di Gianfranco TroinaCiprian Albert Claudio Kraiem Seby Lo Zito speranze siciliane come oggetto avanzato-2 VIncenzo Spampinato

Un dicembre felice risolleva il pugilato professionistico siciliano dopo un 2016 in chiaroscuro. Arrivano due titoli tricolori neoprof e pure due secondi posti in un torneo che sta diventando il trampolino ideale per il rilancio della boxe prof italiana.  Ciprian Albert e Claudio Kraiem, un siracusano e un catanese, approdano sul trono rispettivamente dei pesi leggeri e dei mediomassimi; Corrado Scibilia  e Ignazio Crivello, un avolese e un palermitano, tra mille recriminazioni per verdetti molto contestati, debbono accontentarsi dell’argento, rispettivamente tra i welters e i medi.

Ma al di là di tutto c’è la grande conferma di una boxe siciliana che piazza ben quattro finalisti nel torneo tricolore. Vivacità e brio di un movimento che a livello dilettanti élite ha sfiorato il tricolore (anche in questi casi con tante perplessità per i verdetti) con il siracusano Gianluca Conselmo e il palermitano Gianluca Rosciglione che in finale hanno dovuto cedere il passo ai proprio avversari.  Argenti che contano ma tra gli élite made in Sicily anche il siracusano Giuseppe Canonico e i palermitani Gaetano Di Marco e Paolo Rovetto sono sicuramente tra i migliori nelle loro categorie. Il tutto senza considerare il catanese Salvatore Cavallaro che, sfiorata la qualificazione olimpica resta sempre, il capoclasse isolano e si candida sempre più a livello internazionale, tanto che è giù stato inserito tra i papabili azzurri che parteciperanno alle World Series del 2017.

Che il movimento siciliano abbia un grande supporto giovanile è fuor di dubbio e le numerose conquiste a livello schoolboys, youth , allievi e juniores, ne è la grande conferma. Su tutti citazione d’obbligo per il siracusano Matteo Pirrera e per i catanesi Leo Berisha e Simone Buremi.

Ragazzi di cui si sentirà parlare in futuro. Tra i dilettanti élite poi molti si accingono al gran passo tra i neo prof .

Dilettanti sì, ma la boxe professionistica non resta a guardare su diversi fronti. L’entrata a gonfie vele della Boxing project Professional Team guidata da Marco Caruso ha già dato una scossa importante.  Vincenzo Spampinato, massimo leggero catanese, è l’ariete del nuovo gruppo nato accanto alla Catania Ring di Aroldo Donini. Ma ci si guarda intorno per scrutare nuove possibili entrate nel team e a questo riguardo il neoprof catanese Nino Barbagallo è tra i ragazzi più seguiti.

Il fervore esistente nelle palestre siciliane d’altronde offre buone chance a diversi ragazzi che vogliono emergere sul ring. Le idee convincenti e azzeccate di Marco Caruso possono essere la svolta per risollevare adeguatamente il mondo prof del boxing siciliano che, persi per strada i suoi eroi come Danilo D’Agata e Giuseppe Brischetto, adesso vuole rinnovarsi adeguatamente. Sul fronte catanese ci si attende un grande 2017 oltre che da Spampinato anche dal welter Gaetano Guttà che sotto la guida di Marco Acresti aspira a battersi per il titolo italiano. Alla stessa corona dei 66 kg punta peraltro il bagherese Giovanni D’Antoni che rivuole una nuova opportunità dopo il tentativo a vuoto contro Gianluca Frezza.

Aspettiamo di vedere ancora all’opera Kraiem, Albert, Crivello, Scibilia e e Barbagallo, ma pure il massimo leggero  Rosario Guglielmino, un fiumefreddese dal pugno pesante,  e poi Giancarlo Bentivegna ( in gran ripresa), i promettenti Alex Paternò, Giuseppe Bucello e Vincenzo Eroe, l’esperto Francesco Invernizio, Dylan Proto e Michele Palermo. Ma il panorama dei siciliani si allarga anche fuori dall’Isola con ragazzi di buon livello che stanno scalando posizione di classifica nelle rispettive classifiche. Prina di tutti il brontese di Varese, Marco Miano, un supermedio davvero interessante che ha battuto recentemente il forte magiaro Joci Racz  poi il catanese-emiliano Stefano Failla, i gemelli imeresi-milaneis Davide e Lorenzo Calì.

Oltre frontiera i siciliani del ring sono numerose nella scia del grande Paulie Malignaggi (siracusano di Brooklyn) che in aprile andrà a caccia della sua terza corona mondiale in casa dello scozzese Ricky Burns. Dietro a Paulie sta emergendo sempre più negli States il peso medio, con origini di Delia, Mark De Luca, da molti considerato il nuovo Jake La Motta. In Germania buone prospettive arrivano dal supermedio Sebastiano Lo Zito, un ragazzo con origini di Sortino che sta per laurearsi in psicologia, ma che picchia duro. Lo Zito proprio mercoledì ha ottenuto battendo il ceko Hoblub la sua ottava vittoria da prof su otto match. Con lui in Germania alle prime armi il mosca catanese Gaetano Licciardi, mentre in Svizzera ha fatto il suo debutto il mediomassimo Davide Faraci, Sul ragazzo di origini palermitane ha messo gli occhi l’organizzatore Buccioni. Un jab sinistro splendido e un diretto portentoso sono le credenziali che mette sul ring questo gigante siculo-elvetico che si allenerà a Roma sotto la guida di uno dei maestri emergenti come Simone D’Alessandri

Di Alfredo

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