IMG_7040 - Copia LOMBARDIA (1) - Copia come oggetto avanzato-1   Giuliano Orlando

 Sembra incredibile, ma la vendemmiata dei Falchi romani a Livorno, non ha un risultato preciso. A Livorno la scoppola subita dai Destrieri Etruschi contro gli ospiti romani Falchi Legionari, va oltre i pronostici. Anche se il risultato effettivo è tutto da definire. Quello ufficiale della FPI dice 14-0, il corrispondente da Livorno, il collega Franco Calamai, presente alla riunione per “Stamp Toscana”, parla di sette sconfitte e un pari. Non solo, sul match Sannino-Forte nei 56 kg. pende un reclamo toscano, in quanto l’arbitro ha fermato l’incontro al secondo round, per ferita del primo, assegnando la vittoria per arresto, mentre da regolamento vanno letti i cartellini. Che pare avessero vantaggio per Sannino. Per il resto pari tra il locale Tommasini e Falcinelli nei superleggeri, anche questo tutto da verificare, in quanto nel programma il primo era impegnato da Scordo, mentre il romano figurava nei 69 kg. contro D’Andrea, che non si è presentato. Non sarebbe il caso che la FPI il giorno dopo desse i risultati completi e commento non solo quello numerico. Speriamo non siano parole al vento, come spesso accade. Il resto ha visto gli ospiti vincere con Nocera (60) su Henrichi, Scaringella (75) su Ardito, Guanella (81) su Tommasini, Barsotti (91) su Norvetta e Carbotti (+91) su Piazza. In attesa di conoscere il vero risultato, sarebbe auspicabile che gli addetti a questo torneo, operassero con più tempestività, precisione e promozione. Invece….. Comunque la seconda sconfitta segna l’uscita anticipata dal torneo degli “Etruschi”.

Roberto Cammarelle ha assistito alla sfida tra i Cobra Longobardi e i Leoni di S.Marco a Cinisello Balsamo (Mi), dove si è svolta la sfida del secondo turno girone A. I padroni di casa, hanno confermato la solidità di base, vincendo sette incontri su otto, pur rinunciando ad alcune prime scelte. Gli ospiti guidati dal sempre battagliero maestro Gino Freo e da Paolo Battini, si sono dimostrati inferiori, pur lottando con grande generosità.  Ottima impressione ha lasciato il gallo Gangi (19 anni) che ha superato nettamente un Galici fisicamente più forte, ma tecnicamente meno dotato. Pure Faretina allievo dei Pasqualetti ha tenuto testa ad un ottimo Zaman, pachistano residente da anni a Brescia, molto forte ma di una linea inferiore alla giudiziosa tattica del tocca e via, di un Faretina in crescita. Il leggero Tatulli si era preparato per affrontare il campione italiano Festosi, assente per eccesso di peso, sostituito dal generoso Righetto, che pur gettando il cuore oltre i colpi al corpo subiti da un concentrato Tatulli, ha rischiato di finire prima del gong finale. Onore alla sua resistenza. Bene anche il medio Esposito di Cremona, classe ’94, che ha dominato Pavanello, forte ma ancora verde per reggere alla consistenza di un pugile davvero promettente. Il mediomassimo Norrito era un po’ la scommessa rischiosa del turno, ma il maestro Pomè ha lavorato di fino, sia sui muscoli che sul piano psicologico. Il milanese, classe ’83, con pochissima esperienza (15 incontri), è stato tatticamente perfetto, usando il sinistro e concludendo col destro, muovendosi sulle gambe per evitare di dare bersaglio ad un Roncon che ha forza notevole, mai sfruttata. I due fratelli Spahiu della Bergamo Boxe hanno vinto come da pronostico. Il massimo Endri, estremamente prudente si è imposto sul modesto Meneguzzo, mentre Alessio nei +91 ha dovuto faticare di più contro Saracino che lo sovrastava in peso e altezza, ma non in velocità, l’arma che ha fatto la  differenza. Unica sconfitta nei welter, subita da Riccio, altro allievo dei Bugada, che ha dato tutto, apparso non al meglio, superato d’un nulla dal più lineare Fasolo (2-1). Verdetti ineccepibili.

Ben più chiaro e dettagliato il risultato del Girone C, dove i Lupi Briganti a Rionero in Vulture (Pz) hanno vinto alla grande (13-3, contro le Pantere Aragonesi (Sicilia e Sardegna). Non entriamo nel dettaglio in quanto il Comitato Puglia Basilicata che gode un ufficio stampa da imitare, diretto da Sandro Turco, al quale rinnovo i complimenti, ha fornito il giorno dopo, tutte le informazioni che “Sport & Note”  ha pubblicato immediatamente. Non solo, a dimostrazione di un comitato che opera lucidamente, hanno usufruito anche di un’emittente, “Nuova Tv” che ha ripreso l’evento e lo ritrasmetterà diverse volte, con Giuseppe Macchiarola, che saluto, a dar voce alla manifestazione. Non sarebbe il caso che ai vertici prendessero esempio? Considerato il lavoro, auguriamo agli amici pugliesi di farcela, magari come primi dei secondi.

In Francia a Villerupt, nella lontana Lorena, cittadina di 20.000 abitanti al confine col Lussemburgo, dove all’inizio dello scorso secolo lavoravano molti emigranti italiani, il confronto con la Francia anche se non ha portato il successo, nei fatti ha dato agli azzurri risultati confortanti. Speravo di ottenere notizie maggiori, ma il signor Giulio Coletta che ha accompagnato la squadra non risponde al cellulare, per cui l’unica fonte è stato il mediomassimo Daniele Scardina, che ha perduto da Wassil Ben Alì, sceso a 81 kg (?) dopo il bronzo ai nazionali 2014 a febbraio nei massimi: “La fotocopia di Tyson, fisicamente mi sovrastava  – spiega il milanese – col quale ho straperso il primo round, pareggiato il secondo e stravinto il terzo. Ma va bene così”. E gli altri? “Hanno dato tutti il massimo, non solo i vincitori, Cappai, Bagatin e Cosenza, ma in particolare Di Russo che ha affrontato l’ottimo Vastine finendo alla pari, ma anche D’Andrea e Perugino sono stati bravissimi. Vianello non l’ho visto perché ero a cambiarmi”. Preso atto delle parole del bravo Scardina, il risultato tecnico conferma le sue parole. Intanto gli sconfitti D’Andrea contro uno dei migliori elementi della nazionale Konki, Di Russo nei confronti di Alexis Vastine, argento europeo 2010, Perugino con Hamani titolare 2014 e Vianello contro Bregeon altro campione francese, hanno perso 2-1, il che la dice lunga sui verdetti alla francese. Il bello è che il sito italiano annuncia la sconfitta di Vianello 3-0, quello francese 2-1. Più realisti del re i nostri. Confortante il pronto recupero di Cappai a dimostrazione che ha talento e orgoglio, insperata la vittoria del piemontese Bagatin (56) contro Bret, titolare 2013 e di Cosenza (60) di fronte a Belouara elemento di tutto rispetto.

A Helsinki, un oro con  Fiori, un argento con Vangeli e il bronzo di Dario Morello, che ha ceduto per la seconda volta a Cissokho, vincitore del torneo. Da segnalare il medio francese di colore Assomo, superando il nostro Munno nei quarti, in finale ha battuto il kazako Alimkhanuly, campione del mondo in carica. Da tenere d’occhio questi cugini.  

Foto di Mauro Pierri

Di Alfredo