ROMA, 14. 12. 2012 -Il derby laziale dei pesi mediomassimi tra il campione italiano Emanuele Barletta ed il suo sfidante Mirco Ricci è stato vinto dal primo per arresto del combattimento a 2 minuti del settimo round. Barletta, 30 anni compiuti lo scorso agosto, ha messo in palio la cintura nazionale conquistata cinque mesi prima contro l’abruzzese Lorenzo Di Giacomo, offrendo la chance al capitolino Mirco Ricci, 22 anni registrati lo scorso luglio. Ieri sera, nell’affollata sala dell’ Ergife Hotel in Roma, il titolare Barletta, kg 77.900, ha faticato a trovare la misura giusta per imporre il suo pugilato offensivo al tecnico Ricci, 77.800, ma quando è riuscito ad accorciare la distanza ha messo a nudo l’inesperienza professionistica del suo avversario fino all’intervento liberatorio dell’arbitro emiliano Giubelli. Lo sfidante ha mostrato padronanza di ring nelle riprese iniziali mettendo a frutto un buon gioco di gambe ed abili spostamenti sul tronco. Le due qualità,
combinate nella tattica indisponente di voler irridere il suo avversario, hanno creato non poche difficoltà al campione.
Ricci sapeva muoversi ma capitalizzava poco per lo scarso numero di colpi che metteva a segno nelle parti vitali del suo oppositore. Vi è riuscito nel quarto tempo quando Barletta ha dovuto incassare qualche pugno di troppo. Invece di pensare ad usare le mani al momento giusto, lo
sfidante pensava ad emulare gesti del grande campione Cassius Clay. Veloci movimenti sui piedi, inutili movenze con le spalle ed artificiosi gesti con le braccia precedevano il modesto compito di
colpire che doveva essere il suo credo tra le corde. Un complesso di atteggiamenti, aggiunti agli sberleffi rivolti al campione, che gli facevano perdere la concentrazione necessaria per un evento titolato che a volte cambia il profilo di una carriera. Con questa altalenante prestazione dello sfidante di fronte all’inconsistenza ad affermarsi del campione, il match è giunto al settimo round quando Barletta ha trovato la misura giusta per bloccare il suo avversario alla corde. Ricci ha tentato di spostarsi ma è stato raggiunto dall’ennesimo colpo che lo ha scaraventato sulla stuoia, facendogli compiere una capriola. Dopo il rituale 8 scandito dall’arbitro il confronto è ripreso mentre il campione percepiva la crisi della tenuta manifestata dal suo avversario, oramai fiacco ed incapace di arginare l’offensiva. Ulteriori combinazioni del campione facevano volteggiare lo sfidante e richiedevano un secondo intervento del referee che procedeva al conteggio in piedi. Dopo il nuovo comando di boxe pronunciato dal terzo uomo Barletta ha ripreso ad infierire. Ricci è rimasto a caracollare sulle corde e l’azione irriducibile del suo avversario è stata fermata per arresto del combattimento.
Barletta, professionista dall’estate 2010, ha portato il numero delle vittorie a quota 12 (8 prima del
limite) a fronte di 1 sconfitta riportata contro Danilo D’Agata nella prima sfida per il campionato italiano. Ricci, professionista dal giugno 2011, ha conosciuto il primo insuccesso dopo 7 trionfi (3
anzitempo).
Altri risultati:
Massimiliano Buccheri, kg 76.600, V PT 6 Endrit Vuka, kg 74.400
Riccardo Lecca, kg 72, V PT 6 Orlando Membreno, 70.700
Manuel Lancia, 61.700, V PT 6 Mickael Lacombe, 62.700
Donne:
Monica Gentili, 61.600, V PT 4 Elisabeth Alonso, kg 62.200

di Primiano Michele Schiavone

Fonte www.sportenote.com

Foto di Renata Romagnoli

 

Di Alfredo

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