di Giuliano Orlando

Dopo gli appuntamenti di Milano e Rozzano, allestiti dalla OPI 82, con indubbio successo in entrambe le serate, sia pure a porte chiuse, ma irradiate da DAZN per la prima e da emittenti nazionali per la seconda, la famiglia Cherchi, è già all’opera per programmare il 2021. Alex Cherchi mi conferma che c’è solo l’imbarazzo della scelta. “Abbiamo due nostri pugili, Fabio Turchi e Daniele Scardina, cosfidanti alla cintura dell’Unione Europea. Nei cruiser Fabio contro il francese Dylan Bregeon (11-0-1), 26 anni di Nantes, già campione di Francia, titolo lasciato vacante a metà del 2020. Abbiamo vinto l’asta, quindi lo organizzeremo in Italia a Marzo, mentre la sfida supermedi tra lo spagnolo Cesar Nunez (17-2-1) e Daniele Scardina (18) sarà il main event di fine febbraio all’Allianz Cloud (ex Palalido), dove probabilmente inseriremo uno stuzzicante Scarpa-Morello nei welter, oltre a confronti non meno interessanti”. Nel recente passato, per colpa del Covid 19, sono sfumati match che sarebbero piaciuti al pubblico. Che fine hanno fatto?

“Tutti in ‘stand by’, ma pronti al decollo. Compreso il confronto che doveva andare in onda a Milano, il mondiale Silver WBC dei leggeri tra Francesco Patera e Devis Boschiero, che vedrà la luce al più presto, come il titolo tricolore vacante dei supermedi tra Ivan Zucco e Luca Capuano, ma anche Tommasone-Crivelli nei piuma. Dario Morello non combatterà per la riconquista del tricolore welter contro Tobia Loriga, ma combatterà per un titolo internazionale. Al suo posto l’ex campione Emanuele Cavallucci, deciso a tornare campione. Per Nik Esposito, che è piaciuto molto a Rozzano, è pronto un nuovo impegno contro Gaetano Guttà, un siciliano al quale non manca il temperamento, guerriero da non sottovalutare. Inoltre stiamo preparando riunioni alternative per il lancio dei giovani, come abbiamo fatto a Rozzano, dove hanno debuttato tre new entry. Le idee non ci mancano. Speriamo che almeno nella seconda parte del 2021 si possa riaprire al pubblico. In attesa siamo costretti ad organizzare a Milano”.                                                                                   

 In attesa che tanta carne al fuoco trovi la giusta collocazione, già queste anticipazioni, confermano che comunque la boxe italiana di vertice e base è ben lontana dalla resa. Nello scorso fine settimana a Frascati, il promettente superpiuma Daniel Spada (5), 22 anni, supera Davide Calì (3-21-1) sui 6 round, esordio positivo dell’avvocato criminologo Simona Salvatori a spese dell’inglese residente in Italia Natasha Boyes (0-2) mentre il welter Valerio Mazzulla (7-4-2), 32 anni,  si impone su Ryan Frust (2-1) ai punti.                                      

Luca Messi, 45 anni, di Ponte San Pietro (BG) ex tricolore, sfidante europeo e iridato dei welter, ha preso contatto con Giacomo Rottoli, il fratello panettiere di Angelo Rottoli, campione europeo massimi leggeri e sfidante mondiale, scomparso lo scorso marzo a soli 61 anni, vittima con la madre e un fratello della pandemia. Luca, che di Angelo Rottoli era vicino di casa, ha trovato la cintura europea che custodiva il fratello in stato precario. L’ha fatta restaurare e messa in bella vista nel Centro Medico di Ponte San Pietro che gestisce, accanto ad una gigantografia che immortala Angelo nel suo tentativo mondiale contro il portoricano Carlos De Leon e una targa a ricordo della magica notte del 26 Maggio 1989, quando a Bergamo divenne campione d’Europa superando il norvegese Magne Havnaa. Luca Messi attende il momento giusto per organizzare una cerimonia. Dopo l’ottimo riscontro delle due serate a Milano e Rozzano, la OPI 82 è già all’opera per l’attività di vertice come Matchroom Italy Boxing del 2021.

Da segnalare il continuo aumento delle nazioni che tornano all’organizzazione pugilistica. Nello scorso week end appuntamenti in Argentina, Australia, Cina, Germania, Francia, Kazakistan, Messico, USA, Nicaragua, Filippine, Polonia, Serbia, Sud Africa, Repubblica del Congo, Ucraina, Gran Bretagna, Russia, Belgio, Giappone, Nuova Zelanda, Spagna, Svizzera e Thailandia. Negli USA sono tornati a combattere due dei maggiori protagonisti in assoluto del boxing mondiale. Ha iniziato Gennady Golovkin (41-1-1), venerdì 18 dicembre ad Hollywood, battendo RTD7 il polacco Kamil Szeremeta (21-1) dominatore in Europa, dominato dal kazako che metteva in palio le cinture IBF e IBO medi. Il giorno dopo, Saul Canelo Alvarez (54-1-2) ha sconfitto l’inglese Callum Smith (27-1) all’Alamodome di S. Antonio (Texas), conquistando le cinture di supercampione WBA e di campione WBC dei supermedi, mantenendo la WBA medi. Il confronto, sulla carta abbastanza equilibrato, sul ring è stato a senso unico. L’inglese, pro dal 2012, molto più alto del messicano, ha subito la prima sconfitta in carriera, dominato da un Alvarez che non ha risentito per nulla della lunga inattività – con combatteva dal 2 novembre 2019, dove a Las Vegas, battendo il russo Kovalev (34-4-1) conquistava la cintura WBO dei mediomassimi – impostando la sfida sullo scambio corto, dove l’inglese sembrava un pesce fuor d’acqua. Incapace di replicare, preoccupato di non subire troppo. La diversa velocità dei colpi era tutta per il più basso Alvarez, per fare un paragone automobilistico, da una parte la Mercedes e dall’altra l’odierna Ferrari, la lumaca della F1. Alvarez uscito dalla Golden Boy dopo dieci anni, ha fondato la Canelo Promotion, affidandosi ai fratelli Eddy (manager) e Jose Reynoso (trainer). Mostrando di avere idee chiare, hanno tracciato l’immediato futuro in collaborazione con DAZN e la Matchroom di Eddie Hearn, relativa all’attività nel 2021. Il primo avversario, rispettando l’impegno col WBC, è il turco Ayni Yildirim (21-2). In primavera, su pressione dell’emittente DAZN, che da tempo lo sollecita, la terza sfida con Golovkin, per definire una superiorità che il ring, più che i risultati, non ha chiarito. A giudizio dei media e del pubblico, sia il pari del 2017 che la vittoria nel 2018 hanno favorito il messicano. La terza sfida dovrebbe dire la verità, senza dimenticare che il kazako ha 38 anni ed è un medio, mentre il match potrebbe farsi nella categoria superiore. Sia Golovkin che Alvarez, nel caso non dovessero accordarsi hanno alternative più che valide. Gennady potrebbe difendere la doppia cintura contro il picchiatore messicano Jaime Munguia (36 vittorie con 29 KO), 24 anni, pro dal 2013 a 17 anni, titolare WBO dal 2018, sei difese e quindi la scorsa stagione il salto di categoria. Sotto l’ala della Golden Boy, disposta ad offrire una lauta borsa al kazako per farlo combattere in Messico. DAZN vede molto bene questa sfida che potrebbe realizzarsi, qualora la bella contro Alvarez dovesse fallire. Di certo non mancano i pretendenti. Nel contesto della serata di S. Antonio, ha fatto sensazione la vittoria del massimo cubano Frank Sanchez (17) che nel corso del settimo round, ha messo KO il messicano Julian Fernandez (14-3) spedendolo fuori dalle corde. Sanchez dopo una buona carriera nei dilettanti, quattro bronzi ai campionati cubani (2011-‘12-‘13-’14), campione cubano nel 2015, battendo in finale Erislandy Savon, titolare nelle WBS nel 2016, lascia l’isola nel 2017 e debutta negli USA il 22 settembre a Gretnar in Louisiana, spedendo il locale Justin Thornton KO al primo round, che dopo quell’esordio chiuderà la carriera. Il pugile di Guantanamo, nelle ultime prove ha mostrato buona tecnica e potenza, per cui a 28 anni, può nutrire ambizioni notevoli.  A Hollywood, l’ecuadoriano Carlos Gongora (28), 30 anni, vecchia conoscenza degli italiani da dilettante, avendo battuto Del Monte, Rosciglione, Fiori e Manfredonia, titolare ai Giochi di Londra e Rio, tre edizioni mondiali, sempre sotto il podio, ha ottenuto la vittoria più importante da pro, battendo per KO il forte kazako Ali Akhmedov (16-1) fino ad allora imbattuto, per KO al 12° round, dopo una battaglia violenta. L’asiatico ha condotto il match per buona parte, ma Gongora ha incassato tutto e nel finale, ha trovato il montante decisivo che ha posto fine all’incontro, che metteva in palio il vacante IBO supermedi e l’Internazionale Silver WBC. A Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo, il mancino Illunga Makabu (29-2),32 anni, si conferma titolare WBC cruiser sul ring di casa, chiudendo l’anno come l’aveva iniziato (il 31 gennaio era tornato campione a spese del polacco Michal Cieslak) il 18 dicembre ha mantenuto la cintura battendo il nigeriano Olenrewaju Duradola (34-8) per KOT alla settima, che fino a quel round si era battuto quasi alla pari. La gloriosa e storica rivista “The Ring Magazine”, nata nel 1922, con sede a Los Angeles, che assegna dal 1928 il premio annuale al miglior pugile dell’anno, in indicato il massimo inglese Tyron Fury  e Teofimo Lopez (USA) i vincitori per il 2020. Tyson aveva già vinto nel 2015. Muhammed Alì unico a vincerlo quattro volte. Un solo italiano, Nino Benvenuti, vincitore nel 1968.  Nella categoria decennale, a Ray Sugar Robinson è stato assegnato due volte (1940-1950). Ad Amburgo, rientro vincente per il tedesco Felix Sturm (41-5-3), ex mondiale medi e supermedi, dopo 4 anni di stop forzato, sul modestoTimo Rost (10-1-2). La Universum di Ismael Ozen, progetta per Sturm un 2021 alla grande, dimenticandosi che ha 41 anni. Il primo avversario potrebbe essere l’argentino di stanza in Spagna, Sergio Martinez (53-3-2), ex iridato medi WBC, 45 anni, a sua volta tornato a combattere dopo 6 anni. In alternativa il connazionale Jurgen Braehmer (52-3), 42 anni, ex WBA e WBO. Nella stessa riunione, Giuseppe Lauri (56-22), 44 anni, nato a Varese, nazionalizzato ungherese, è stato battuto dal locale Bujar Tahiri (7) KO2, 22 anni, rimediando la sesta sconfitta su 7 incontri dal 2015.

Di Alfredo

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