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Camilla è una bambina di 11 anni iscritta a nuoto, disciplina in cui è considerata più che una promessa. Ma  lei esula un po’ dallo standard normale, a differenza dei suoi coetanei legge molto e non su internet, che utilizza poco nel suo tempo libero. Non solo legge,  ha anche una buona predisposizione nello scrivere come si può ben vedere in questo breve racconto che pubblichiamo volentieri.

 

UN RAGAZZO EGOISTA

In un paese di campagna in Basilicata, viveva un bambino di nome Tommaso, era molto bello, alto, occhi azzurri ma con una faccia sempre triste, era sempre chiuso in se stesso, sembrava sempre essere arrabbiato con qualcosa, si qualcosa che non esisteva. Se usciva era perché doveva andare a scuola anche se, anche là sembrava essere mentalmente assente. Una cosa a scuola la faceva, sfogava la rabbia contro qualcosa che non esisteva che prendeva una forma, le persone che gli erano intorno, i suoi compagni di classe, anche se loro spesso provavano a farlo giocare con loro o aiutarlo a fare qualcosa, lui rispondeva con calci e pugni e quindi gli altri tutti impauriti scappavano.

Tommaso appena era finita la scuola correva a casa e quando entrava solo alcune volte dava un picco lo cenno di saluto ai suoi genitori, anche loro erano molto preoccupati ma comunque convinti che fosse solo rabbia passeggera. Tommaso si rifugiava subito nella sua camera, accendeva la musica e prendeva un foglio e una matita e cominciava a disegnare, quella era la sua unica passione. La sera quando gli andava Tommaso faceva qualche compito di scuola molto velocemente e poi andava subito a dormire.

La situazione di Tommaso peggiorava ed era sempre più egoistica con i suoi compagni quando un giorno a scuola in classe era arrivato un nuovo bambino; a Tommaso sembrava un po’ come lui chiuso in se stesso e egoista con i compagni tranne con lui. Un giorno Tommaso si fece forza e andò da quel bambino, gli si avvicinò e si presentò e gli chiese “com’è che sei qua da solo ?” e il bambino gli rispose a voce bassa forse per la poca allegria e timidezza che era in lui “Sono qua perché se sto con gli altri mi arrabbio per la minima cosa che non mi va bene e sono egoista”. Allora Tommaso rispose “lo sai che anche io sono come te, non mi piace stare con gli altri perché mi arrabbio per ogni cosa e divento egoista”. Il bambino chiese “Davvero?”. Tommaso rispose “Si, e credo che questa cosa la possiamo affrontare insieme, su andiamo dagli altri”. Da quel giorno Tommaso aveva trovato il suo compagno primo vero amico, e non era più egoista con gli altri e non usciva più di casa solo per andare a scuola ma anche per andare con gli amici e fare le altre attività.

Camilla D’A.

Di Alfredo