di Giuliano Orlando

In aprile la boxe mondiale riprende alla grande, con l’esordio di piazze inedite come l’Uzbekistan che allestisce un mondiale pro. Ma anche questo fine settimana è ricco di pugni in Europa. Quasi tutti gli impegni sono a porte chiuse, pochi altri col pubblico ridotto. Luci sul ring in Argentina, Australia e Tasmania, Belgio, Repubblica Dominicana, Francia, Germania, Ghana, a Gibilterra, India, Indonesia, Malta, Filippine, Polonia, Russia, Spagna, Thailandia, Inghilterra, Messico e Usa.

Sabato sera, alla Salle la Soucoupe di Saint-Nazaire in Francia, l’ex campione italiano mediomassimi Davide Faraci (15), titolo lasciato volontariamente, doveva tentare la non facile impresa di scalzare il locale Pierre Hubert Dibombe (19-0-1) campione Unione Europea, cintura conquistata il 23 novembre 2019 sullo stesso ring, battendo ai punti l’ucraino di nascita, naturalizzato italiano di stanza a Roma, Sermiy Demchenko. Purtroppo l’esito del tampone ha riscontrato la positività dell’italiano e costretto gli organizzatori al rinvio della riunione a data da destinarsi. Logicamente deluso Simone D’Alessandri, iI tecnico dell’italiano: “Davide si era allenato bene, nonostante le difficoltà del momento. Da tempo vive stabilmente a Roma e vista la situazione di stallo, questa opportunità era importante. Purtroppo l’esito del tampone ha vanificato tutto il lavoro. Ma non ci arrendiamo. Gli organizzatori francesi, ci hanno assicurato per sarà solo un rinvio. Quindi contiamo di poterci provare”. La sfida era molto importante, in vista della situazione di vertice del titolo EBU, al momento vacante, che verrà assegnato in Germania nel prossimo maggio. L’organizzatore tedesco Erol Ceylan (EC Boxing) ha vinto l’asta con 51.000 euro, dando a Igor Mikhalkin (23-2), 35 anni, nato a Irkutsk in Siberia, residente in Germania dal 2027, quando è passato professionista, approdando nella Universum di Klaus Peter Kohl, l’organizzazione che gestiva tutti i pugili provenienti dall’Est Europa compresi i fratelli Klitshko. Nel 2003, a 18 anni, per la Russia aveva conquistato l’oro agli europei jr. a Varsavia, trovando disco rosso agli assoluti nel 2006 e 2007 di fronte a Bertebiev, nei quarti. Nello stesso anno lascia la Russia approdando in Germania e inizia la carriera da pro. Campione d’Europa dal 2014 al 2016, tenta il mondiale WBO a New York nel 2018, ma viene battuto dal russo effettivo Sergej Kovalev per kot al settimo tempo. Dopo la sconfitta combatte altre due volte, l’ultima il 6 giugno 2019, sempre in Germania. Dopo una sosta forzata di 18 mesi, è tornato sul ring, debuttando per la prima volta in Russia a Mosca, il 20 marzo scorso, spedendo KO al quinto round il locale Denis Tsaryuk (12-5) collaudatore di 39 anni. Adesso può tentare l’assalto al trono europeo, contro il francese Mathieu Bauderlique (20-1), bronzo ai Giochi di Rio 2016, la cui unica sconfitta riale al 2017, contro Dragan Lepei, nato in Romania, naturalizzato italiano e già campione nazionale nei supermedi. Un avversario di qualità, anche se in Germania sono sicuri della vittoria di Mikhlkin.

Secondo appuntamento di fine settimana in Russia a Ekaterinburg, nella parte orientale degli Urali, la quarta città della Russia, dopo Mosca, Pietroburgo e Novobosky. Molto attiva con lo sport. Nel 2019 ha organizzato i mondiali AIBA maschili. Il promoter miliardario russo German Titov ha preso sotto tutela Evgeny Tishchenko (8) nato a Staroderevyankovskaya, il 15 luglio 1991, carriera di vertice in maglietta, iniziata nel 2010 a 19 anni, e proseguita fino al febbraio 2017 con i mondiali di Amburgo che segnarono lo stop nei dilettanti. Nei sette anni in maglietta ha conquistato un oro e due argenti mondiali, restando imbattuto dopo l’argento ai mondiali 2013 ad Almaty in Kazakistan, superato in finale dall’azzurro Clemente Russo, fino al settembre 2017, sconfitto nella finale mondiale dal cubano Erisland Savon, split decision. In quel periodo ha vinto due titoli europei (2015-2017), oltre all’oro olimpico di Rio, con un verdetto finale ai danni del kakako Levit, definito un furto colossale. Lo score del russo, segna 91 vittorie contro otto sconfitte, le prime quattro nel biennio 2010-2011. Oltre a Russo e Savon (due volte), lo hanno superato Julio Castillo dell’Ecuador, l’irlandese Darren O’Neill per due volte contro una vittoria, e i connazionali Ivanov e Mekhontse a inizio carriera. Il bilancio con l’AIBA e di 88 vittorie e 8 sconfitte. L’impegno odierno lo mette di fronte al sudafricano Thabiso Mchunu (22-5), 33 anni, attivo dal 2007, il quale difenderà la cintura Wbc Silver  dei massimi legger, conquistata a Krasnoyask  il 21 dicembre 2019, battendo il mancino russo Denis Lebedev, in fase calante. Il russo, pro dal 2018, vicino ai 30 anni, ha vinto i primi otto incontri, conquistando l’europeo WBO il 7 novembre 2020, battendo per KO al secondo round, l’inglese John McCallum (12-2). La sfida attuale non dovrebbe risultare proibitiva e in caso di successo, per Tishchenko si apre la strada della sfida mondiale contro Ilunga Makabu (27-2) congolese di 32 anni, residente in Sudafrica, campione dal 31 gennaio 2020, battendo il polacco Michael Cieslak a Kinshasa. Titolo difeso sempre in Congo il 19 dicembre scorso contro il nigeriano Olanrewaju Duradola (35-8) finito KO al alla settima ripresa. Makabu non rifiuta mai una buona borsa e sarà disponibile a combattere anche in Russia. Che sia rassegnato alla sconfitta è un altro discorso. Thischenko è un longilineo che ha migliorato anche sul piano della potenza e quindi ha tutte le carte per realizzare il sogno mondiale. In programma altri russi, il leggero Zaur Abdullaev (12-1), 27 anni, finito KO nel settembre 2019 da Devin Haney (Usa), opposto all’armeno Zora  Hamazaryan (10-2-2), 24 anni, residente negli USA, mentre il superpiuma tajiko  Muhammadkhuja Yagubov (16), titolare Wbc International  e n. 5 WBC, trova il sudafricano Lunga Sitemela (13), a sua volta imbattuto.

 La Matchroom di Eddie Hearn, sabato prossimo 27 marzo, allestisce la rivincita tra i massimi Alex Povetkin (36-2-1) e l’inglese Dillian Whyte (27-2) sul ring inedito del “The Rock” a Gibilterra, territorio inglese sulla costa meridionale spagnola, che lo cedette alla Gran Bretagna nel 1713.  In palio l’interim WBC. Sfida molto sentita e importante per entrambi. Nell’agosto scorso l’inglese finì KO al quinto round, mentre era in netto vantaggio. Stavolta vorrebbe capovolgere il risultato, avendo in prospettiva opportunità mondiali. Il russo, che ha superato nel frattempo l’attacco del COVID 19, nonostante i 42 anni e il pronostico contrario, non è certo battuto in partenza. Nella locandina il massimo Erik Pfeifer (7), 34 anni, nato in Russia, nazionalizzato tedesco, lunga attività in maglietta, due bronzi iridati (2011-2013), contro l’inglese Nik Webb (16-2), 33 anni, avversario scomodo, mascella fragile ma pugno pesante. Sfida nei welter tra gli imbattuti Chris Kongo (12), 28 anni, pugile di colore, attivo dal 2016, pugno pesante, campione WBO Global, dallo scorso agosto a spese di Kuther Clay per KO al nono round, opposto al mancino bianco Michael McKinson (19). 26 anni, contrista con poca potenza. Entrambi molto alti.

Lo scorso sabato alla Wembley Arena di Londra, l’inglese Lawrence Okolia (16), 28 anni, pro dal 2017, ha conquistato il titolo WBO massimi leggeri, spedendo KO al sesto round, il non più verde polacco Krzysztof Glowacki (31-3), 34 anni attivo dal 2008, che destò sensazione nel 2015 battendo il tedesco Marco Huck per ko all’undicesimo round in Inghilterra, conquistando la cintura WBO cruiser. Lasciata poi nei guantoni del mancino ucraino Olek Usyk (18), il dominatore della categoria dal 2016 al 2018, con sei difese vincenti, per passare poi nei massimi. Eddie Hearn che gestisce Okolia, ha fatto sapere di voler concludere al più presto il confronto con Mairis Biedis (27-1), il lettone che al momento viene indicato come titolare IBF, cintura che ha conquistato il 26 settembre battendo il cubano Dorticos, mentre il 15 giugno 2019 superava il polacco Glowacki per il WBO, senza averlo mai fatto decadere. Che ci sia confusione tra le sigle è un dato di fatto e in questo caso il WBO ha assegnato all’inglese la cintura jr. Che cosa voglia dire è un mistero.

Il 3 aprile a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, verrà allestito un mondiale pro dalla Matchroom di Eddie Hearn. Una prima assoluta, nella nazione che negli ultimi anni è diventata una forza prorompente nei dilettanti, come hanno dimostrato i risultati dei Giochi di Rio: tre ori, due argenti e altrettanti bronzi. Stavolta il supergallo Murodion Akhmadaliev (8), bronzo ai Giochi, mette in palio le cinture WBA e IBF, contro Ryosuke Iwasa (27-3). Nel programma figurano i migliori professionisti locali, da Dusmatov (2) a Jalolov (7), da  Abduraimov (7) a Mirzakhalilov e Kholdarov, tutti sul podio ai mondiali.

 

Il 23 aprile a Barcellona, sarà ancora la Matchroom, in partnership con la OPI Since 82, ad allestire ben tre europei. Nei superleggeri, Sandor Martin (37-2), n. 8 WBC e n. 7 WBA, mette volontariamente in palio il titolo  contro Kay Prospere (14-1-1), n. 12 del ranking EBU, campione inglese. Il piuma Andoni Gago (24-3-3), n. 5 IBF, trova l’altro inglese Gavin McDonnell (22-2-2), già europeo supergallo, sfidante ufficiale. Terza sfida continentale nei superwelter, con l’imbattuto Sergio Garcia (33), sfidante a sua volta per il WBC, affronta il francese Dylan Charrat (20-0-1), scelto dall’EBU.

Sarà il francese Louis Toutin (14-1), 23 anni, attivo dal 2016, lo sfidante scelto dall’EBU per il campione supermedi UE, Daniele Scardina (19). Avversario decisamente pericoloso come dimostra il record, con ben 13 vittorie prima del limite sulle 14 affermazioni. Anche se l’unica sconfitta nel 2018, contro l’ucraino residente in Germania, Petro Ivanov (13-0-2), in palio la cintura WBC youth, fu per KO al nono round. Scardina dovrebbe avere il tempo per una difesa volontaria, mentre la OPI tratterà con Sebastien Acaries che gestisce lo sfidante, per trovare un accordo senza andare all’asta. L’italiano ha conquistato lo scorso mese di febbraio la cintura, battendo lo spagnolo Cesar Nunez, arresosi all’ottavo round.

Di Alfredo

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