DSC_0012 DSC_0059 DSC_0115di Gianni Virgadaula

 

Al PalaCossiga di Gela, antica e gloriosa città il cui omonimo fiume cantò pure Omero, la Dolce & Gabbana Italia Thunder si è presa una clamorosa rivincita sull’ Ucraina Otamans, riscattando il 4-1 subito nel dicembre scorso a Brovary grazie ad una schiacciante vittoria che l’ha vista prevalere per 5-0. In questo modo i nostri ragazzi hanno superato in classifica la stessa Ucraina e adesso viaggiano nelle World Series of Boxing con il vento in poppa e la speranza legittima di potere arrivare sino in fondo.

La serata al PalaCossiga si è aperta con la calorosa accoglienza del pubblico a Clemente Russo. E gli applausi non sono mancati neppure per Domenico Valentino. Entrambi i nostri campioni non hanno combattuto ma comunque hanno saputo dare la giusta carica alla squadra.

L’inizio dei combattimenti è stato preceduto da un minuto di silenzio in ossequio alle vittime causate dalla guerra civile in Ucraina. I primi pugili a salire sul ring sono stati il gallese Andrey Selby, campione europeo dei pesi mosca, e l’ucraino Kazat Usenaliev. Ha vinto ai punti il gallese che si è aggiudicato in scioltezza tutte e 5 le riprese, regalando subito il vantaggio ai nostri colori. Nei leggeri il brasiliano Robson Concelcao, vice-campione del mondo, ha superato ai punti l’ucraino Pavlo Ischenjo in un match confuso e scorretto. L’ucraino ha subito pure un richiamo ufficiale alla quarta ripresa. Il terzo incontro della serata, nella categoria pesi welter,  ha visto sul ring Vincenzo Mangiacapre contro Denys Lazarev. Il nostro campione ha vinto ai punti aggiudicandosi tutte le riprese grazie ad una boxe scintillante e di alto tasso tecnico. Nella sfida successiva, categoria mediomassimi, l’algerino Abdelhafid Benchabla ha surclassato l’ucraino Oleksandr Ganzulla, che ha dovuto subire una pesante punizione, soprattutto nella terza e quarta ripresa quando più volte  ha rischiato di finire KO. L’ultimo combattimento in programma è stato quello fra i supermassimi Mihai Nestor, rumeno, e l’ucraino Iegor Plevako. Nestor, nonostante concedesse ben 8 centimetri all’avversario, ha subito preso l’iniziativa e ha martellato Plevako con delle serie terribili di colpi al volto e alla figura. Al 3° round l’ucraino è andato al tappeto, dopo che già aveva subito una ferita all’occhio sinistro. A quel punto l’arbitro ha decretato il KOT e ha rimandato all’angolo Plevako. Contento della straordinaria prova dei suoi ragazzi,  Francesco Damiani dopo il successo si è dichiarato ottimista sul proseguimento del torneo WSB. Il team azzurro è compatto e determinato. Comprensibile invece lo scoramento degli ucraini allenati da Valentyn Sobolyevskyy, che pure hanno sempre mantenuto una condotta leale e decorosa dentro e fuori il quadrato.

A commento di questo scintillante confronto degli WSB, organizzato da Gianni Filippini Management in collaborazione con la FPI e il locale Assessorato allo Sport, rimane da dire come grazie a questo evento, per un giorno la Sicilia sia divenuta la capitale mondiale del pugilato dilettantistico, e come al PalaCossiga si sia potuto assistere ad una vera festa dello sport, forse però un tantino inquinata da un eccesso di glamour. La bellezza della “Noble Art”, i suoi riti, il segreto antico che ne determinano il fascino sono il silenzio, il rigore, la fatica, la sofferenza, l’attesa. E l’eccessivo “chiasso” a volte riduce questa “spiritualità” del pugilato, che è poi la vera magia del ring.

Di Alfredo