Il messicano Juan Manuel Marquez, dopo l’ultima sfortunata prova con il filippino Manny Pacquiao nella quale ha dovuto cedere ai punti con verdetto a maggioranza, ha deciso di esibirsi al limite dei pesi superleggeri ed affrontare l’ucraino Sergey Fedchenko per il vacante campionato WBO interim.
Prima di questa impresa Marquez è stato campione mondiale dei pesi piuma (IBF, WBA e WBO interim), superpiuma (WBC) e Leggeri (WBO, WBA ed IBO).
La sera di sabato 14 aprile, nell’Arena New Mexico City della capitale messicana il 38enne “Dinamita” Marquez ha mostrato di non aver perso lo smalto dei giorni migliori ed è apparso troppo superiore al co-sfidante del vecchio continente.


Gli otre 22mila connazionali che lo hanno sostenuto sono stati ripagati da una superba prova del campione messicano.
Non ha ottenuto un eclatante successo prima del limite ma il risultato finale al termine delle 12 riprese dirette dall’arbitro Benjy Esteves Jr ha rimarcato il suo dominio pieno. Questi i cartellini: due 118-110 ed un più deciso 119-109.
Al suono del primo gong l’ucraino è apparso nervoso e disordinato nella sua azione di attacco contro il ferrato messicano. L’uso del jab dell’europeo non è servito a mettere in difficoltà il campione locale.
Nel secondo round Fedchenko, infievolito l’impeto iniziale, ha mostrato maggiore prudenza ma non ha potuto sottrarsi agli scambi imposti dall’avversario al centro del quadrato.
L’ucraino ha ripreso a tambureggiare nella ripresa seguente ma la guardia protettiva del suo avversario, impegnato a colpire di rimessa, ha vanificato le intenzioni di penetrazione.
Nel quarto tempo è venuto fuori un rinfrancato Marquez che ha cambiato ritmo, migliorando la velocità e la consistenza dei colpi. Sono state molte le occasioni in cui si sono viste serie di tre colpi del messicano. In questa frazione Fedchenko si è concesso molte pause di riflessione.
L’ucraino è tornato a tuonare nella quinta ripresa, incrementando la velocità di esecuzione e la varietà di colpi. Ha iniziato a scagliare colpi al tronco ed al capo del messicano. Negli scambi Marquez si faceva apprezzare per tempismo, precisione e potenza.
Nel sesto tempo Fedchenko ha preferito marciare all’indietro senza offrire molte chance allo spettacolo.
Marquez ha sforbiciato le intenzioni del suo avversario durante tutta la settima ripresa, incalzandolo da vicino ed imponendogli gli scambi. L’ucraino abbozzava la controffensiva ma trovava un fuoco di sbarramento che non gli dava scampo.
L’ottavo round ed il successivo sono stati caratterizzati da condotte laide che hanno offerto azioni inenarrabili. A sprazzi si è visto Marquez incalzare il suo avversario che tentava di offendere con colpi inefficaci piazzati a media distanza.
Solo sul finire del decimo tempo si è visto recitare il pugilato di rango con scambi impegnati e nei quali il messicano si faceva preferire per rapidità e calibro di colpi.
La penultima frazione ha mostrato un Fedchenko più azzardato e disposto al rischio. Ha lanciato molti colpi dall’esterno, portandosi più vicino al suo avversario. Dal canto suo il messicano non ha disdegnato il gioco messo in campo ed ha sparato contraccolpi efficaci.
L’ultima ripresa è stata ricca di tensioni per il cuore e l’enfasi espressa nelle azioni di attacco. Negli ultimi tre minuti il centro del quadrato è stato lo spazio più calpestato dai due indaffarati pugili. Senza fare un passo indietro si sono scambiati combinazioni elettrizzanti di notevole fattura. Lo sforzo conclusivo di Fedchenko lo galvanizzava per il ruolo che recitava ma non lo poteva ripagare. La condotta di seconda linea liberata nelle riprese precedenti non gli dava scampo sui cartellini dei tre giudici.
Marquez ha così coronato il sogno di conquistare il quarto titolo mondiale in quattro diverse categorie di peso, ambizione sfuggitagli contro Pacquiao lo scorso novembre quando tentò di fare sua la cintura WBO dei pesi welter. Ha portato il numero delle vittorie a quota 54 (38 prima del limite) contro 6 insuccessi ed 1 pareggio.
Fedchenko, 31 anni compiuti quattro giorni prima, torna a casa con onore. Ha perso si, ma ha retto 12 riprese contro uno dei migliori pugili in attività, secondo solo a Pacquiao dopo verdetti recriminati. Ha conosciuto la sconfitta numero 2 a fronte di 30 trionfi (13 prima del limite).

Primiano Michele Schiavone

Tratto da www.sportenote.com

Foto di Chris Farina

 

Di Alfredo

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