2outOSTIA, 17/05/2014 – Dentro il Pala Di Fiore Roma ha vissuto, per quanto riguarda la boxe, una delle serate più spettacolari e drammatiche degli ultimi dieci anni. Una di quelle serate che solo la boxe può offrire dove niente è scontato e tutto diventa il contrario di tutto. Diciamolo tranquillamente quasi tutti siamo andati ad assistere al match tra Emanuele Della Rosa e lo spagnolo Isaac Real convinti del successo del nostro pugile che si è visto cambiare l’obiettivo pochi giorni prima del match. “Ruspa” avrebbe dovuto affrontare il campione europeo Sergey Rabchenko, pugile dalla potenza devastante, che invece faceva sapere di non avere alcuna intenzione di difendere il titolo e di essere proiettato verso mete più alte. Trovare un avversario in così breve lasso di tempo non era facile e la scelta è caduta su Isaac Real, imbattuto superwelter con discreta fama nella penisola iberica. Della Rosa aveva impostato tutta la sua preparazione per affrontare Rabchenko del quale aveva studiato tutto ed era andato a prepararsi in America dove era rimasto circa tre mesi a ritemprare fisico e soprattutto mentalità. Una partita che voleva giocare con un poker in mano. Niente di tutto questo e sul ring di Ostia ecco apparire come avversario Isaac Real, don Abbondio ci perdoni, un “Carneade”. Nessuno poteva pensare che si stava accendendo una sigaretta vicino ad una polveriera. Due avversari in situazioni diverse: l’obbligatorietà di vincere da parte del romano contro il nulla da perdere da parte dello spagnolo.

Una bella serata di boxe si stava avviando nel dramma invece del lieto fine. Il primo round sembra andare secondo copione: un Della Rosa deciso a prendere subito in mano le redini del match ed un avversario guardingo pronto a sferrare la sua “zampata”. Quello che avviene nel secondo round rimarrà negli annali della boxe romana. Della Rosa accentua la sua pressione dando l’impressione di voler concludere il match. Cura poco la difesa e si trova scoperto di fronte ad un fulmineo sinistro d’incontro doppiato da un destro corto, crolla al tappeto. Il colpo è accusato ma l’errore del nostro pugile è quello di assalire, ancora annebbiato, lo spagnolo che lo incrocia nuovamente sia di destro che sinistro. Nuovo conteggio e quando si alza appare malfermo sulle gambe. Nonostante questo Della Rosa si gioca il tutto per tutto e scuote l’avversario centrandolo con il destro in pieno volto, stavolta è lo spagnolo ad assaggiare il tappeto e a rialzarsi in difficoltà. Entrambi  sembrano scossi e malfermi sulle gambe. Della Rosa vorrebbe finire la sua opera, ma si trova di nuovo scoperto di fronte al sinistro di Real e va giù, si rialza e il gong lo salva. Incredibile il coraggio, o incoscienza, del romano che cerca di dare una sferzata al match costringendo alla difesa lo spagnolo trascinandolo al tappeto nella foga. Della Rosa tiene l’iniziativa e si espone, incassa e termina il round infilando un secco uno-due che scuote Real. Nel quarto lo spagnolo barcolla, ma anche Della Rosa è messo a dura prova soprattutto da un gancio sinistro, che non riesce quasi mai ad evitare. Lo spagnolo nel finale barcolla, ma Della Rosa appena suonato il gong si dirige al suo angolo dando l’impressione di non aver smaltito. Comunque il quinto round è favorevole al nostro pugile, che sembra condurre un match più razionale con colpi isolati, utili per condurre la ripresa a suo favore. La realtà visiva è ben diversa: Della Rosa appare più affaticato del suo avversario. Ha speso molte energie e i riflessi lo tradiscono, Real è più lucido e i suoi colpi sembrano più deleteri. Il settimo round segue la falsariga del round precedente, ma in chiusura fa uno strano effetto vedere il romano accompagnato quasi di peso al suo angolo. Nell’ottavo round arriva la conclusione ormai nell’aria, Real capisce di stare per compiere la grande impresa, intensifica i suoi colpi che trovano purtroppo il bersaglio; Della Rosa crolla pesantemente al tappeto, il match dovrebbe finire qui, ma l’arbitro gli dà un’altra possibilità. Il romano ha ormai dato tutto e un’altra scarica lo mette giù rivolto all’angolo neutro. Isaac Real, il “Chaka”, è il nuovo campione d’Europa dei superwelter centrando l’obiettivo al suo 11mo match da professionista. Si tratta indubbiamente di un ottimo pugile uscito allo scoperto e tutto da decifrare. Della Rosa ha perso soprattutto per troppa generosità, non ha mai recuperato le forze fisiche e mentali che sono rimaste al tappeto insieme ai tre conteggi subiti nel secondo round. Troppa sicurezza iniziale? La capacità di non “leggere” il match dopo aver subito il primo conteggio? Tanti sono i punti interrogativi oltre al riconosciuto valore del suo avversario. Il romano ha ormai 34 anni, una tranquillità economica grazie alla sua attività, troverà la forza di riprendere?…attendiamo la sua risposta.

E’ stata una bella serata che ancora una volta ha fatto capire che la boxe professionistica con le emozioni che regala è un’altra cosa. L’entourage dell’ OPI 2000 con la preziosa collaborazione di Marcello Paciucci sotto l’egida della Lega Pro Boxe e la sponsorizzazione della Leone 1947 non ha fatto mancare niente al numeroso pubblico accorso: spettacolo ed emozioni sono andati in perfetta simbiosi.

Ad aprire le ostilità ci pensavano i welter Caccia e Fazekas. L’ungherese  ha tenuto in pratica sotto pressione per quasi tutto il match il ferrarese che aveva all’angolo Massimiliano Duran. Caccia

ha piazzato velocissimi uno-due che non hanno frenato il suo avversario apparso più intraprendente. Il verdetto ha dato ragione a Caccia, apparso un po’ al di sotto delle sue precedenti prestazioni. Alessandro Sinacore ha potenza deflagrante nel sinistro ma si è trovato di fronte un Laurinkus, costruito con il cemento armato, che ha incassato di tutto e di più, permettendosi anche il lusso di attaccare nel finale. La prova del romano è stata comunque positiva e ha dato modo di visionarlo lungo l’arco delle sei riprese in attesa di cominciare a spaziare lo sguardo verso mete prestigiose.

L’estone Sergei Melis non era certo un avversario facile per Daniele Moruzzi e questo lo si sapeva in partenza. Il pugile di Fiumicino condotto all’angolo dal padre è stato tenuto sotto pressione da un avversario che ha cercato la corta e media distanza senza mai indietreggiare di un centimetro. Anche se Moruzzi non è mai riuscito a conquistare il centro del ring i suoi colpi puliti e veloci hanno fatto la differenza per ottenere il verdetto, sia pure di misura. Applausi meritati per entrambi. Difficile non sbilanciarsi per Michele  “King” Di Rocco, campione europeo dei superleggeri. E’ senz’altro il pugile italiano, insieme a Bundu, che ha più aspettative al di là dei confini europei. Istvan Kiss è stato chiamato a tastare la sua condizione che è apparsa più che ottimale. Di Rocco ha costituito uno spettacolo a parte: scherma, precisione, tempestività e un pizzico di “veleno”  che ha scardinato le resistenze dell’avversario facendogli subire un duro ko alla terza ripresa.

(Al. Br.)

Sabato 17 maggio 2014 ore 20.30

Pala Di Fiore, via dei Pescatori 71, Ostia Lido (Roma)

TV: diretta FOX SPORTS 2 ore 22.30

Welter: Alessandro Caccia 12-0 (5 Ko) b. Laszlo Fazekas (Ungheria) 19-15-1 (14 Ko) a.p. 6.

Mediomassimi: Alessandro Sinacore 7-0 (5 Ko) b. Vygaudas Laurinkus (Lituania) 3-15-3 (0 Ko) a.p. 6.

Superwelter: Daniele Moruzzi 15-1 (7 Ko) b. Sergei Melis (Estonia) 23-16 (9 Ko) a.p. 6.

Superleggeri:  Michele Di Rocco 37-1-1 (16 Ko) b. Istvan Kiss (Ungheria) 14-11 (7 Ko)

Campionato Europeo Pesi Superwelter – 12 Rounds

Isaac “Chaka” Real (Spagna) 10-0-1 (5 Ko) b. Emanuele “Ruspa” Della Rosa 33-2 (9 Ko)

Campionato Europeo Pesi Superwelter

Arbitro: Jurgen Langos (Germania)

Giudici: Zvonko Rukavina (Croazia), Fabian Guggenheim (Svizzera), Predrag Aleksic (Montenegro)

Supervisore: Marco Giuliani (Belgio).

Commissario di Riunione: Rolando Barrovecchio.

Arbitri/Giudici: Francesco Ramacciotti, Marco Marzuoli, Raffaele Derasmo

Foto di Renata Romagnoli

 

Di Alfredo