di Alfredo Bruno

Se Carnera fu il primo italiano a conquistare il titolo mondiale, non fu il primo a battersi per il mondiale, perché questa leadership gli fu tolta da Oddone Piazza,  proveniente da una piccola frazione del vicentino sulle Valli del Pasubio. Nasce nel 1908 ed è l’ultimo di otto fratelli, il cui nome cominciva per “o”, e fu per questo che venne chiamato Oddone. Si appassiona fin da ragazzo alla boxe. Viene attratto dalle sirene del professionismo e rimane in America dove fa il suo esordio nel 1930. Ha talento e brucia le tappe. In quel periodo Mickey Walker, grande campione dei medi, lascia il titolo vacante per passare nei mediomassimi. Non c’erano sigle a quei tempi e per trovare il successore fu organizzato un Torneo con i migliori della categoria. Tra questi c’era Oddone Piazza, che si era messo in luce con una serie di vittorie, grazie alla sua classe cristallina, su avversari di caratura. Nel Torneo oltre a Piazza s mise in luce Gorilla Jones, un pugile di colore dall’incredibile forza fisica. I favori del pronostico pendevano dalla parte di Jones, ma la stampa specializzata nutriva qualche dubbio avendo preso visione della bravura dell’italiano che aveva eliminato nel Torneo gente del calibro di Raul Rojas, Frank Battaglia e un pareggio con Henry Firpo al termine di un match drammatico.

Alla fine risultarono finalisti Gorilla Jones e Oddone Piazza. L’effettuazione del match tra i due avrebbe dovuto svolgersi a Milwaukee il 7 gennaio del 1932. Ma Jones e il suo entourage ottennero un rinvio, adducendo come pretesto un infortunio in allenamento. Un rinvio che in pratica danneggiò più l’italiano che era in piena forma. I due si affrontarono il 25 gennaio alla presenza di un pubblico composto da molti italo-americani, venuti per incitare il loro campione. L’incontro si rivela subito molto difficile per l’italiano. Jones sebbene più basso aveva un fisico molto robusto e due braccia lunghissime, ma soprattutto aveva un’esperienza nettamente superiore all’avversario. Fino alla quarta ripresa c’era un certo equilibrio, ma poi iniziò da parte del negro un’opera di demolizione che si concluse alla settima ripresa quando l’arbitro fermò il match vedendo l’italiano in affanno e in condizioni critiche.
Dopo questo match Piazza, pugilisticamente parlando, non fu più lui. Non gli va bene dal lato finanziario per una cattiva speculazione. Dopo qualche anno torna in Italia per un periodo fino al 1938 quando decide di appendere i guantoni al chiodo (+ 29, – 17, = 2). Si stabilisce quindi in America a Dorchester dove diventa cittadino americano e vi rimane fino alla fine dei suoi giorni.

Di Alfredo

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