfidante, nonostante l’ultima vittoria risalga al 2015 e dopo di allora abbia raccolto un pari e 13 sconfitte, le ultime due quest’anno, battuto da Laze Suat e Gabriele Gangi che dovrebbe essere il primo sfidante del campione. Nessun dubbio che la scelta della Commissione Tecnica sia corretta, ma mi sia consentito di essere abbastanza sorpreso. La serata firmata da Conti Rosanna Cavini, è merito della famiglia Picardi, papà e fratelli tutti sul ring, per dare al loro Vincenzo l’opportunità nazionale, primo passo verso traguardi oltre confine, nonostante la non più tenera età. In programma l’esordio del giovane medio Marco Giannetti, promettente allievo di Michele Di Luisa, contro l’attempato veronese Rodolfo Benini (0-11-1), 39 primavere.

Per quanto riguarda la serata di Alzate Brianza nel Comasco, per il tricolore piuma, tra Vittorio Parrinello e Laze Suat, la sua storia merita di essere conosciuta. Laze nasce in Albania a Durazzo nel 1980, giunge in Italia nel 1996, con i canotti che lasciano l’Albania di notte e sbarca sulle coste di Metaponto nel materano in Basilicata. “Eravamo una ventina, percorremmo una decina di km, a piedi fino ad un punto dove ci attendevano alcuni taxi che a pagamento ci portarono fino a Molfetta in provincia di Bari. Io presi il treno a arrivai a Milano, poi col pullman fino a Sirtori nel lecchese dove mi aspettava mio fratello Ermir da anni in Italia. Pochi giorni dopo lavoravo già in una conceria che trattava pellicce di visone. Qualche mese dopo entrai in un cantiere edile dove il titolare era appassionato di arti marziali e iniziai a frequentare la palestra. Per alcuni anni ho praticato Viet Vo Dao, poi Full Contact dove arrivai al mondiale, infine la Kick Boxing. Nel 2014 il maestro Antonio Leva dell’Unione Sportiva Lombarda a Seregno, mi diede le prime lezioni di boxe. Anche se non ero un modello di stile, supplivo con la forza alle carenze tecniche. Nel 2004 e 2005 vinsi il torneo di Cremona, battendo in finale gli azzurri Minetti e Di Savino che prese parte ai Giochi di Pechino nel 2008. Tentai di qualificarmi per Atene 2004, prendendo parte per l’Albania agli europei a Pola, ma venni battuto subito dal francese Djelkir, giunto secondo. Da quel momento comunque il rapporto col pugilato è proseguito fino ad oggi. Per molti anni ho lavorato alle Millennium di Como con i fratelli Milazzo e Ferruccio Conti, dal 2010 insegno a Sagnino a un km. dal confine con la Svizzera, in un gym dove fanno judo, riservandomi uno spazio per la boxe, in attesa di aprire la “Diamond Gym” a Como, realizzando così il sogno della mia vita”. Sabato tenta per la seconda volta di conquistare il tricolore. Il primo nel 2016, fallito  contro Nicola Cipolletta, domani trova un rivale dalle caratteristiche opposte al suo stile.

L’altro cosfidante Vittorio Parrinello ha fatto parte della squadra azzurra che tra il 2004 e 2008 portò all’Italia medaglie pesanti. Titolare ad Atene e Pechino, nel 2008 sfiorò la clamorosa impresa contro l’inglese Campbell giunto poi all’oro, finendogli almeno alla pari. Presente a diverse edizioni dei mondiali ed europei, eccellente anche come podista, ha scelto il professionismo a 31 anni, ormai lontano dall’apogeo del massimo rendimento. Il titolo italiano lo ha già detenuto nel 2016 battendo a Vicenza Luca Rigoldi, l’attuale campione europeo, contro cui perse l’anno dopo per l’Unione Europea, risultato mai accettato dal campano. Negli ultimi tempi ha combattuto all’estero (Malta e Ucraina) pagando il fattore campo in modo pesante. Tecnicamente è nettamente superiore al rivale, veloce di braccia e gambe, deve tenere a distanza un avversario che per contro punta tutto sullo scambio corto, facendo affidamento sulla forza. Si prevede una sfida dai due volti: sicuramente favorevole a Parrinello in partenza, molto più incerta nella seconda metà. C’è molta curiosità per rivedere in azione il fresco campione italiano supergallo, il milanese-comasco Alessio Lorusso (9-4-2), passato sotto la guida tecnica di Vincenzo Gigliotti a Voghera, col quale ha compiuto l’atteso salto di qualità, opposto a Cristian Narvaez (16-20-5) spagnolo di riporto, collaudatore di buon livello. Sul ring anche l’ex tricolore supermedi, romeno di nascita, italiano di passaporto residente a Firenze, Dragan Lepei (18-2-2) che trova Sladjan Dragisic (Ser. 5-17-1), tappa di avvicinamento verso il ritorno ai vertici della categoria. Il non più verde Fabio Renna (5-4-2) 37 anni, opposto al giovane serbo Dimitrije Djordjevic (0-20-3), destinato al ruolo di collaudatore fin dal debutto, avvenuto a 19 anni, nel 2016.