Nel sito ci piace parlare della boxe di casa nostra, ma ci sono avvenimenti, come in questo caso, che non si possono ignorare.

di Stefano Giuseppini

In uno degli hotel più lussosi e strabilianti di Las Vegas, l’MGM Grand Garden Arena, la Golden Boy Promotions di De La Hoya, nella doppia veste di organizzatore e pugile, insieme alla Top Rank di Bob Arum hanno organizzato l’evento pugilistico dell’anno, di risonanaza mondiale, con nessuno titolo in palio, ma che vedeva di fronte due dei piu grandi pugili al mondo ( di tutti i tempi): Manny “Pac-Man” Pacquiao (+47-3 =2 , 35 ko)  e Oscar “Golden Boy” De La Hoya (+39-5 , 30 ko).


Per il trentacinquenne De La Hoya, di chiara origine messicana ma da anni residente in America, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 nei pesi leggeri e otto volte iridato in 6 categorie differenti, dai superpiuma fino ai pesi medi, era l’ennesima occasione per dimostrare che ancora può combattere e può battersi con chiunque. Dall’altra parte, però, per Pacquiao, pugile mancino professionista a 16 anni, campione mondiale in 4 categorie, eroe nazionale nelle Filippine e seguito per questo evento da un’intera colonia di fan, si trattava della grande occasione per confermarsi il più grande pugile al mondo in attività e il numero uno Pound For Pound di tutte le categorie. Pacquiao veniva dalle vittorie memorabili su Erik Morales, Marco Antonio Barrera, Juan Manuel Marquez e dall’ultima, splendida vittoria di giugno contro David Diaz, prima del limite; De la Hoya, invece, nella sua lunga carriera ha affrontato con successo nomi del calibro di Chavez, Felix Trinidad, Mosley, Arturo Gatti e, ultimamente, Mayweather Jr. e Steve Forbes.
É stato un match al limite dei pesi welter, in un’arena che si è riempita all’inverosimile dei suoi 20 mila posti e in un’atmosfera da grande evento, business-spettacolo, così come ci ha sempre abituato la Golden Boy Promotions. Molte le stelle a bordo ring fra cui i pugili Bernard Hopkins e Shane Mosley e anche la signora De La Hoya, famosissima cantante in Portorico. In America, l’intera riunione è stata trasmessa in pay per view dalla televisone HBO al costo di 55 dollari,  mentre in Italia abbiamo avuto la possibilità di seguire il match al costo di 12 euro, sulla pay per view di Sky.


Non possiamo dire se l’intero evento sia valso il costo dei 12 euro spesi, ma sicuramente il match clou , The Dream Match, come è stato ribattezzato, fra Pacquiao e De la Hoya è stato un incontro molto spettacolare che ha messo in luce le grandi doti del filippino e le difficoltà di De La Hoya sull’orlo del ritiro.
Non poteva che essere Michael Buffer, con il suo proverbiale “Let’s get ready to rumble!” il ring announcer di questo incontro. L’arbitro Tony Weeks ha aperto le danze e, fin dalla prima ripresa, Pacquiao ha messo in difficoltà l’avversario con la sua grande agilità e mobilità sul tronco e sulle gambe, rientrando con bei colpi a due mani. La seconda e la terza ripresa sono stati ancora a favore del filippino che ha continuato a fare il match, martellando con colpi saettanti un De La Hoya statico, contratto e quanto mai sfiduciato.
Nella quarta ripresa “Golden Boy” ha cercato di reagire ma è stato messo ancora in grande difficoltà dalla velocità e dalla scelta di tempo di Pacquiao. L’angolo di De La Hoya, impreziosito dalla presenza del sommo maestro Angelo Dundee, non ha mai smesso di esortare il proprio pugile a portare colpi al corpo dell’avversario per sfiancare le sue energie. Dal canto suo, invece, l’allenatore di Pacquiao, Freddie Roach, ex allenatore proprio di De La Hoya, nella sfida contro Mayweather Jr., ha ripetuto al proprio pugile di continuare a boxare e di muoversi evitando i colpi di De La Hoya. La svolta del match c’è stata nella settima ripresa, quando De La Hoya, segnato sull’occhio sinistro, è stato chiuso più volte all’angolo dal filippino che lo ha tempestato di serie e combinazioni fulminee al corpo e al viso, costringendolo più volte quasi all’atterramento.Nell’ottavo round un sempre più scatenato Pacquiao ha travolto De La Hoya, spingendolo ad interrompere il match al termine della ripresa.
Pacquiao ha vinto, dunque, per kot alla fine dell’ottava ripresa in uno dei match più importanti della sua carriera, salendo sempre più in alto nel firmamento della boxe mondiale. De La Hoya esce sconfitto con un’amara prestazione che, forse, non si aspettava. A questo punto è lecito pensare che per lui sia arrivato il momento di ritirarsi, come pronosticato alla fine del match.Nei sottoclou, Daniel “Golden Child” Jacobs (+12-0, 11ko), nei pesi supermedi, ha battuto per kot alla seconda ripresa Victor Lares ( +14-3, 3ko), a causa di un atterramento.
Per il titolo Wbo junior dei pesi supergallo si sono affrontati l’imbattuto portoricano  Juan “Juanma” Lopez (+23-0, 21ko) e l’argentino Sergio Medina (+33-1, 18ko). L’arbitro di questo incontro è stato Joe Cortez uno dei migliori al mondo, mentre un altro arbitro, Tony Gibson, prematuramente scomparso qualche tempo fa, è stato ricordato prima del match.Nella prima ripresa, Lopez si è scatenato e con colpi tremendi al corpo e serie di colpi portati in rapida serie ha costretto Medina a subire addirittura tre atterramenti e ad interrompere il match per kot.
Danny Oscar Garcia (+9-0, 7ko), fra i pesi welter junior, ha battuto ai punti il messicano Luis Alfredo “Rubio” Lugo (+10-5 =1, 5ko). Garcia è dotato di maggiore tecnica mentre Lugo è un pugile coraggioso, ma ha una scarsa dote difensiva. Il match è stato equilibrato, ma Garcia nella settima ripresa ha legittimato la vittoria scuotendo il messicano con bei colpi precisi e potenti.
Il match per il titolo Nabo dei welter junior ha messo in luce le strepitose doti del giovane messicano Victor Ortiz (+22-1 =1, 17ko), sparring partner di De La Hoya, contro Jeffrey Resto (+22-2, 13ko). Ortiz, sin dalla prima ripresa, ha centrato due volte col diretto sinistro Resto che è caduto al tappeto. Nel secondo round, martellamento a due mani di Ortiz e Resto è caduto di nuovo giù, ponendo fine al match per kot. Non un test molto attendibile, ma Ortiz ha dimostrato di avere ottime qualità e di aspirare a qualcosa di importante.
L’ultimo match ha visto Jesus Rojas (+13-1, 10ko) prevalere ai punti nettamente contro Jose Angel Beranza (+31-14 =2, 25ko), nei supergallo.

Le foto di Chris Cozzone sono tratte da www.fightnews.com

Di Alfredo

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