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Vittorie di Roberto Cocco e Stefano Abatangelo. Promettente rientro di Loredana Piazza. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Vittorie di Roberto Cocco e Stefano Abatangelo. Promettente rientro di Loredana Piazza.

All’inizio del mese il locale Roberto Cocco, 35 anni compiuti lo scorso maggio, non immaginava di poter chiudere l’anno con la cintura di campione italiano dei pesi supermedi. Il vacante campionato nazionale doveva essere combattuto tra Matteo Rossi, riminese di 35 anni e Giuseppe Brischetto, mancino siciliano di 33 anni. Quando il catanese ha dovuto rinunciare, l’organizzazione ha pensato a Luciano Lombardi. Il rifiuto di quest’ultimo ha portato la FPI ad indicare Cocco co-sfidante del romagnolo.


Il match combattuto ieri sera nel PalaRuffini del capoluogo piemontese ha premiato lo spirito mostrato dal torinese nel prendere al volo l’occasione presentatasi. Per tre volte Cocco aveva tentato di conquistare la cintura italiana senza riuscirci. Due al limite dei supermedi ed una nella divisione superiore dei mediomassimi. Non ha fallito la quarta chance avuta, capitatagli per caso, ed ha superato Matteo Rossi con verdetto ai punti. Al termine delle 10 riprese combattute sotto la direzione dell’arbitro lombardo Giovanni Poggi, la decisione è stata unanime con due 97-93 ed un 96-94.
Il confronto inizia con i due contendenti protesi a scambiarsi colpi duri. Entrambi votati a colpire alto, prediligono le azioni ravvicinate. Cocco, kg 75.950, mostra la propensione ad andare in avanti con l’intento di diventare protagonista della contesa. Rossi, kg 75.500, preferisce arretrare muovendosi lungo le corde. Nel secondo tempo Cocco continua ad avanzare in cerca del bersaglio mentre il suo avversario  prende l’iniziativa alternando colpi al viso ed al tronco. Il piemontese cerca di rimediare ma non trova la misura. Il torinese torna ad essere pericoloso nel terzo round. Rossi scaglia ganci larghi mentre il suo avversario predilige le linee interne, tracciate da colpi poderosi e precisi.
La quarta ripresa inizia all’insegna delle azioni ravvicinate. L’incontro diventa intenso e la foga sostituisce spesso la boxe pulita. Rossi viene spinto al tappeto. Cocco attua una boxe ragionata, impostata con attacchi veloci e spostamenti repentini all’indietro per evitare le repliche dell’avversario. Sul finire Rossi adotta la tattica del clinch. Nella quinta frazione il torinese prendere ancora l’iniziativa. Il riminese indietreggia ma usa le mani per offendere. Rossi è abile a legare e colpire. Il piemontese usa la boxe di rimessa e piazza il destro con tempismo. La sesta ripresa è caratterizzata dall’iniziativa del torinese a cercare il confronto. Il romagnolo non si risparmia e replica con efficacia. Con il passare dei secondi il piemontese mantiene il centro del quadrato ed appare più preciso nel colpire. Il riminese gira intorno al suo avversario e poi accorcia la distanza per colpire ed eludere le azioni avversarie.
La stanchezza fa la sua apparizione nella settima frazione. Le azioni dei due pugili sono confuse e l’arbitro interviene per ammonire la condotta. Cocco mostra una maggiore precisione. Rossi si scompone e perde il paradenti. L’affaticamento dei due pugili prevale sulla loro lucidità nell’ottavo tempo e la corta distanza appare congeniale per scambiare colpi.
Anche la ripresa seguente si presenta inespressiva. L’arbitro è costretto ad intervenire ripetutamente dinanzi al dilagare di azioni frammentarie e confuse. L’ultimo round ricalca le strategie percorse nei precedenti nove minuti. Cocco rimane il più determinato nel voler conseguire il risultato finale che non gli sfugge.
Cocco, 11-9-1 (5), è tornato alla vittoria dopo 8 insuccessi di fila, 7 sconfitte ed 1 pareggio.
Le 10 riprese combattute da Rossi, 7-2-1 (2), gli serviranno per mettere a frutto l’esperienza fatta nella sua prima sfida italiana.

Un po’ di storia…non guasta
In precedenza Torino aveva ospitato diversi campionati italiani di pugilato. L’ultimo in ordine di tempo era stato combattuto il 10 novembre dell’anno scorso tra Benoit Manno e Luigi Mantegna, valido per il vacante titolo dei pesi superpiuma. La vittoria ai punti in 10 tempi era andata al piemontese Manno.
Cogliamo l’occasione per ricordare gli altri appuntamenti tricolori tenuti nel capoluogo piemontese, andando a ritroso fino al 1960. Allora la distanza era fissata sulle 12 riprese. Il 19 marzo 1982 il campano Gennaro Mauriello si aggiudicò il vacante titolo dei pesi mediomassimi a spese del romagnolo Walter Cevoli. Il 20 dicembre 1980 ci furono due titoli. Nei pesi mosca il locale Paolo Castrovilli mantenne la sua corona superando per ferita nel quinto tempo il campano Giovanni Camputaro, mentre il vacante titolo superleggeri andò al pugliese Luciano Navarra che s’impose ai punti a Francesco Marcello, Torinese di origine sarda. Il 12 maggio 1972 il campano Elio Cotena tolse il primato dei pesi piuma con verdetto ai punti al siciliano Giovanni Girgenti che, sullo stesso ring, aveva riconquistato la corona il 26 novembre 1971 per knockout tecnico nel nono round contro il piacentino Augusto Civardi, a sua volta vincitore di Cotena. Il 18 novembre 1970 andò in scena la prima sfida tra il veneto Bepi Ros, campione in carica dei pesi massimi, ed il lombardo Mario Baruzzi, alla sua prima sfida nazionale. Il verdetto ai punti andò al bresciano che in seguito perderà le altre due contese con il trevigiano. Il 22 luglio 1966 toccò a Carlo Duran, ferrarese di origine argentina, conquistare il suo primo titolo da professionista. Tolse la cintura nazionale al toscano Bruno Santini. Duran tornò molte volte a combattere nel capoluogo piemontese, vincendo sempre. Il 17 novembre 1967 conquistò addirittura il vacante campionato d’Europa disponendo nel dodicesimo round dello spagnolo Luis Folledo. Il 16 ottobre 1964 Franco Brondi da Livorno conquistò la vacante cintura dei pesi leggeri imponendosi per fuori combattimento nell’ultima ripresa al messinese Michele Gullotti. Il sardo Fortunaco Manca obbligò all’abbandono nel settimo tempo il livornese Franco Nenci, nel suo unico appuntamento tricolore. Era il 3 aprile 1964 e Manca difese la sua cintura del pesi welter. Il 13 dicembre 1960 finì in parità la sfida portata da Ugo Milan, nella sua unica chance tricolore, al sardo Piero Rollo, campione dei pesi gallo.
Ci fermiamo qui perché la lista è lunga.
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Abbatangelo sgretola Lovaglio

La serata viene chiusa dalla sfida tutta torinese al limite dei pesi massimi-leggeri, valevole per la cintura IBF del Mediterraneo. Il campione Maurizio Lovaglio, 30 anni compiuti lo scorso febbraio, mette in palio la sua cintura contro il coetaneo Stefano Abatangelo con il non celato desiderio di riscattare la sconfitta sofferta cinque anni prima, quando entrambi erano mediomassimi. A quel tempo Lovaglio era al terzo match a torso nudo mentre il suo avversario aveva calcato il ring già sei volte. Poi vi era un’altra verità. Dopo 6 anni di professionismo aveva conquistato la sua prima cintura e se la voleva godere per un pezzo.
Sul ring le cose vanno diversamente ed il titolo cambia padrone dopo che l’arbitro Francesco De Ruvo decide saggiamente di fermare il confronto. Ad 1:40 della sesta ripresa Lovaglio, kg 88.300, viene fermato dopo il secondo conteggio. Un primo atterramento era stato registrato nel round precedente. Abatangelo, kg 85.300, si presenta con la guardia alta a racchiusa. Si muove in avanti per cercare la corta distanza. La fisionomia del confronto non cambia nel secondo round. Il campione tenta di sottrarsi agli attacchi del suo oppositore. Lo sfidante lo incalza, lo avvicina e gli scarica colpi pesanti. Lovaglio riesce a cavarsela con il mestiere e le azioni di contrasto.
Anche la terza ripresa mostra queste due opposte tendenze. Il campione non si spende molto nelle azioni e cerca di sfoderare i colpi lunghi tra i varchi degli attacchi di Abatangelo. Questi impone la sua tattica e la sua azione diventa sempre più incontenibile. Lovaglio si serve del clinch per evitare gli affondi del suo avversario. Nel quarto tempo lo sfidante mostra di possedere una marcia in più. Il campione appare troppo remissivo e soprattutto sparagnino nel mettere i colpi che contano. Sul finire del round un montante destro dello sfidante mette a nudo la resistenza del campione che si affanna oltremodo per giungere al suono del gong.
La quinta frazione presenta Lovaglio poco incline alla lotta. Appare svuotato e privo di temperamento. Finisce sulla stuoia. Dopo il rituale conteggio tenta di arginare l’animosità del suo avversario con colpi di sbarramento e provvide tenute. L’arbitro non gli permette malizie e si muove sulle gambe all’indietro per trovare scampo negli angoli. Abatangelo incappa in qualche colpo di troppo che gli fa sanguinare la narice destra. Nel sesto round lo sfidante sfodera maggiore una maggiore incisività che mette a nudo quel che resta del campione. Alla fine Lovaglio cade in un angolo sotto l’incalzare dell’avversario. L’arbitro De Ruvo lo conta ma poi si avvede di avere di fronte un pugile svigorito e muove le braccia in segno di stop.
Così Stefano Abatangelo, 15-2-1 (5), diventa il nuovo campione IBF Mediterraneo dei pesi massimi-leggeri, conquistando il suo primo titolo da professionista. Abatangelo, misuratosi sempre tra i mediomassimi, si proietta a livello internazionale in questa nuova divisione di peso.
Lovaglio, 13-9-0 (8), deve avere più mordente per aspirare ad altri appuntamenti titolati.

Il programma è iniziato con il saluto vittorioso di due torinesi, Loredana Piazza e Massimiliano Ballisai.
La Piazza, kg 51.900, è tornata alla vittoria dopo la sconfitta rimediata due anni prima in Argentina per il titolo inaugurale WBO dei pesi supermosca. Ha fermato Marianna Gulyas, kg 53, nel corso del secondo round. Piazza, a tre giorni del suo 33mo compleanno, ha migliorato il record con 9 successi (4 prima del limite) contro 1 sconfitta. Gulyas, 10-12-0 (2), è ungherese ed ha 25 anni compiuti.
Ballisai, kg 62.600, ha ripreso la via del successo a spese dell’altro ungherese Csaba Toth, 60.500, chiudendo la partita pure nel secondo tempo. Il guardia destra Toth, 10-12-0 (2), ha 24 anni compiuti. Il 28enne Ballisai, 16-1-0 (10), era reduce dall’inaspettata battuta d’arresto impostagli dal pericoloso Felix Lora, dominicano con licenza spagnola.

Primiano Michele Schiavone

Fonte www.sportenote.com