di Michele Schiavone

Il campione WBC Diamante dei pesi medi Sergio Martinez, dopo le devastanti affermazioni che hanno caratterizzato gli ultimi due anni, ha trovato nell’inglese Matthew Macklin un avversario duro da debellare. I recenti trascorsi del campione argentino facevano prevedere un altro suo trionfo senza affanno. Invece ha dovuto fare i conti con l’ardore e la tenacia del “Mack the knife” britannico che ha creduto in questa chance ed ha cercato di rovesciare il pronostico. Ci stava riuscendo addirittura nella settima ripresa quando ha imposto un knockdown al celebrato campione sudamericano. Il Madison Square Garden di New York City, occupato in ogni ordine di posti, si è infiammato nella note di sabato 17 marzo nel vedere tanta audacia ed improntitudine. Dopo quell’episodio Macklin era in vantaggio sui cartellini dei tre giudici.


Lo spettacolo accomunava gli sforzi di entrambi in uno slancio di forza, abilità, resistenza e violenza per l’annientamento dell’altro. L’animato e accattivante scambio di poderosi colpi sembrava alimentato da un abbondante serbatoio di energie, pronto a liberare il suo potenziale inesauribile per incrementare la veemenza e la volontà di affermazione per celebrare, infine, il trionfo della propria azione devastante. Il caloroso confronto si è rotto d’incanto nella penultima ripresa quando lo sfidante si è trovato sulla stuoia dopo una tempesta di colpi. Una seconda caduta di Macklin ha segnato definitivamente il corso del match. Nell’intervallo per l’ultimo round l’esperienza dei secondi d’angolo ha prevalso sulla voglia di rivalsa dell’inglese ed ha fatto maturare la saggia decisione di rinunciare all’ultima frazione del combattimento, lasciando la vittoria all’avversario.
Fino alla ripresa precedente Martinez era in vantaggio di un solo punto per due giudici mentre Macklin conduceva con tre punti sul cartellino del terzo giudice. Nella fase cruciale è affiorata definitivamente la classe del campione che ha dato la svolta decisiva al match ed ha sentenziato la sua sorte. Al termine del combattimento “Maravilla” Martinez ha dichiarato che era fiducioso sull’esito finale del match. Ha ammesso che il confronto è stato complicato ma la consapevolezza che sarebbe durato 12 riprese gli dava la fiducia necessaria per tagliare il traguardo con le braccia alzate in segno di trionfo. Ha aggiunto che per lui era solo questione di tempo, paragonando la demolizione del suo avversario all’abbattimento di un albero, colpo dopo colpo, fino all’abbattimento finale.  Macklin ha confessato che avrebbe voluto continuare ma ha accettato la decisione dei suoi secondi, convinto che ci saranno altre opportunità da cogliere.
Martinez, mancino di 37 anni, ha totalizzato il successo numero 49 (28 prima del limite) contro 2 sconfitte e 2 verdetti di parità.
Macklin, 28-4-0 (19), è stato campione d’Europa dei pesi medi e valido antagonista del tedesco Felix Sturm, titolare WBA super champ delle 160 libbre, con il quale è rimasto sconfitto in Germania con decisione divisa.

Altri risultati:
Massimi, Magomed Abdusalamov W TKO 4 Jason Pettaway
Supermedi, Edwin Rodriguez W PTS 10 Don George
Superwelter, Charlie Ota W TKO 7 Gundrick King
Mediomassimi, Sean Monaghan W PTS 6 Eric Watkins
Superleggeri, Carl McNickles W PTS 6 Danny McDermott
Massimi, Thomas Hardwick W PTS 4 T J Gibson
Medi, Kevin Rooney Jr W TKO 1 Anthony Shuff

Tratto da www.sportenote.com

Di Alfredo

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