Italia Thunderdi Giuliano Orlando

Bergamasco prosegue a lanciare i giovani.  Contro il Venezuela in terra sarda ha dato disco verde a Cosenza (60) e Morello (69). Erano in molti ad incoraggiare gli italiani, attorno al ring del PalaMura di Porto Torres, nel sassarese, che ha ospitato per il secondo anno, una tappa delle World Series. L’Italia Thunder dopo una partenza zoppicante, parliamo delle prime due tappe (Guba e Miami), con un solo punto in carniere. Al terzo appuntamento la franchigia guidata da Lello Bergamasco, cambia passo e mette la barra dalla parte del vento, bloccando l’emorragia negativa. Vittoria sul Portorico, pari in Argentina, e doppietta con Polonia in trasferta e appunto il Venezuela in Sardegna. L’impegno sull’isola segnava il debutto nella rassegna, dei giovani Cosenza (60) e Morello (69), mentre l’indiano Bidhuri (52) tornava a combattere dopo la sconfitta in Florida contro Venegas. Il campano Cosenza mostrava la maturità attesa, battendo in modo chiaro il pericoloso Armas, un lungagnone pericoloso per la testa troppo in avanti, che infatti ha tagliato l’italiano al terzo round,  senza che l’arbitro facesse una piega, salvo qualche bonario avviso. Per fortuna Cosenza ha seguito i consigli dall’angolo, portato a casa un successo importante. Per il già campione italiano leggeri, da segnalare la giusta tattica contro un rivale dal maggiore allungo, annullato grazie al movimento sul tronco, la guardia stretta e i rientri improvvisi. Tutto il contrario di quanto ha fatto il welter Morello. Andato in confusione già al primo round, contro Mendez, che si è trovato il successo senza troppo faticare, visto che il calabrese, invece di usare l’intelligenza ha messo in mostra solo i muscoli, che debbono essere messi al servizio della tattica. Peccato, poteva essere l’occasione importante per mettersi in luce anche in chiave azzurra. Il previsto titolare, il gallese Evans, ha dato forfait per la febbre, ma visto il rendimento precedente, non ci sono rimpianti. A questo punto, il 7 marzo a Milano, potrebbe toccare a Di Russo, campione italiano in carica, che in fatto di tattica è sicuramente migliore, oltre che più mobile. In merito a Bidhuri, l’indiano ha offerto una prova veramente convincente, superando il non disprezzabile Silva, tipetto veloce ed esperto, che ha dato filo da torcere al rivale, ma di una linea sotto. Gli altri due successi, sono arrivati come da pronostico da Manfredonia (81) e Vianello (+91) di fronte a Pinto e Mata. Vittorie nette, ma non esaltanti. Forse un filo di stanchezza per gli impegni, tre incontri in un mese, sono una razione piuttosto pesante, ma nessuno dei due è parso brillante. Manfredonia ha mascherato meglio, sia per l’età che il tipo di boxe, che sta seguendo la filosofia di Clemente Russo, facilitato anche dall’esperienza maggiore. Ha chiuso il quinto round con una bella dimostrazione di lucidità, colpendo in velocità e precisione il venezuelano, che forse non si aspettava una replica così decisa, dopo un quarto round assai equilibrato. Vianello aveva un rivale di 32 anni, più basso di 12 cm. capace di portare sventole più rumorose che pericolose, ma col passare delle riprese, questi colpi sono diventati una specie di incubo, visto che Vianello ne ha incassati troppi, anche se li ha assorbiti con disinvoltura. Il romano, che ha 20 anni, partito bene, sinistro e destro in successione, a metà incontro ha iniziato a rallentare il ritmo e la velocità sulle gambe, diventando facile bersaglio per Mata che arrivava  con irrisoria facilità al viso del nostro trampoliere. Vianello ha sempre replicato dimostrando il giusto carattere, ma in futuro dovrà riflettere molto sulla difesa. Il campione italiano ha sicuramente fatto progressi, non altrimenti avrebbe battuto a Miami il quotato Awesome che alla riprova di sabato ha spedito ko il polacco Hryniuk. Purtroppo, il limitato numero di atleti, costringe il commissario tecnico a fare di necessità virtù. Ad un turno dalla fine del girone d’andata, l’Italia è saldamente terza, anche se la prossima tappa è tutta in salita, ad Almaty contro l’imbattuto Kazakistan, che sabato ha proposto nei welter il campione del mondo 2013, Danyar Eleusinov, premiato dall’Aiba miglior pugile 2014. Evidentemente il team punta a vincere l’edizione e portare più pugili alla finale individuale per i pass olimpici. Nel girone A, oltre a Cuba che contro gli inglesi,pur vincendo ha dovuto lasciare una vittoria agli ospiti, nello specifico il +91 Joyce, gigante di colore, ex-Thunder che ha superato il giovane Pero Justiz per 2-1, ma il giudice portoricano che ha dato la vittoria al cubano ha visto un altro match. Vincono anche Messico (4-1) sui cinesi, la Russia (5-0) con l’Ucraina e il Marocco (3-2) nel derby d’Africa con l’Algeria. Nel girone B, Kazakistan (5-0) con l’Argentina e gli USA (4-1) con la Polonia. Azerbajan-Portorico non pervenuto.

Di Alfredo