Il 17 marzo, al PalaRavizza di Pavia, l’artista del ko Luca Giacon difenderà il titolo dell’Unione Europea dei pesi leggeri contro Krysztof Szot. “Ho visto i suoi ultimi incontri, ha un sinistro e un gancio che danno fastidio. Ho lavorato per impostare il match sulla media e lunga distanza, terrò lontano il mio avversario. Lo farò avvicinare solo per sferrare il pugno del ko. Una cosa è certa: sarò io a controllare il combattimento”.
Recentemente, “Black Mamba” Giacon (18 vittorie, 17 prima del limite e 1 no-contest) ha trascorso tre settimane a Los Angeles, dove si è allenato nella palestra del celebre trainer Freddie Roach, e tre settimane a Las Vegas nella palestra di Floyd Mayweather. In pratica, i due centri in cui si allenano i più quotati professionisti americani.


“E’ stata una bellissima esperienza – racconta Giacon -. La Wild Card Gym di Los Angeles è un luogo pazzesco, arrivano da tutta la California e dagli Stati vicini per allenarsi con i migliori sparring. Il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 09.30 alle 13.00 ci sono almeno 150 persone in palestra che picchiano come dannati. Più che di sessioni di allenamento, si tratta di combattimenti. Mi allenavo un’ora e mezza al mattino e due ore la sera, ho imparato a portare le combinazioni in maniera diversa, più efficace. Ho conosciuto gli ex campioni del mondo Shane Mosley e Paul Malignaggi. Entrambi mi hanno impressionato per la loro rapidità nel portare i pugni. Malignaggi sarebbe un avversario difficile perché si muove molto, non si fa beccare”.
Sui campioni del mondo della propria categoria di peso, Luca Giacon ha le idee chiare: “Il campione WBC Antonio De Marco non è niente di speciale, ma è mancino e molto alto (178 cm). Il campione IBF Miguel Vasquez incassa tutto, sembra magrolino, ma è molto forte fisicamente. Brandon Rios è più forte di entrambi, anche se non detiene un titolo (gli hanno tolto a tavolino la cintura WBA). Accetterei di combattere contro chiunque, ma se potessi scegliere combatterei contro il campione WBO Ricky Burns. Pure lo scozzese è alto 178 cm, ma è alla mia portata, anche oggi. Queste decisioni, però, le prende il mio manager. Non ho fretta”.

Di Alfredo

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