di Fabio De Belvis
12 Marzo 2011, Milano: per gli amanti degli sport da combattimento,una giornata da descrivere nel proprio diario segreto. Finalmente si è assistito, qui in Italia, ad un vero evento internazionale, ricco di Atleti con la “A” maiuscola.
Già lo si prevedeva da tempo, data la determinazione del patron Di Blasi, ma il successo dell’importazione della cultura sportiva di questa nicchia di atleti, lo si deve in particolare ai titoli mondiali conseguiti dai fratelli Petrosyan capitanati dal maestro Romanut, che hanno animato gli incontri più importanti della serata.
 Un Palasharp gremito di appassionati assiste a un clichet di incontri perfettamente inseriti nella cronologia della serata: in primis abbiamo le giovani promesse, con il romano Alessandro Campagna che sconfigge alla prima ripresa, grazie ai danni provocati da un potente high kick, il francese Philippe Salmon. Gli stranieri si prendono una rivincita con il secondo incontro, nel quale l’italiano Federico Pacini va a subire un KO dal bielorusso Chynhiz Alazau. Nel terzo match si assiste alla “lotta tra titani”, che vede vittorioso ai punti il supermassimo italiano Luca Pantò contro l’enorme atleta di colore (196cm x 126kg) Daniel Sam. Tutto internazionale e di grande spettacolo l’ultimo incontro prima del torneo Fight Code, che mette in mostra le abilità tecniche e la tenacia di Marcus Oberg (S) che sconfigge l’ostico olandese Khalid Bourdif (NL).


 La pausa di pochi minuti, inserita prima dei match cloue della serata, offre la possibilità agli organizzatori di ricordare la tragedia giapponese in corso proprio in questi giorni e di dedicare alle loro rappresentanze un nostro inno nazionale, in segno di fratellanza verso la popolazione nipponica.


 Una avvenente presentatrice madrelingua inglese annuncia quindi l’inizio del torneo Fight Code, categoria Dragon Series (-72,5kg).
 Aprono nuovamente le danze il cinese Xu Yan  che fronteggia il thailandese Klinmee Sam Sudsakorn. Quest’ultimo ostenta immediatamente sicurezza e spavalderia, presentandosi sul ring con indosso una vistosa parrucca azzurra e degli enormi occhiali da sole. Durante il match la sicurezza del thailandese continua a mostrarsi sotto forma di sberleffi nei confronti dell’avversario che inizialmente subisce le abilità tecniche di Sudsakorn, ma poi riequilibra l’incontro riuscendo a prendere le misure. Al terzo round il thailandese riprende il controllo della situazione obbligando ad un conteggio il suo avversario e acquisendo così la vittoria.


 Molto più equilibrato il match tra l’italiano Bruno Franchi ed il giapponese Takuro Moriya, abile nel portare a segno un infinito numero di low kick sulla gamba sinistra del nostro che però resiste e contemporaneamente riesce a mettere a segno dei colpi di braccia sul viso del giapponese. Vince ai punti Franchi.
 Il final 16 dragon series si chiude con l’incontro tra il plurititolato Askerov che letteralmente abbatte al primo round l’olandese Chris Van Venrooij.
 Chiuso il fight code, si accendono i riflettori sui superprestige fight che coinvolgono il team Satori, e sull’immancabile match di muay thai.
 Armen Petrosyan affronta il secondo classificato al k1 2010, l’intramontabile Yoshiro Sato. Il giapponese è conosciuto per la sua abilità con le ginocchia e per essere un eccellente incassatore, oltre ad essere tecnico e molto incalzante. Armen ha dalla sua parte la potenza, la preparazione e la strategia. Infatti è proprio lui a obbligare Sato a non gestire il match, aspettandolo, colpendolo con violenza e girandogli intorno. Le qualità di Sato si vedono, ma non bastano contro le abilità di Armen, che si inginocchia sul ring con le braccia alzate quando lo proclamano vittorioso ai punti.


 L’incontro di muay thai che segue vede fronteggiarsi Andrei Kulebin (BY)  e Angelo Campoli (ITA). I due atleti sono ben preparati e non lesinano i colpi, alternando fasi di combattimento acceso alle più specialistiche fasi di clinch, quest’ultime spesso non ben accette dal pubblico di profani che vorrebbe sempre e solo spettacolo senza mai privilegiare tradizione e tecnica. Un intervento medico ottenuto in seguito a una gomitata in testa, assegna la vittoria al bielorusso al quarto round.
 L’incontro più atteso della serata vede fronteggiarsi l’ormai indiscusso campione dei 70kg Giorgio Petrosyan contro il campione mondiale WAKO pro della categoria 77kg, Alexandre Cosmo. Il problema, infatti, è diventato quello di riuscire a trovare qualcuno che riesca a mettere in difficoltà Giorgio, che avendo sconfitto tutti gli appartenenti alla sua categoria, è costretto a ricercare atleti nelle categorie superiori. Così Cosmo riesce a perdere peso (contro ogni previsione) in tempi celeri riuscendo a mettere piede sul ring.
Non l’avesse mai fatto, perché Giorgio gestisce bene un incontri molto più che impegnativo, spiazzando completamente il brasiliano che le prova davvero tutte per non perdere. Ed è impressionante vedere un campione mondiale Wako andare letteralmente “a farfalle” con i suoi colpi di braccia.
 Manco a dirlo, vince Petrosyan, ai punti, permettendo al team Satori di essere ormai incontrastato nell’olimpo dei combattenti, anche se i loro atteggiamenti rimangono quelli semplici e socievoli di sempre, riassumibili nella fugace dichiarazione di mr Romanut a fine serata:
“Hai visto? È andata! Anche questa è andata!”
…Come se si potessero avere dubbi…!

Di Massimo

2 pensiero su “Oktagon: come andare al colosseo nel 2011”
  1. In effetti ci sarebbe potuto essere lo spazio per un incontro tutto in rosa… chissà se con il tempo non si tenda a reinserirlo.

  2. Che bello Okatgon….orami è sempre il solito grande successo!!!!
    COmplimenti davvero a tutti quelli che ci mettono la voglia e le energie per organizzare una così prestigiosa vetrina di questo magnifico e “sottovalutato” sport!!!
    Solo una domanda….se non sbaglio è dal match Leprini vs Caligiuri però che non ci sono incontri al femminile….sarebbe una bella idea ideare un “fight code” al femminile, magari eni pesi che poco si vedono in iro nei palazzetti, 60, 65 e 70 kg….

    Solo un’idea….
    Complimenti ancora comunque

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