MANAYUNK, 19. 02. 2015 – Un altro grande campione ci ha lasciato, uno dei più grandi di tutti tempi nella categoria dei mediomassimi nella quale fu protagonista per circa 25 anni tra il 1946 e il 1971. Entrando nella International Boxing Hall of Fame nel 1992 a pieno diritto, a differenza di qualche altro nome. La sua sfortuna è stata quella di essere vissuto nella epoca in cui nella sua categoria primeggiavano Archie Moore ed Ezzard Charles, considerati i più grandi di tutti i tempi. The Ring provò nel 2002 a stilare una classifica dei mediomassimi e piazzò Harold Johnson al 7°. Sono semplicemente classifiche e statistiche, ma servono comunque a far capire il valore di questo incredibile campione, figlio di Phil Johnson, a suo tempo discreto pugile. Johnson disputò nella sua lunga carriera 87 matches con 76 vittorie, 32 per ko, e 11 sconfitte. Aveva un fisico scultoreo perfetto, spalle larghe e vita stretta, ed era un pugile dotato di una tecnica incredibile, difficilmente riscontrabile negli 81 kg., non mancava comunque di potenza.  Lo chiamavano Mister Perfezione e questo la dice lunga sulla sua bravura. Con Archie Moore diede vita a cinque indimenticabili sfide.

Fu Moore a procurargli la prima sconfitta dopo 24 successi, ma occorre tenere conto che la “Mangusta” aveva al suo attivo 125 matches. Johnson si rifece alla sua terza sfida superando agevolmente l’avversario, ma dopo tre mesi Moore si prese una pronta rivincita. Johnson dopo questa sconfitta fece il vuoto attorno a se superando gente del calibro di Clarence Henry, Bob Satterfield, schiantato in due round, Jimmy Slade, Toxie Hall, Paul Andrews, ma facendo anche incursioni tra i massimi dove mise in riga gente come Nino Valdes, il gigantesco cubano, Ezzard Charles, ormai nella parabola discendente. Stavolta nella quinta sfida tra Moore e Johnson c’era in palio il titolo mondiale. Harold dominò la scena, anzi nel 10mo round inviò al tappeto Moore. Arrivò alla 13ma ripresa in chiaro vantaggio, ma nel penultimo round Moore compì il suo capolavoro con una selvaggia combinazione. Il titolo sembrava precluso per Harold, ma la sua pervicace tenacia ricevette il giusto premio quando a 33 anni frantumò i sogni di Jesse Bowdry, difese il titolo spazzando in due rounds Von Clay, dominò Doug Jones e andò in Germania a battere l’idolo locale Gustav Bubi Scholz, vittoria per split decision su Eddie Cotton e dopo due anni lasciò il titolo a Willie Pastrano a Las Vegas. Fu una grande sorpresa, ma il verdetto fu lungamente disapprovato dal pubblico. Dopo aver battuto due ottimi pugili come Henry Hank e Hank Casey alternò buoni risultati, anche se la sua potenza sembrava essere sparita a favore della sua abilità e fine tecnica. Il suo ultimo match lo disputò il 30 marzo del 1971 contro un outsider senza pretese come Herschel Jacobs, il match fu fermato al terzo round per una brutta ferita allo zigomo di Johnson, che decise subito dopo di appendere i guantoni al chiodo.

(Al. Br.)

 

 

 

Di Alfredo